Roma, 16 dicembre 2025 – Francesca Michelon, 40 anni, riconosciuta lo scorso aprile come figlia biologica di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, si trova al centro di un nuovo scontro legale. La vedova di D’Orazio, Tiziana Giardoni, ha chiesto un risarcimento di 100 mila euro per danni esistenziali. Secondo i legali della Giardoni, Michelon avrebbe provocato sofferenze psicologiche al padre, mantenendo con lui un rapporto difficile e avanzando – questa è l’accusa – solo richieste economiche.
Una lunga attesa per la verità
La storia va avanti da anni. Francesca Michelon, figlia di Oriana Bolletta, racconta di aver lottato per oltre dieci anni per essere riconosciuta come figlia di D’Orazio. Solo nel 2024, grazie a un test del DNA e a una sentenza del tribunale civile di Roma, la sua paternità è stata ufficialmente accertata. “Ho aspettato dieci anni per avere giustizia”, ha detto Michelon al Corriere della Sera. “Non ho mai nascosto nulla. Ho sofferto molto per quel rapporto così limitato con mio padre”.
Lei assicura che la causa non era una questione di soldi. “Non ho mai voluto il denaro”, ha ribadito. “Ho fatto tutto per la verità, per conoscere le mie radici e la mia identità”. Ma la questione economica è diventata centrale dopo la morte di D’Orazio, nel novembre 2020.
Testamento cancellato, eredità divisa
Il tribunale ha annullato il testamento di Stefano D’Orazio, dividendo l’eredità tra la figlia e la vedova. A Michelon è stato anche riconosciuto un risarcimento di 60 mila euro per i danni esistenziali subiti negli anni in cui non era stata riconosciuta. L’eredità comprende una villa a Pantelleria e due attici a Roma.
Ma la vedova Giardoni non si è arresa. Ha fatto ricorso in appello, chiedendo che a Francesca venga riconosciuta solo la quota di legittima – un terzo del patrimonio – e non la metà stabilita dal primo giudice. I suoi avvocati sostengono che il rapporto tra padre e figlia sia stato compromesso proprio da Michelon, che, secondo loro, non avrebbe mai cercato un vero legame affettivo con D’Orazio.
La richiesta di risarcimento e le reazioni
La richiesta di 100 mila euro da parte della vedova si basa su presunti “danni esistenziali” causati da Michelon a D’Orazio. “Non capisco quale sia la mia colpa”, ha risposto Francesca. “Per anni ho cercato solo una cosa: essere riconosciuta come sua figlia. E quando finalmente un tribunale ha dato ragione a me, qualcuno vuole negare questa realtà”.
La vicenda ha acceso anche i social. Molti utenti hanno mostrato solidarietà a Michelon. “Sento di avere vicino tanta gente che capisce da che parte sta la verità”, ha confidato lei. “Questo mi dà una grande forza”.
Aspettando la sentenza della Corte d’Appello
Nei prossimi giorni, la Corte d’Appello di Roma dovrà decidere sul ricorso di Giardoni. La sentenza potrebbe cambiare sia la divisione dell’eredità sia l’eventuale risarcimento richiesto a Michelon.
Fonti vicine al caso raccontano di un clima ancora molto teso. Michelon si dice pronta ad accettare qualunque decisione, ma sottolinea: “Chi non ha vissuto una storia come la mia, fatta di frustrazione e ricerca di sé, non può capire”. La vedova Giardoni, invece, resta molto riservata sulle prossime mosse.
Fino alla sentenza definitiva, resta aperta una ferita familiare che, tra carte bollate e dichiarazioni pubbliche, sembra difficile da chiudere.
