Roma, 21 dicembre 2025 – La commissione Bilancio del Senato ha dato il via libera alla manovra finanziaria ieri sera, dopo una lunga giornata di lavoro e confronti serrati tra i gruppi parlamentari. Il mandato al relatore è stato approvato poco dopo le 19, aprendo la strada al testo che arriverà in Aula lunedì prossimo, quando prenderà il via la discussione generale. Il voto finale è atteso per martedì, in un clima politico ancora teso ma operativo.
Manovra finanziaria, il nodo Senato
Il passaggio in commissione Bilancio è uno dei momenti più delicati dell’iter parlamentare della legge di bilancio. Ieri, a Palazzo Madama, si sono alternati momenti di confronto acceso e pause tecniche. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, poco prima del voto ha voluto ringraziare maggioranza e opposizione “per il lavoro svolto e il clima di responsabilità”, parole che hanno trovato consenso trasversale tra i presenti.
Fonti parlamentari raccontano di una discussione che si è protratta fino a tardi, con ancora qualche nodo da sciogliere su misure fiscali e risorse per gli enti locali. “Abbiamo lavorato fino all’ultimo per trovare un equilibrio”, ha detto il senatore Massimo Garavaglia (Lega), relatore della manovra. Il testo definitivo, con oltre 200 articoli, contiene le ultime modifiche concordate tra governo e gruppi parlamentari.
Le misure chiave sul tavolo
Tra i punti principali della manovra 2025 spiccano la proroga del taglio del cuneo fiscale, nuovi fondi per la sanità pubblica e interventi a sostegno delle famiglie con redditi medio-bassi. Il governo ha confermato anche un pacchetto di incentivi per le imprese che investono in innovazione e nella transizione energetica. Restano però sotto osservazione le risorse destinate agli enti locali: “Servono garanzie per i Comuni”, ha sottolineato il senatore Antonio Misiani (Pd), chiedendo chiarimenti sugli stanziamenti.
Non sono mancate le critiche delle opposizioni, che hanno definito la manovra “insufficiente” su scuola e welfare. “Ci sono ancora troppe incognite sulle coperture”, ha detto la senatrice Emma Bonino (Più Europa), annunciando emendamenti in Aula. Il clima, però, è rimasto di confronto istituzionale, senza tensioni eccessive.
Conto alla rovescia verso il voto
Il calendario è fitto. Lunedì 23 dicembre, alle 10, si apre in Aula al Senato la discussione generale. Il voto finale è previsto per martedì 24 dicembre, salvo imprevisti. Solo dopo, la manovra passerà alla Camera per l’ultima approvazione, con tempi stretti per evitare l’esercizio provvisorio.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito l’importanza di rispettare le scadenze: “Il Paese non può permettersi ritardi”, ha detto ai cronisti a margine dei lavori. Fonti di governo non escludono ulteriori aggiustamenti tecnici durante l’esame in Aula, soprattutto su pensioni e bonus edilizi.
Le reazioni politiche
Il via libera della commissione Bilancio è stato accolto con sollievo dai vertici della maggioranza. “Un passaggio fondamentale”, ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, parlando di “un lavoro corale”. Più cauta l’opposizione: “Restano molte ombre”, ha detto la capogruppo del M5S, Mariolina Castellone, riferendosi ai tagli previsti in alcuni settori della spesa pubblica.
Fuori da Palazzo Madama, sindacati e associazioni di categoria seguono con attenzione l’evolversi della situazione. La Cgil ha già annunciato una mobilitazione se non arriveranno risposte su salari e contratti pubblici. Anche Confcommercio chiede “misure più incisive” per sostenere i consumi interni.
Cosa aspettarsi ora
Con il testo che arriverà in Aula lunedì mattina, si apre una fase decisiva per la legge di bilancio 2025. I senatori avranno poche ore per discutere gli ultimi emendamenti e votare il provvedimento prima della pausa natalizia. Solo dopo il passaggio alla Camera si potrà fare un primo bilancio delle misure adottate.
Per ora, il clima è quello di una vigilia tesa ma costruttiva. “Sappiamo che non sarà facile – ha confidato un senatore di maggioranza uscendo dalla commissione – ma c’è la volontà di chiudere nei tempi”. Un obiettivo che, almeno per ora, sembra ancora alla portata.
