Tajani propone un candidato sindaco per Torino: un’alleanza con Azione?

Tajani propone un candidato sindaco per Torino: un'alleanza con Azione?

Tajani propone un candidato sindaco per Torino: un'alleanza con Azione?

Matteo Rigamonti

Dicembre 21, 2025

Torino, 21 dicembre 2025 – Il centrodestra si prepara alle elezioni amministrative di Torino con un obiettivo preciso: trovare un candidato sindaco in grado di conquistare voti anche al di fuori della tradizionale coalizione. A spiegarlo è stato oggi Antonio Tajani, leader di Forza Italia, durante un incontro all’ospedale infantile Regina Margherita. “Serve una figura che possa prendere anche i voti di Azione”, ha detto Tajani, lasciando intendere che la strategia punterà su un profilo civico e trasversale.

Un candidato civico per allargare la coalizione

Per Tajani, la situazione politica a Torino richiede una riflessione seria. “Questa è una città con una forte presenza della sinistra, dobbiamo farsene una ragione”, ha ammesso il vicepremier, sottolineando che la sfida non sarà facile. Il centrodestra però sembra deciso a allargare la coalizione. “Vogliamo vincere puntando sulla qualità e cercando di includere più soggetti possibili”, ha spiegato, richiamando le esperienze di Milano e Roma, dove sono già stati proposti candidati civici.

Ha citato anche la Basilicata, dove Forza Italia governa insieme ad Azione, nonostante quest’ultimo partito sia all’opposizione a livello nazionale. “Su un candidato civico si può trovare un’intesa anche con Azione”, ha ribadito, segnalando che nei prossimi giorni i contatti tra le forze politiche potrebbero intensificarsi.

Niente spartizioni, serve il candidato migliore

Tajani ha voluto mettere in chiaro un punto: il nome del candidato non dovrà uscire da semplici giochi di potere tra partiti. “Il candidato deve essere il migliore, non il frutto di una spartizione”, ha detto, rivolgendosi sia agli alleati storici – Lega e Fratelli d’Italia – sia ai gruppi civici e moderati che potrebbero entrare nella partita.

“Cerchiamo un candidato che, oltre al centrodestra e ai civici, sappia attirare anche i voti di Azione. Questa è la mia proposta. Vedremo come andrà”, ha aggiunto Tajani, senza fare nomi ma alimentando le voci che già circolano tra i corridoi della politica torinese, su possibili candidati provenienti dal mondo delle professioni o del volontariato.

Il difficile scenario politico torinese

Le parole di Tajani arrivano in un momento delicato per la politica in città. L’attuale amministrazione guidata da Stefano Lo Russo (Pd) si prepara a difendere il proprio mandato, dopo anni segnati da tensioni interne e difficoltà economiche. Il centrosinistra resta forte nei quartieri storici, ma il malcontento per alcune scelte – dalla gestione dei trasporti alle politiche abitative – potrebbe lasciare spazio a un’alternativa.

Intanto, Azione, guidata a livello nazionale da Carlo Calenda, non ha ancora deciso se allearsi con il centrodestra a Torino. Fonti vicine al partito parlano di “dialogo aperto”, ma sottolineano che ogni decisione arriverà solo dopo aver valutato programmi e candidati.

I prossimi passi e le reazioni

La proposta di Tajani non è passata inosservata tra gli alleati. Dalla Lega fanno sapere che “ogni ipotesi verrà discussa insieme”, mentre Fratelli d’Italia chiede “un confronto chiaro e senza nascondersi”. Dall’altra parte, il Pd osserva con attenzione, consapevole che la sfida per Palazzo Civico si giocherà anche sul terreno delle alleanze trasversali.

Nei prossimi mesi, spiegano fonti di Forza Italia, partiranno incontri informali con esponenti della società civile e delle categorie produttive torinesi. L’obiettivo è trovare un nome capace di rappresentare non solo il centrodestra, ma anche quella parte della città che cerca un progetto riformista e concreto.

“Non abbiamo fretta”, confida un dirigente locale di Forza Italia. “Meglio prendersi qualche settimana in più e scegliere la persona giusta, piuttosto che rischiare divisioni”. La corsa per la poltrona di sindaco è appena partita, ma sotto la Mole il clima politico si scalda già.