Il futuro delle Alpi: solo il 12% dei ghiacciai sopravvivrà con 1,5 gradi in più

Il futuro delle Alpi: solo il 12% dei ghiacciai sopravvivrà con 1,5 gradi in più

Il futuro delle Alpi: solo il 12% dei ghiacciai sopravvivrà con 1,5 gradi in più

Matteo Rigamonti

Dicembre 21, 2025

Milano, 21 dicembre 2025 – Le Alpi potrebbero perdere quasi tutti i loro ghiacciai entro fine secolo, avverte uno studio pubblicato su Nature Climate Change e guidato da Lander Van Tricht del Politecnico Federale di Zurigo (ETH). I ricercatori hanno calcolato che, anche rispettando gli Accordi di Parigi e mantenendo l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi rispetto all’era preindustriale, nel 2100 resteranno solo 430 ghiacciai su 3mila nell’arco alpino. Un misero 12%. E se il riscaldamento dovesse superare quella soglia, la situazione peggiora drasticamente.

Alpi: i ghiacciai in pericolo di estinzione

Gli esperti prevedono che con un aumento di 2,7 gradi la percentuale di ghiacciai ancora presenti scenderebbe al 3%, circa 110 in tutto. Se la temperatura dovesse salire di 4 gradi, ne sopravvivrebbero appena una ventina, poco più dell’1%. “In queste zone più della metà dei ghiacciai scomparirà entro i prossimi 10-20 anni”, spiega Van Tricht, ricordando che i più vulnerabili sono i ghiacciai piccoli o quelli più vicini all’equatore.

Non è un problema solo delle Alpi. Lo studio mette in luce come anche il Caucaso, le Montagne Rocciose del Nord America, alcune parti delle Ande e le montagne africane siano sulla stessa strada. Qui la perdita di ghiaccio potrebbe essere ancora più rapida e intensa.

Il declino globale dei ghiacciai

A livello mondiale, i ricercatori stimano che con un aumento di 1,5 gradi resterebbero circa 100mila ghiacciai entro la fine del secolo. Se invece la temperatura media sale di 4 gradi, il numero si riduce a 18mila, circa un decimo di quelli attuali. Nel report si parla anche di un “picco di estinzione dei ghiacciai”: il momento in cui, in un solo anno, sparirà il maggior numero di ghiacciai.

Nel miglior scenario, con un aumento contenuto a 1,5 gradi, questo picco potrebbe arrivare intorno al 2041, quando potrebbero sparire fino a 2mila ghiacciai in un anno. Se invece si arriva a +4 gradi, il picco si sposterebbe verso il 2055, ma la perdita annuale potrebbe toccare quota 4mila.

Cosa significa per le comunità e la natura

La scomparsa dei ghiacciai non è solo un problema per il paesaggio. Le conseguenze si riflettono su intere comunità alpine, sull’acqua che arriva nelle case e sui delicati ecosistemi locali. “I ghiacciai sono riserve d’acqua fondamentali per l’agricoltura e l’energia idroelettrica”, ricorda un portavoce del Club Alpino Italiano. Nei mesi caldi, lo scioglimento dei ghiacci alimenta fiumi e laghi, risorse vitali per milioni di persone.

A pagarne il prezzo è anche il turismo e l’economia legata alla montagna. In posti come Courmayeur o Sölden, operatori e amministratori segnalano già una stagione sciistica più corta e problemi nella gestione delle infrastrutture.

La comunità scientifica lancia l’allarme

Lo studio ha subito acceso il dibattito tra gli esperti. “Questi dati confermano quello che vediamo da anni”, commenta Elisa Palazzi, climatologa dell’Università di Torino. “Il futuro dei ghiacciai alpini dipende da quello che faremo nei prossimi anni sulle emissioni e sulle politiche climatiche”.

Secondo il rapporto dell’IPCC, nell’ultimo decennio la perdita di ghiaccio è stata più veloce che in passato. Eppure, solo pochi sembrano rendersi davvero conto della gravità. “Molti credono che i ghiacciai siano eterni”, confida Palazzi. “Ma non è così”.

Un futuro che si fa sempre più incerto

Gli scienziati tracciano un quadro chiaro: senza un cambio netto nelle emissioni globali, le Alpi perderanno quasi tutta la loro eredità glaciale in poche decine di anni. E con essa, una parte importante della loro identità. “Abbiamo ancora tempo per agire”, conclude Van Tricht. “Ma il tempo sta davvero per scadere”.