Maduro evoca Simon Bolívar e lancia la sfida agli Stati Uniti sul petrolio

Maduro evoca Simon Bolívar e lancia la sfida agli Stati Uniti sul petrolio

Maduro evoca Simon Bolívar e lancia la sfida agli Stati Uniti sul petrolio

Matteo Rigamonti

Dicembre 18, 2025

Caracas, 18 dicembre 2025 – Ieri, durante le celebrazioni per il 195° anniversario della morte di Simón Bolívar, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha rivolto un appello diretto alla Colombia. Ha chiesto una “unione perfetta” per difendere insieme la sovranità regionale. L’intervento, tenuto nella sede della Società Bolivariana di Caracas, ha visto Maduro parlare direttamente al “popolo comune, ai movimenti sociali, alle forze politiche e ai militari” colombiani, in un clima di crescente tensione tra Venezuela e Stati Uniti.

Maduro sfida la Colombia: “Uniti per Bolívar e contro l’impero”

Nel cuore di Caracas, tra bandiere e ritratti di Bolívar, Maduro ha usato parole decise: “Bolívar è la forza che ferma l’impero”. Ha ricordato che, a 195 anni dalla sua morte, il suo ideale resta il “muro” contro chi oggi minaccia il paese. Il riferimento è chiaro agli Stati Uniti e alle recenti minacce del presidente Donald Trump. Lo slogan scandito più volte è stato “Figli di Bolívar, mai schiavi”, con la certezza che “la pace si costruisce con l’unità”.

Maduro ha sottolineato come in Venezuela “governano le idee di Bolívar”, che sono diventate la base della politica nazionale. “Le sue idee – ha detto – sono la nostra guida, il nostro scudo contro ogni tentativo di ingerenza”. Il discorso è stato trasmesso in diretta dalla tv di Stato Venezolana de Televisión (Vtv) e dal canale internazionale Telesur.

La risposta alle minacce di Washington

La tensione resta alta dopo l’annuncio di Trump di un “blocco totale delle petroliere venezuelane”. Maduro ha definito questa misura “un atto illegale e da guerra”. Ha ribadito con fermezza che Caracas non cederà: “Il petrolio e tutte le ricchezze naturali appartengono solo al popolo venezuelano”. Nonostante le sanzioni americane, che da anni affondano l’economia del paese, il leader chavista ha garantito che il Venezuela continuerà a vendere il proprio greggio. “Non ci piegheremo – ha detto – difenderemo la nostra sovranità economica”.

L’appello ai militari colombiani e la dura accusa a Washington

Maduro non ha risparmiato critiche a Washington, accusata di voler imporre “un governo fantoccio” a Caracas. Ha denunciato il dispiegamento navale americano nei Caraibi come un segnale di escalation militare. “Denunciamo ogni tentativo di intimidazione – ha detto – ma non accetteremo mai una guerra imposta dall’esterno”.

Da qui il suo nuovo appello ai militari colombiani: chiamati a difendere insieme la sovranità dei due paesi e il “sogno di Bolívar”. L’invito arriva in un momento delicato, con tensioni crescenti lungo il confine tra Caracas e Bogotá, segnato da accuse reciproche e movimenti sospetti delle forze armate.

“Solo con l’unità – ha concluso Maduro – potremo respingere ogni tentazione di divisione o ingerenza esterna”. Un messaggio rivolto non solo alle istituzioni colombiane, ma anche ai movimenti sociali e ai cittadini comuni di entrambi i paesi.

La regione in bilico, la Colombia osserva

Le parole di Maduro arrivano in un momento di forte instabilità nella regione. In Colombia, il governo di Gustavo Petro non ha ancora risposto ufficialmente all’appello. Fonti diplomatiche a Bogotá parlano solo di “massima attenzione” sulla situazione al confine.

Nel frattempo, a Caracas, le celebrazioni per Bolívar hanno richiamato centinaia di persone. Tra loro, rappresentanti delle Forze Armate Bolivariane e delegazioni di movimenti sociali. Alcuni cittadini, intervistati fuori dalla Società Bolivariana, hanno espresso preoccupazione per il peggiorare delle tensioni internazionali: “Speriamo che si trovi una soluzione pacifica”, ha detto una donna arrivata da Maracay.

Il Venezuela resta così al centro della scena regionale, stretto tra pressioni esterne e la ricerca di nuove alleanze. Sullo sfondo, la figura di Bolívar, simbolo di indipendenza e oggi bandiera politica in un’epoca segnata da incertezze e rivalità.