Roma, 20 dicembre 2025 – Dal 1° febbraio 2026 per avvicinarsi alla celebre Fontana di Trevi servirà un biglietto d’ingresso. Lo ha annunciato ieri il sindaco Roberto Gualtieri in conferenza stampa, nella sala Esedra. La novità non riguarderà solo la fontana, ma anche altri cinque siti storici e museali della città, finora accessibili gratuitamente. L’obiettivo è chiaro: alleggerire la pressione dei turisti e proteggere meglio questi luoghi.
Fontana di Trevi, arriva il biglietto: cosa cambia
Il biglietto, che costerà 2 euro, sarà obbligatorio per chi vorrà entrare nell’area immediatamente intorno alla vasca della Fontana di Trevi, uno dei simboli più amati di Roma. Gualtieri ha spiegato che la misura punta a “ridurre la calca che si crea ogni giorno, soprattutto nelle ore di punta”. Secondo il Comune, questa scelta potrebbe portare nelle casse cittadine circa 6 milioni di euro all’anno, soldi che saranno investiti per la manutenzione e la sicurezza dei siti.
Non si pagherà per una semplice passeggiata in piazza, ma solo per chi vorrà avvicinarsi al bordo della fontana, gettare la tradizionale moneta o scattare una foto da vicino. L’idea è proprio quella di evitare assembramenti e rendere la visita più ordinata.
Altri monumenti coinvolti e come si compra il biglietto
Oltre alla Fontana di Trevi, il ticket sarà richiesto per entrare a Villa di Massenzio, al Museo Napoleonico, al Museo Carlo Bilotti, al Museo Pietro Canonica e al Museo Barracco. Tutti luoghi che finora erano aperti gratis a turisti e residenti.
Il biglietto si potrà comprare sia online sia alle biglietterie sul posto. Il Comune ha promesso che nei prossimi giorni spiegherà meglio come funzionerà il sistema, con l’obiettivo di evitare lunghe code e rendere semplice il controllo degli ingressi. “Stiamo lavorando per un sistema facile e veloce”, ha detto il sindaco.
Chi non pagherà: esenzioni per residenti e altri casi
Gualtieri ha voluto chiarire subito un punto che aveva già sollevato dubbi: “I residenti di Roma e della sua area metropolitana continueranno a entrare gratis in tutti i musei e monumenti coinvolti”. Quindi, chi vive stabilmente in città o nei dintorni non dovrà pagare. Per i turisti, invece, italiani o stranieri, scatterà il ticket.
Rimangono da definire altre possibili esenzioni, come per le scuole in visita o per persone con disabilità. “Valuteremo caso per caso”, ha spiegato un funzionario del Comune, lasciando aperta la possibilità di aggiustamenti dopo i primi mesi.
Le reazioni: tra dubbi e speranze
L’annuncio ha subito acceso il dibattito tra chi lavora nel turismo, i residenti e le associazioni. Alcuni commercianti in via delle Muratte, a due passi dalla fontana, mostrano preoccupazione. “Temiamo che qualche turista possa rinunciare a venire”, ha detto Marco, proprietario di un bar. Altri, invece, vedono la novità come una risposta necessaria al sovraffollamento che spesso rende difficile anche solo attraversare la piazza.
Le associazioni culturali chiedono chiarezza sull’uso dei soldi raccolti. “Serve la certezza che questi fondi vadano davvero alla cura dei monumenti”, ha detto Francesca Rossi, presidente di Italia Nostra Roma.
Cosa succederà adesso
Il Comune ha in programma una campagna informativa per i turisti, con cartelli in diverse lingue e personale dedicato a spiegare la novità sul posto. Sarà il primo caso in Italia per un monumento all’aperto così famoso, e nei mesi successivi si valuterà se il biglietto funzionerà davvero per gestire meglio i flussi e migliorare la vita nel centro storico.
Per ora, una cosa è certa: dal primo febbraio, la Fontana di Trevi non sarà più del tutto gratuita per chi arriva da fuori Roma. Un cambiamento che segna una svolta nella gestione dei grandi luoghi simbolo della città.
