Il futuro di Askatasuna: cosa significa la fine del patto per Torino?

Il futuro di Askatasuna: cosa significa la fine del patto per Torino?

Il futuro di Askatasuna: cosa significa la fine del patto per Torino?

Matteo Rigamonti

Dicembre 18, 2025

Torino, 18 dicembre 2025 – La Prefettura di Torino ha informato questa mattina la Città di Torino di una violazione delle regole sull’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47, sede storica del centro sociale Askatasuna. L’intervento delle forze dell’ordine è scattato nelle prime ore del giorno, a seguito di accertamenti che hanno confermato l’uso di parti dell’edificio dichiarate inagibili. La notizia è stata ufficializzata dal sindaco Stefano Lo Russo, che ha annunciato la fine del patto di collaborazione tra il Comune e il gruppo di cittadini che gestiva lo spazio.

Violazione e controllo: cosa è successo davvero

Il sindaco ha spiegato che la polizia ha effettuato controlli presso l’immobile di corso Regina Margherita 47, dove da anni si trova il centro sociale Askatasuna. L’edificio, proprietà del Comune, era stato giudicato inagibile in quasi tutte le sue parti, fatta eccezione per il piano terra. Ma le verifiche hanno mostrato che questa regola non è stata rispettata: qualcuno ha usato i piani superiori, vietati dal patto di collaborazione. “Questo comporta la fine dell’accordo”, ha detto Lo Russo, confermando la cessazione del patto.

Il patto di collaborazione: le regole da rispettare

Lo scorso 18 marzo la Giunta comunale aveva rinnovato l’accordo per trasformare il centro sociale Askatasuna in un bene comune. Nel patto si ribadivano anche i principi di democrazia e il rifiuto di ogni forma di violenza e razzismo. L’accordo, scaduto a marzo e poi rinnovato, coinvolgeva un gruppo spontaneo di cinque cittadini incaricati di prendersi cura dell’immobile e di farlo rivivere. C’era anche un comitato di garanti per controllare che tutto procedesse secondo le regole.

Tra le clausole più importanti c’era il divieto assoluto di usare i piani superiori, dichiarati pericolanti dopo i controlli tecnici. Solo il piano terra poteva ospitare attività sociali e culturali. Altre regole riguardavano la sicurezza, la pulizia, la presentazione di un rapporto semestrale sulle attività e il rispetto delle norme legate ai lavori in corso.

Reazioni e cosa succede adesso

La notizia della Prefettura è arrivata a tarda mattinata. Davanti all’ingresso di corso Regina Margherita, alcuni abitanti hanno visto l’arrivo delle forze dell’ordine. “Non è la prima volta che controllano qui”, ha raccontato una commerciante della zona, ricordando le pattuglie viste più volte negli ultimi giorni. Dal Comune fanno sapere che la decisione è stata presa “nel rispetto delle regole e degli impegni presi con la cittadinanza”.

Il gruppo che gestiva il centro non ha ancora commentato ufficialmente. Fonti vicine agli attivisti dicono che nelle prossime ore potrebbe uscire un comunicato per spiegare la loro posizione e le possibili mosse future. Il futuro dell’edificio è ora incerto: la fine del patto blocca le attività autorizzate al piano terra e apre interrogativi sulla gestione dello stabile.

Askatasuna tra storia e futuro

Da oltre vent’anni, il centro sociale Askatasuna è uno dei punti di riferimento per l’attivismo a Torino. La decisione della Giunta di rinnovare il patto aveva diviso l’opinione pubblica, sia in Consiglio che tra i residenti del quartiere Aurora. C’è chi ha visto di buon occhio l’idea di valorizzare l’immobile come bene comune; altri hanno espresso dubbi sulle condizioni dell’edificio e sulla sicurezza.

Adesso, con la comunicazione della Prefettura e la fine dell’accordo, si apre un nuovo capitolo. Toccherà al Comune decidere come muoversi per proteggere l’edificio e far rispettare le norme. Per ora, in corso Regina Margherita 47 regna il silenzio, rotto solo dal passo degli agenti e dai sussurri dei passanti.