Garlasco, 21 dicembre 2025 – Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, ha presentato una querela per diffamazione contro la criminologa forense Anna Vagli. La vicenda si inserisce nel clima di tensione che da sempre accompagna il caso di Garlasco. Al centro della querela c’è un articolo pubblicato nel maggio 2022 da Vagli su una testata online, dove la criminologa affermava con certezza che Stasi fosse “l’assassino di Chiara Poggi al di là di ogni ragionevole dubbio”.
La querela: accuse di diffamazione pesanti
Stasi, oggi 42enne e in carcere dopo la condanna definitiva, si è affidato all’avvocata Giada Bocellari per denunciare la criminologa. Nell’articolo contestato, Vagli ipotizzava che il movente dell’omicidio fosse legato al fatto che Chiara avrebbe scoperto del materiale pedopornografico nel computer di Stasi. Una versione che la difesa giudica fuori luogo e priva di fondamento, perché la Cassazione ha già escluso questa pista.
La Suprema Corte aveva infatti annullato la condanna per detenzione di materiale pedopornografico: “dai documenti emerge solo pornografia con adulti, senza rilievo penale”, si legge nelle motivazioni. Per l’avvocata Bocellari è un punto cruciale. “Non si può inventare un movente che non esiste negli atti”, spiega, accusando la criminologa di aver oltrepassato il limite della libera opinione.
Processo in arrivo, si discute sulla sede
Il procedimento per diffamazione riguarda solo le accuse pubbliche, non il delitto in sé. L’udienza è fissata per marzo 2026. All’inizio il caso era al tribunale di Milano, ma la difesa di Vagli, con l’avvocato Luca Fabbri, ha chiesto di spostare il processo a Forte dei Marmi, dove la criminologa vive.
“Abbiamo chiesto il trasferimento – dice Fabbri – perché il tribunale competente è quello dove risiede l’imputata”. La decisione definitiva arriverà nelle prossime settimane. Nel frattempo, questo episodio riporta sotto i riflettori un caso che, a quasi vent’anni dall’omicidio, continua a far discutere e dividere.
Reazioni dal mondo della criminologia e non solo
La notizia della querela ha subito acceso dibattiti tra esperti e opinionisti. Anna Vagli, 36 anni, spesso presente nei talk show sui casi di cronaca nera, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Fonti vicine dicono che è “serena” e pronta a difendere le sue idee davanti al giudice.
Dall’altra parte, la famiglia Poggi ha scelto di non commentare. Da tempo i genitori di Chiara evitano i riflettori e parlano poco con i media. Il caso Garlasco resta uno dei più discussi della giustizia italiana recente. Il nome di Alberto Stasi continua a far discutere: c’è chi lo considera colpevole e chi invece non esclude altri scenari.
Il nodo delle interpretazioni pubbliche
La querela mette in luce un tema delicato: come si raccontano i fatti giudiziari in pubblico. In Italia il confine tra diritto di cronaca e difesa della reputazione è spesso molto sottile. “Non si può trasformare un sospetto in una verità processuale”, sottolinea una fonte legale vicina a Stasi. Ma la realtà è che i grandi casi giudiziari finiscono spesso per alimentare dibattiti e ricostruzioni che vanno oltre i fatti certi.
Il processo tra Alberto Stasi e Anna Vagli si prepara a essere un nuovo capitolo nel lungo racconto del delitto di Garlasco. Un caso che, tra aule di tribunale e programmi televisivi, sembra non voler mai chiudere del tutto.
