Tragedia in ospedale: 39enne muore dopo 7 ore al pronto soccorso, indagata la dottoressa per omicidio colposo

Tragedia in ospedale: 39enne muore dopo 7 ore al pronto soccorso, indagata la dottoressa per omicidio colposo

Tragedia in ospedale: 39enne muore dopo 7 ore al pronto soccorso, indagata la dottoressa per omicidio colposo

Matteo Rigamonti

Dicembre 14, 2025

Bari, 14 dicembre 2025 – È arrivata in ospedale con un forte dolore al petto e ha aspettato sotto osservazione per quasi sette ore. Poi, il dramma: un arresto cardiaco improvviso che non le ha lasciato scampo. È la storia di una donna di 39 anni, residente nel Barese, morta la sera del 7 dicembre al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Sulla sua morte la Procura ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Tra gli indagati c’è una dottoressa di turno quella sera. L’inchiesta, guidata dalla procuratrice Luisiana Di Vittorio, vuole capire cosa sia successo in quelle ore e se ci siano stati ritardi o mancanze nelle cure.

Le ore in ospedale: cosa dicono i documenti

Dai documenti clinici raccolti, la donna – affetta da sindrome di Turner, una rara malattia genetica – era stata portata in ambulanza nel primo pomeriggio del 7 dicembre. Il 118 era intervenuto dopo che aveva avuto un forte dolore al petto, iniziato circa un’ora prima dell’arrivo dei soccorsi. Già a casa, i medici avevano notato problemi all’elettrocardiogramma. L’arrivo al pronto soccorso è stato segnato alle 15:44, con un codice arancione, che indica una situazione urgente ma non immediatamente critica.

Tra le 16 e le 16:45 sono partiti i primi accertamenti: esami del sangue, controllo della troponina cardiaca, elettrocardiogramma e radiografie al torace e all’addome. I raggi non hanno mostrato problemi evidenti. Nel frattempo, la donna – con una storia di ipertensione e diabete – ha avuto diversi episodi di vomito. I medici le hanno dato una terapia per alleviare i sintomi, e sembrava migliorare.

Il crollo improvviso e il tragico epilogo

Tutto è precipitato intorno alle 20:40. Ancora sotto osservazione, la donna ha avuto un malore improvviso: per i medici si è trattato di un arresto cardiocircolatorio. È stata portata subito nella shock room, dove sono iniziate le manovre di rianimazione. Sono andate avanti per più di mezz’ora, ma senza successo. Il decesso è stato dichiarato alle 21:22.

I primi sospetti dei medici del Policlinico parlano di una possibile dissecazione aortica – una rottura improvvisa e spesso fatale della parete dell’aorta, difficile da vedere nelle prime fasi. Ma sarà solo l’autopsia a dire con certezza cosa ha causato la morte e se i sintomi iniziali c’entrano con il tragico esito.

L’indagine e le richieste della famiglia

La procuratrice Di Vittorio ha ordinato l’autopsia, affidandola al medico legale Liliana Innamorato e al cardiochirurgo Massimo Villani. Gli accertamenti dovranno stabilire se le cure sono state tempestive e adeguate. La dottoressa indagata, assistita dall’avvocato Pino Giulitto, ha scelto i suoi consulenti tecnici. Anche la famiglia della vittima, seguita dall’avvocato Felice Petruzzella, ha nominato esperti.

“La famiglia vuole risposte, vuole giustizia”, ha detto Petruzzella davanti al Tribunale di Bari. “La domanda più grande è cosa sia successo in quelle ore decisive: si poteva fare qualcosa di diverso?”. I parenti hanno chiesto di vedere tutte le registrazioni delle telecamere interne e tutta la documentazione clinica.

La posizione del Policlinico

Il Policlinico ha espresso “cordoglio ai familiari” e ha confermato “piena fiducia nel lavoro degli operatori del pronto soccorso”. In una nota diffusa il 14 dicembre, ha assicurato “massima collaborazione con la Procura” per ogni approfondimento. “Siamo vicini alla famiglia”, si legge ancora nel comunicato, “e aspettiamo con rispetto l’esito delle indagini”.

Le indagini continuano per ricostruire con precisione cosa è accaduto e per capire se ci sono responsabilità penali o disciplinari. Solo l’autopsia e le consulenze tecniche daranno risposte certe sulle cause della morte della 39enne e sull’operato dei medici coinvolti.