Roma, 22 dicembre 2025 – Il prezzo dell’oro ha raggiunto oggi la cifra record di 4.383,76 dollari l’oncia, superando il precedente massimo segnato lo scorso ottobre. Il dato, diffuso questa mattina dai principali mercati finanziari internazionali, riflette le aspettative degli investitori su possibili tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel corso del 2026.
Oro in volata: cosa c’è dietro il nuovo record
A Wall Street e nelle principali piazze europee, la notizia ha iniziato a circolare poco dopo le 9.30, ora italiana. Trader e analisti hanno subito collegato il balzo del metallo prezioso alle ultime mosse della Fed. Nei verbali pubblicati mercoledì scorso, la banca centrale americana ha lasciato intravedere un atteggiamento più morbido sulla politica dei tassi per il prossimo anno. “Gli investitori cercano rifugio in beni considerati sicuri”, spiega Giovanni Berti, responsabile strategie di investimento di una grande banca milanese. Per Berti, l’idea di tassi più bassi rende meno attraenti i titoli di Stato e spinge la domanda di oro.
Mercati in fibrillazione e un mondo incerto
Questo nuovo record arriva in un momento di forte incertezza sui mercati. Da settimane, segnali contrastanti sull’economia americana si alternano a tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. “Non è solo una questione di tassi”, racconta un trader londinese contattato poco prima delle 11. “C’è anche il timore che l’inflazione possa risalire, e in questi casi è meglio mettere al sicuro i propri soldi”. I dati pubblicati ieri dal Bureau of Economic Analysis mostrano che l’inflazione core negli Stati Uniti è stabile al 3,2% su base annua, ma le previsioni per il primo trimestre 2026 restano incerte.
Chi ci guadagna: risparmiatori e banche centrali in prima linea
L’aumento del prezzo dell’oro non interessa solo i grandi investitori. Anche i risparmiatori italiani si stanno avvicinando al metallo prezioso. “Negli ultimi tempi abbiamo registrato un aumento del 15% nelle richieste di informazioni rispetto a novembre”, racconta Elena Rossi, consulente finanziaria in una filiale Unicredit a Roma, nel quartiere Prati. Intanto, le banche centrali continuano ad accumulare oro: secondo il World Gold Council, nel terzo trimestre del 2025 gli acquisti netti globali hanno superato le 300 tonnellate.
2026 tra tagli Fed e rischi internazionali
Guardando avanti, molti esperti pensano che la corsa dell’oro possa continuare, almeno finché non sarà chiaro cosa deciderà la Federal Reserve. “Se davvero arriveranno due o tre tagli dei tassi nel 2026, il prezzo potrebbe salire ancora”, avverte Luca De Santis, economista di Prometeia. Ma non mancano i segnali di prudenza. “Molto dipenderà anche dall’evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Cina”, aggiunge De Santis, riferendosi alle recenti dispute commerciali tra Washington e Pechino.
Un rifugio che resiste nel tempo
Nel frattempo, nelle vetrine di negozi specializzati in via Condotti a Roma e via Montenapoleone a Milano, lingotti e monete d’oro continuano a catturare l’attenzione di clienti abituali e curiosi. “C’è chi compra per investimento, chi per un regalo di Natale”, racconta un commesso che preferisce restare anonimo. Dietro ogni acquisto, però, c’è sempre la stessa domanda: quanto durerà questa corsa? Per ora, nessuno ha una risposta chiara. Ma una cosa è certa: in tempi così incerti, l’oro resta un punto di riferimento per molti.
