Salvini si sente sollevato: Dopo l’assoluzione ho dormito come un bambino

Salvini si sente sollevato: Dopo l'assoluzione ho dormito come un bambino

Salvini si sente sollevato: Dopo l'assoluzione ho dormito come un bambino

Matteo Rigamonti

Dicembre 18, 2025

Bologna, 18 dicembre 2025 –
Il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato questa mattina la sua assoluzione definitiva nel processo sulla vicenda Open Arms, conclusosi ieri in Cassazione dopo cinque anni. L’occasione è arrivata durante l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria per le auto, nel tratto nord del nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. “Oggi è una bella giornata. Ieri si è chiusa bene con l’assoluzione dopo cinque anni di processo, e oggi va avanti bene, perché vediamo il frutto del lavoro che in questi tre anni al Ministero ho contribuito a portare avanti”, ha detto Salvini ai giornalisti presenti.

Open Arms, la Cassazione mette la parola fine

La sentenza della Corte di Cassazione è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, chiudendo definitivamente una lunga vicenda giudiziaria che vedeva Salvini imputato per il caso della nave della Ong spagnola Open Arms. Era l’agosto 2019 quando, da ministro dell’Interno, negò lo sbarco a decine di migranti soccorsi nel Mediterraneo. La procura aveva contestato il reato di sequestro di persona, ma i giudici hanno stabilito che non c’erano elementi sufficienti per una condanna.

Visibilmente sollevato, Salvini ha ammesso: “A parte la forma, ieri ero piuttosto teso. Quando in ballo c’è la tua libertà personale, non è un discorso politico”. Il timore era legato a una possibile condanna superiore ai quattro anni, che avrebbe comportato il carcere. “Spiegare a mia figlia e mio figlio che il papà rischia di finire in galera, perché sopra i 4 anni non ci sono i lavori socialmente utili ma la prigione, è qualcosa che ti toglie il sonno. Stanotte, invece, ho dormito bene”, ha confidato il leader della Lega.

Casalecchio, il nodo cruciale per la viabilità bolognese

Il ministro si è fermato al cantiere del nodo di Casalecchio di Reno, dove si sta completando un’opera chiave per la mobilità dell’area metropolitana di Bologna. L’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria segna una delle fasi finali dei lavori iniziati nel 2022, pensati per migliorare il traffico tra l’autostrada e la rete urbana.

“Vedere oggi il risultato concreto di tre anni di impegno al Ministero mi dà molta soddisfazione”, ha detto Salvini, sottolineando come la priorità resti la conclusione dei grandi cantieri infrastrutturali nazionali. All’evento erano presenti tecnici di Anas e rappresentanti locali, tra cui il sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso, che ha definito l’opera “un passaggio importante per la mobilità del territorio”.

Nel centrodestra è festa per l’assoluzione

L’assoluzione di Salvini è stata accolta con entusiasmo dagli alleati di governo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un messaggio privato al vicepremier, mentre dal gruppo della Lega in Parlamento sono arrivate dichiarazioni di soddisfazione. “La giustizia ha fatto il suo corso”, ha commentato il capogruppo Massimiliano Romeo.

Diverso il tono delle opposizioni. Dal Partito Democratico, la deputata Laura Boldrini ha ricordato che “resta aperto il tema dei diritti umani e delle responsabilità politiche nelle scelte sui migranti”. Sulla stessa linea Riccardo Magi di +Europa: “La sentenza va rispettata, ma le politiche dei porti chiusi restano sbagliate”.

Cinque anni di processi e tensioni personali

La vicenda Open Arms ha segnato la vita politica e personale di Salvini. Spesso il leader leghista ha raccontato le difficoltà vissute durante il processo, soprattutto a livello familiare. “Non è facile spiegare ai figli perché il padre rischia il carcere per aver fatto ciò che riteneva giusto”, aveva detto in passato.

Ora, con l’assoluzione definitiva, si chiude una pagina giudiziaria che ha tenuto banco nel dibattito pubblico italiano. Salvini guarda avanti: “Stanotte ho dormito bene”, ha ripetuto ai giornalisti, lasciando intendere che ora la priorità è il lavoro al Ministero e la realizzazione delle opere promesse.

Il cantiere di Casalecchio diventa così simbolo di una ripartenza, sia personale che politica. Una giornata che segna la fine di cinque anni di processo e, almeno nelle intenzioni del ministro, l’inizio di una nuova fase.