Roma, 20 dicembre 2025 – Laura Casagrande, amica ed ex compagna di scuola di musica di Emanuela Orlandi, è finita nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla scomparsa della quindicenne vaticana, sparita il 22 giugno 1983. La procura di Roma ha comunicato ieri l’iscrizione a suo carico per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero. Casagrande è stata ascoltata il 19 dicembre, accompagnata dal suo avvocato, negli uffici di piazzale Clodio.
Laura Casagrande indagata: nuovi sviluppi sull’inchiesta Orlandi
Da fonti vicine all’indagine emerge che la posizione di Laura Casagrande si è chiarita nelle ultime settimane, dopo una nuova lettura degli atti e delle testimonianze raccolte nel tempo. Oggi cinquantenne, Casagrande era stata già sentita poco più di un anno fa dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sulla sparizione di Emanuela. Allora aveva ricostruito davanti ai parlamentari cosa era successo nei giorni intorno al 22 giugno 1983, quando la giovane vaticana sparì dopo una lezione di musica in via Sant’Apollinare.
Gli investigatori contestano ora alcune discrepanze tra le parole che Casagrande ha detto in Parlamento e quelle fornite successivamente ai magistrati. In particolare, fonti vicine all’inchiesta parlano di “incongruenze importanti” su orari, incontri e dettagli del pomeriggio in cui Emanuela scomparve. Per questo la procura ha deciso di iscriverla per false dichiarazioni. Un passo che, spiegano, non vuol dire automaticamente un coinvolgimento diretto nella sparizione, ma serve a fare chiarezza.
Indagini riaperte, i carabinieri al lavoro
L’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi è stata riaperta nel 2023 dalla procura di Roma, che ha affidato le indagini al Nucleo investigativo dei carabinieri. Da due anni gli investigatori stanno lavorando sul possibile sequestro di persona a scopo di estorsione, rivedendo vecchi fascicoli e testimonianze raccolte nel tempo. Il fascicolo è guidato dal procuratore aggiunto Ilaria Calò e dal sostituto Stefano Luciani.
Secondo fonti investigative, la spinta decisiva è arrivata da nuovi elementi emersi sul pomeriggio della sparizione. “Stiamo cercando di ricostruire minuto per minuto cosa è successo quel giorno”, ha detto un investigatore vicino al caso. L’attenzione è su dettagli che a prima vista sembrano piccoli: telefonate, spostamenti, chi si trovava vicino alla scuola di musica.
42 anni di mistero senza risposte
La storia di Emanuela Orlandi resta uno dei misteri più discussi della cronaca italiana. La ragazza, 15 anni, sparì dalla Città del Vaticano il 22 giugno 1983 e non è mai stata trovata. In più di quattro decenni sono state seguite piste internazionali, teorie su ricatti al Vaticano, coinvolgimenti della Banda della Magliana e presunti depistaggi. Ma nessuna ipotesi ha portato a una soluzione definitiva.
Negli ultimi mesi la famiglia Orlandi, in particolare il fratello Pietro, ha chiesto più volte “verità e giustizia”, sollecitando le istituzioni a non chiudere il caso. “Non ci fermeremo finché non sapremo cosa è successo a Emanuela”, ha detto Pietro Orlandi in un’intervista recente. La riapertura dell’indagine e nuovi nomi nel registro degli indagati sono per i familiari un segnale che la ricerca della verità continua.
Cosa succederà ora: le mosse della procura
Dopo l’interrogatorio di ieri, gli inquirenti valuteranno se fare altri accertamenti su Laura Casagrande o convocare nuovi testimoni per chiarire i punti ancora oscuri. Da ambienti giudiziari si apprende che non si escludono altre iscrizioni nel registro degli indagati nelle prossime settimane.
La procura resta molto riservata sui dettagli. “Stiamo lavorando su tutti i fronti”, ha detto una fonte interna. L’obiettivo è fare luce su uno dei casi più complicati della cronaca recente italiana, senza escludere nessuna pista. Intanto, la città resta in attesa: ogni nuova svolta riaccende speranze e domande che non si sono mai spente.
