Roma, 21 dicembre 2025 – Dopo giorni di stallo, nel pomeriggio di oggi è finalmente arrivata una svolta in Senato sulla questione del condono edilizio. La Commissione Bilancio ha deciso di trasformare l’emendamento riformulato in un ordine del giorno, una mossa che ha fatto discutere soprattutto le opposizioni, che vedono in questo passo un arretramento rispetto alle ambizioni iniziali della maggioranza.
Condono edilizio, la svolta che sblocca la Commissione
Il punto di svolta è arrivato intorno alle 16.30, quando Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, ha annunciato la decisione. “L’emendamento diventerà un ordine del giorno”, ha detto ai giornalisti nei corridoi di Palazzo Madama. Dopo giorni di trattative tese, la scelta mette fine a un braccio di ferro tra maggioranza e opposizioni. Il testo, che avrebbe introdotto una nuova sanatoria per certi abusi edilizi, aveva incontrato resistenze sia dentro che fuori la maggioranza.
Opposizioni in campo: “L’emendamento è stato ritirato”
Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere. I capigruppo di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno parlato di una “vittoria politica”. Hanno sottolineato come trasformare l’emendamento in un ordine del giorno ne limiti di fatto l’efficacia. “Un ordine del giorno si può presentare a chiunque, ma non ha valore vincolante”, ha spiegato la senatrice Simona Malpezzi (PD), lasciando intendere che la battaglia parlamentare ha almeno portato al ritiro di una norma giudicata “pericolosa e inaccettabile”.
Cosa cambia davvero con l’ordine del giorno
La differenza non è solo una questione di forma. Un ordine del giorno impegna il governo a valutare una proposta, ma non lo obbliga a fare nulla di concreto. In pratica, il testo che avrebbe potuto aprire la strada a una nuova stagione di condoni perde gran parte del suo peso. “Abbiamo evitato un colpo di spugna sugli abusi edilizi”, ha commentato il senatore Francesco Boccia (PD). Dalla maggioranza fanno invece sapere che si continuerà a discutere “nelle sedi giuste”.
Tensioni nella maggioranza e il clima in Senato
La vicenda arriva in un momento già caldo, con la discussione sulla legge di bilancio che tiene banco. Il tema del condono edilizio ha acceso anche i malumori dentro la coalizione di governo: fonti parlamentari riferiscono che alcuni esponenti della Lega hanno mostrato dubbi sulla tempistica e sull’opportunità della misura. “Non era il momento giusto”, avrebbe confidato un senatore vicino al ministro Giorgetti. Il rischio di uno scontro interno era reale, e la mediazione è stata accolta con sollievo da molti in maggioranza.
La strada verso l’Aula: cosa succede adesso
Con lo sblocco della Commissione Bilancio, la legge di bilancio può ora andare avanti verso l’esame in Aula. Restano però diversi nodi aperti: risorse per la sanità, la scuola e misure per il lavoro sono ancora al centro del dibattito. Nicola Calandrini, presidente della Commissione (FdI), ha assicurato che “si lavorerà senza sosta per rispettare i tempi”, ricordando che il voto finale è previsto entro il 31 dicembre.
Il dibattito fuori dal Parlamento
Fuori da Palazzo Madama il tema del condono edilizio continua a far discutere. Le associazioni ambientaliste hanno accolto con favore la decisione di non andare avanti con la sanatoria. Al contrario, alcune sigle dei costruttori hanno espresso delusione, parlando di “un’occasione persa”. Sui social, nelle ultime ore, si sono moltiplicati i commenti: c’è chi parla di “vittoria della legalità” e chi teme che, nei territori dove l’abusivismo è diffuso, la tensione possa crescere.
In serata, fonti governative hanno sottolineato che “la priorità resta l’approvazione della manovra”, lasciando aperta la porta a un possibile ritorno del tema dei condoni nei prossimi mesi. Per ora, però, la partita sembra chiusa. Almeno fino alla prossima crisi parlamentare.
