Giudici e genitori: uniti per superare la diffidenza nel caso dei bimbi nel bosco

Giudici e genitori: uniti per superare la diffidenza nel caso dei bimbi nel bosco

Giudici e genitori: uniti per superare la diffidenza nel caso dei bimbi nel bosco

Matteo Rigamonti

Dicembre 21, 2025

L’Aquila, 21 dicembre 2025 – Ieri la Corte d’Appello dell’Aquila ha detto no al ricorso presentato dagli avvocati della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Così è stato confermato l’allontanamento dei minori deciso qualche mese fa dal Tribunale per i minorenni. I giudici hanno riconosciuto gli “apprezzabili sforzi di collaborazione” fatti dai genitori dopo la separazione, ma hanno ribadito che serve superare la diffidenza verso le istituzioni e i servizi sociali. La decisione è arrivata dopo una lunga udienza, iniziata alle 10 del mattino nell’aula 3 del palazzo di giustizia, davanti a pochi presenti, in silenzio.

Rischi per i bambini: la Corte non lascia spazio a dubbi

Nel dispositivo, la Corte d’Appello ha confermato “tutte le criticità già segnalate dal Tribunale”, sottolineando “gravi rischi per la salute fisica e mentale dei bambini, per la loro crescita sana e per uno sviluppo equilibrato della loro personalità”. Secondo i giudici, il luogo dove vivevano i minori – una casa isolata nei boschi dell’entroterra abruzzese, senza servizi essenziali e con pochi contatti con l’esterno – non offriva condizioni adeguate né dal punto di vista igienico né sotto il profilo educativo. “La tutela dei minori – si legge nelle motivazioni – richiede interventi rapidi e proporzionati quando ci sono pericoli concreti”.

La storia della famiglia e le reazioni dopo la sentenza

La vicenda della famiglia nel bosco è venuta alla luce all’inizio del 2024, quando una segnalazione anonima ha spinto i servizi sociali a fare un sopralluogo nella frazione di San Pietro della Ienca, ai piedi del Gran Sasso. Da quel momento la situazione è precipitata: i bambini sono stati affidati a una comunità protetta, mentre i genitori hanno iniziato una battaglia legale per riaverli. “Abbiamo sempre fatto tutto per il bene dei nostri figli”, ha detto ieri il padre, visibilmente provato, all’uscita dal tribunale. La madre, seduta su una panchina davanti all’ingresso, ha preferito non parlare.

Collaborazione sì, ma la diffidenza resta un ostacolo

I giudici hanno riconosciuto che negli ultimi mesi i genitori hanno mostrato “apprezzabili sforzi di collaborazione”, partecipando agli incontri con gli assistenti sociali e accettando alcune proposte di aiuto offerte dal Comune dell’Aquila. Però la Corte ha chiesto “un superamento definitivo del muro di diffidenza che loro avevano alzato contro gli interventi e i supporti offerti”. Per gli operatori sociali coinvolti, questo è il punto chiave per un possibile riavvicinamento tra i bambini e la famiglia.

Cosa succede ora: il ruolo dei servizi sociali

Per ora, i bambini restano nella comunità educativa dove sono stati inseriti a febbraio. Gli assistenti sociali del Comune seguono da vicino la situazione, con incontri regolari sia con i minori che con i genitori. “Il nostro obiettivo è sempre far tornare i bambini a casa, se ci sono le condizioni giuste”, ha spiegato una responsabile del servizio tutela minori. “Ma serve un cambiamento vero negli atteggiamenti degli adulti”. La sentenza della Corte d’Appello non chiude del tutto la vicenda: i legali della famiglia hanno già annunciato che valuteranno un possibile ricorso in Cassazione.

Un caso che fa discutere San Pietro della Ienca

Nel piccolo paese di San Pietro della Ienca, la notizia della sentenza ha diviso le opinioni. C’è chi si è detto “sollevato” dalla decisione dei giudici (“Era una situazione complicata”, ha confidato un vicino), ma anche chi ha mostrato solidarietà alla famiglia (“Non è giusto separare i bambini dai genitori”, ha detto una donna che conosce bene la coppia). Nel frattempo, nelle prossime settimane proseguiranno gli incontri protetti tra genitori e figli, sotto la supervisione degli operatori. Un cammino delicato, segnato da ferite ancora aperte e da un futuro tutto da scrivere.