Funzionari Usa e Russia si incontrano a Miami: cosa aspettarsi dal summit del fine settimana

Funzionari Usa e Russia si incontrano a Miami: cosa aspettarsi dal summit del fine settimana

Funzionari Usa e Russia si incontrano a Miami: cosa aspettarsi dal summit del fine settimana

Matteo Rigamonti

Dicembre 18, 2025

Miami, 18 dicembre 2025 – Funzionari americani e russi si preparano a incontrarsi questo fine settimana a Miami, in un tentativo che l’amministrazione Trump considera decisivo per riavviare il dialogo su una possibile pace in Ucraina. La notizia, diffusa da Politico e confermata da fonti diplomatiche vicine ai negoziati, arriva mentre il conflitto nell’Europa orientale sembra bloccato, senza però mostrare segnali di una svolta.

Vertice a Miami: le delegazioni e il clima

Dalle prime informazioni, la squadra americana sarà guidata da John Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale, mentre per la Russia dovrebbe esserci il vice ministro degli Esteri, Sergej Ryabkov. L’incontro, in programma tra sabato e domenica in un hotel del centro di Miami, è il primo faccia a faccia di alto livello tra i due Paesi da inizio anno. Non è un dettaglio da poco: la scelta della Florida, lontano dai riflettori di Washington e Mosca, nasce – dicono fonti dell’amministrazione – dalla voglia di “creare un clima più rilassato”.

Obiettivo chiaro: riaprire il dialogo sulla pace

Lo scopo è semplice e diretto: capire se c’è spazio per un percorso negoziale credibile che porti alla fine delle ostilità in Ucraina. Da mesi la diplomazia americana prova a mantenere contatti informali con Mosca, ma senza grandi risultati. “Non ci aspettiamo miracoli – ha detto un funzionario del Dipartimento di Stato, che ha chiesto di restare anonimo – ma bisogna tentare ogni strada”. La guerra, scoppiata nel febbraio 2022 con l’invasione russa, ha causato oltre 500 mila vittime tra militari e civili, secondo l’ONU, e ha lasciato il Paese in una crisi umanitaria pesante.

Le posizioni sul tavolo: tra scetticismo e richieste forti

Le differenze restano marcate. Gli Stati Uniti chiedono il rispetto dell’integrità territoriale ucraina e il ritiro delle truppe russe dalle zone occupate. Mosca, dal canto suo, insiste sulla necessità di “garanzie di sicurezza” e vuole che vengano riconosciute le annessioni già dichiarate nelle regioni orientali. “Non ci sono segnali che la Russia sia pronta a fare concessioni importanti”, ha ammesso ieri un diplomatico europeo a Bruxelles. Intanto, la pressione internazionale non si ferma: in queste settimane sia la Cina che la Turchia hanno chiesto nuove iniziative per fermare i combattimenti.

Reazioni a Kiev e in Europa: prudenza e attesa

A Kiev la notizia del vertice è stata accolta con cautela. Il portavoce del presidente Zelensky, Serhiy Nykyforov, ha detto che “ogni sforzo diplomatico è benvenuto”, ma ha ribadito che “nessuna decisione potrà essere presa senza coinvolgere direttamente l’Ucraina”. Anche a Berlino e Parigi si seguono con attenzione gli sviluppi di Miami: “Serve trasparenza e coordinamento con gli alleati”, ha sottolineato una fonte del ministero degli Esteri tedesco.

Trump punta sulla diplomazia: motivazioni interne in gioco

Per l’amministrazione Trump, che ha rilanciato il dossier ucraino dopo il ritorno alla Casa Bianca, questa iniziativa è anche un banco di prova interno. Negli ultimi mesi il presidente ha più volte promesso agli elettori di “riportare la pace in Europa”, puntando su un approccio più pragmatico rispetto al passato. “Vogliamo risultati concreti”, ha confidato un consigliere della Casa Bianca. Ma non mancano le critiche tra i repubblicani: alcuni membri del Congresso temono che un accordo frettoloso possa indebolire la posizione occidentale nei confronti di Mosca.

Cosa succederà dopo?

Per ora non sono previsti incontri pubblici né conferenze stampa congiunte. Le delegazioni dovrebbero aggiornare i rispettivi governi al termine dei colloqui. Fonti americane dicono che, se ci saranno segnali positivi, potrebbe arrivare un secondo giro di negoziati già a gennaio 2026. Rimane però una domanda aperta: quanto sono davvero disposte le parti a cedere su punti chiave come i confini e le garanzie di sicurezza.

Il vertice di Miami arriva in un momento delicato per la crisi ucraina. Potrebbe segnare una svolta o, più probabilmente, dare il via a una lunga serie di trattative. Per ora, tra le strade assolate della città della Florida, la diplomazia internazionale cerca ancora uno spiraglio.