Inquilini in pericolo: il piano di FdI per far pagare anche i morosi

Inquilini in pericolo: il piano di FdI per far pagare anche i morosi

Inquilini in pericolo: il piano di FdI per far pagare anche i morosi

Matteo Rigamonti

Dicembre 18, 2025

Roma, 18 dicembre 2025 – La proposta di legge sui condomini, presentata da Fratelli d’Italia, ha scatenato un acceso dibattito politico nelle ultime ore. Tutto è partito da un duro attacco di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha criticato il testo in un post su Facebook. Secondo Conte, la norma rischia di mettere in difficoltà gli inquilini che pagano regolarmente, costringendoli a farsi carico anche dei debiti dei vicini morosi verso fornitori e manutentori.

Conte smonta la proposta di Fratelli d’Italia

Nel suo messaggio sui social, Conte ha puntato il dito soprattutto sull’obbligo di laurea per gli amministratori di condominio previsto dal disegno di legge. “Non basta che abbiano fatto formazione e maturato esperienza, vogliono che siano laureati”, ha scritto l’ex presidente del Consiglio, aggiungendo con ironia: “Allora chiediamo la laurea anche per i politici, per chi va in Parlamento, per i Presidenti del Consiglio? Suvvia”. Il suo è un richiamo al “buon senso” nella scrittura delle leggi. Il post ha raccolto molte reazioni, con utenti che si sono chiesti se davvero serva un requisito così rigido.

Cosa cambia con la nuova legge

Da quello che si sa finora, la proposta di Fratelli d’Italia vuole dare più garanzie a fornitori e manutentori nei condomini, introducendo una responsabilità solidale tra i condomini stessi. In pratica, chi paga regolarmente le spese condominiali potrebbe dover coprire anche le quote non versate dai vicini morosi. L’obiettivo dichiarato è assicurare la continuità dei servizi e la stabilità finanziaria del condominio. Ma le opposizioni avvertono: così si finisce per penalizzare chi rispetta le scadenze.

Reazioni politiche e del settore

La polemica non si è fermata alle parole di Conte. Anche nella maggioranza si sono fatte sentire alcune riserve. “Anche alcuni giornalisti vicini a loro ammettono che si tratta di proposte poco sensate”, ha aggiunto il leader M5S. Fonti parlamentari riferiscono che il testo ha già sollevato dubbi in alcuni deputati della stessa coalizione di governo. Sul fronte degli amministratori, le associazioni di categoria sono scettiche sull’obbligo di laurea. Un rappresentante dell’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) spiega: “L’esperienza e la formazione specifica contano molto, ma imporre un titolo universitario rischia di escludere professionisti validi”.

Il nodo delle politiche per la casa

Conte ha colto l’occasione per tornare sul tema delle politiche abitative, chiedendo conto del ritardo sul cosiddetto “Piano casa da 15 miliardi” annunciato mesi fa da premier Giorgia Meloni e vicepremier Matteo Salvini. “Vogliono occuparsi di case e condomini? Allora tirino fuori il Piano casa da 15 miliardi che Meloni e Salvini promettono da mesi, invece di tagliare come hanno fatto in questi anni il Fondo affitti, il Fondo morosità incolpevole e ben 15 agevolazioni edilizie”, ha scritto Conte. Un attacco diretto alle scelte del governo su affitti e incentivi fiscali per chi ristruttura o compra casa.

Il Parlamento si prepara al confronto

La discussione sulla proposta dovrebbe partire già nei prossimi giorni nelle commissioni competenti. Fonti vicine a Fratelli d’Italia parlano di un obiettivo chiaro: arrivare a un testo condiviso entro gennaio. Ma il clima resta teso. “Questo è l’ennesimo pasticcio di questa maggioranza, e ora si sono messi pure a litigare”, ha commentato ancora Conte. Nei corridoi di Montecitorio si respira prudenza: molti deputati preferiscono non esporsi, aspettando che il testo venga modificato o chiarito sui punti più controversi.

Regole condominiali e futuro del settore

Prima che la proposta arrivi in Aula, il dibattito sulle regole per i condomini e su come scegliere gli amministratori resta molto acceso. Le associazioni dei consumatori chiedono tutele per chi paga regolarmente, mentre i professionisti temono un giro di vite che potrebbe ridurre il numero degli amministratori disponibili. Nel frattempo, la questione si intreccia con il tema più ampio delle politiche per la casa e della tutela degli inquilini, un argomento che – come dimostrano le reazioni di queste ore – resta al centro dell’agenda politica nazionale.