Dopo Natale: Roma al centro del dibattito sugli sgomberi di Casapound e SpinTime

Dopo Natale: Roma al centro del dibattito sugli sgomberi di Casapound e SpinTime

Dopo Natale: Roma al centro del dibattito sugli sgomberi di Casapound e SpinTime

Matteo Rigamonti

Dicembre 21, 2025

Roma, 21 dicembre 2025 – Torna al centro del dibattito istituzionale la questione degli sgomberi degli immobili occupati nella Capitale, con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica pronto a riunirsi subito dopo le feste di Natale per decidere i prossimi passi. Tra i dossier più delicati, secondo fonti vicine alla Prefettura, ci sono le occupazioni storiche di Casapound all’Esquilino e dello Spin Time in via Santa Croce in Gerusalemme.

Sgomberi fermi fino a dopo le feste

Come da tradizione, a Roma durante il periodo natalizio gli sgomberi sono sospesi. Una decisione che, spiegano dal Viminale, serve a mantenere l’ordine e a tutelare chi è più fragile. “In questi giorni la città accoglie molti turisti e pellegrini, soprattutto con la chiusura del Giubileo prevista il 6 gennaio”, spiega un funzionario della Questura. Solo dopo quella data, con la ripresa delle attività normali, si tornerà a discutere il dossier.

Casapound e Spin Time sotto la lente

Le situazioni più delicate coinvolgono due realtà ben note. Da un lato c’è Casapound, stabile di via Napoleone III occupato dal 2003 dal movimento di estrema destra, un problema che da anni mette in difficoltà le istituzioni. Dall’altro, lo Spin Time Labs, edificio in via Santa Croce in Gerusalemme dove vivono circa 400 persone, tra cui molte famiglie con bambini, oltre a spazi sociali e culturali. “Non si può chiudere gli occhi davanti alla presenza di famiglie e minori”, sottolinea un operatore sociale che segue la situazione.

Si cercano soluzioni meno dure

Dalle informazioni raccolte alla Prefettura emerge una volontà chiara: evitare interventi bruschi, soprattutto dove ci sono persone vulnerabili. “Per casi come Spin Time bisogna trovare alternative che mettano al sicuro i minori”, spiega un dirigente dei servizi sociali del Comune. L’obiettivo è chiaro: far rispettare la legge senza calpestare i diritti fondamentali di chi vive lì.

Il Giubileo, spartiacque per la sicurezza

La chiusura del Giubileo segna un punto di svolta anche sulla sicurezza in città. In queste settimane l’attenzione è stata tutta rivolta ai grandi eventi religiosi e all’accoglienza dei visitatori. Solo dopo sarà possibile affrontare con più calma questioni spinose come gli sgomberi. Nel frattempo, però, le pressioni non mancano: c’è chi chiede un intervento immediato per ristabilire la legalità e chi invece invoca soluzioni che rispettino la dignità delle persone coinvolte.

Paura e attesa tra occupanti e residenti

Tra chi abita negli stabili cresce l’ansia. Ieri sera, allo Spin Time, alcuni residenti hanno raccontato di sentirsi “sotto controllo” e di temere per il loro futuro. “Qui ci sono famiglie, non siamo solo numeri”, confida una madre marocchina. Anche i commercianti dell’Esquilino guardano con apprensione alla situazione. “Va trovata una soluzione, ma senza creare nuovi problemi”, dice il gestore di un bar in via Napoleone III.

Nessuna data, solo incertezze

Al momento non ci sono date ufficiali per gli sgomberi. Tutto dipenderà dalle decisioni che prenderà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e dalle valutazioni di forze dell’ordine e servizi sociali. “Serve un approccio concreto”, ribadisce un assessore capitolino, “che tenga insieme il rispetto della legge e le fragilità sociali di chi vive negli stabili occupati”.

Il dossier resta dunque aperto. E a Roma, tra speranze e paure, si guarda al nuovo anno con la sensazione che qualcosa possa davvero cambiare.