Lecce, 21 dicembre 2025 – Un feto è morto poco prima del parto a San Donato di Lecce, lasciando una giovane coppia sconvolta e aprendo un’inchiesta per omicidio colposo che coinvolge sei persone, tra cui tre ginecologi e il personale del 118. La tragedia, avvenuta nella notte tra il 18 e il 19 dicembre, ha sollevato molti dubbi sui tempi dei soccorsi e sulla gestione della gravidanza. Ora la Procura di Lecce sta cercando di capire se quella morte si poteva evitare.
Ritardo nei soccorsi, la denuncia dei genitori
La famiglia racconta che la donna, al termine della gravidanza, ha cominciato a perdere sangue a casa, a San Donato, un piccolo paese vicino a Lecce. Era notte, intorno alle 2.30, quando hanno chiamato il 118. Da quel momento è partita una lunga attesa: “Abbiamo aspettato almeno 45 minuti prima che arrivasse l’ambulanza”, ha detto il padre del bambino, ancora provato. Nel frattempo le condizioni della donna peggioravano. È stata poi portata d’urgenza all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Ma all’arrivo in pronto soccorso i medici hanno constatato che il feto non dava più segni di vita.
Sei indagati per omicidio colposo
La Procura di Lecce, guidata dal procuratore Leonardo Leone De Castris, ha aperto un fascicolo per responsabilità colposa in ambito sanitario e omicidio colposo. Sono sei gli indagati: tre ginecologi che hanno seguito la gravidanza e tre operatori del 118 coinvolti nell’emergenza. “Vogliamo capire se ci sono stati errori o negligenze nei protocolli”, ha spiegato una fonte vicina agli inquirenti. L’iscrizione nel registro degli indagati serve anche a permettere loro di nominare consulenti tecnici per gli accertamenti medico-legali.
Dubbi sul calcolo della gravidanza
Un altro punto critico riguarda la datazione della gravidanza. Secondo la denuncia dei genitori, ci sarebbe stato un errore nel calcolo dell’inizio della gestazione. Un dettaglio che potrebbe aver influenzato i tempi del ricovero e la frequenza dei controlli nelle ultime settimane. “Forse si poteva intervenire prima”, ha confidato la madre ai carabinieri, raccontando di aver avvertito sintomi strani negli ultimi giorni. Gli investigatori stanno raccogliendo le cartelle cliniche e tutte le comunicazioni tra la paziente e i medici.
Autopsia sul feto, si cercano le cause
Il 20 dicembre, all’istituto di medicina legale dell’ospedale “Vito Fazzi”, è stata fatta l’autopsia sul feto. L’esame, affidato al medico legale Roberto Vaglio, dovrà chiarire le cause esatte della morte e fornire elementi utili all’indagine. I primi risultati sono attesi nei prossimi giorni. Intanto, la Procura ha sequestrato tutta la documentazione sanitaria e sta ascoltando testimoni, tra cui familiari e personale coinvolto nei soccorsi.
San Donato sotto choc, attesa per la verità
A San Donato la notizia si è sparsa in fretta. Il paese è sotto shock, tra incredulità e dolore: “Non ci sono parole per quello che è successo”, ha detto una vicina di casa della coppia. Il sindaco Andrea Russo ha espresso vicinanza alla famiglia: “Aspettiamo con rispetto l’esito delle indagini”. La vicenda ha riacceso il dibattito sui ritardi delle ambulanze nelle zone più isolate e sulla necessità di controlli più attenti nelle gravidanze a rischio.
La famiglia aspetta risposte dalla giustizia, mentre resta il vuoto lasciato da una vita che non ha avuto nemmeno il tempo di iniziare. Gli inquirenti continuano a cercare di ricostruire ogni momento di quella notte, per capire se si poteva fare qualcosa per evitare questa tragedia.
