Bruxelles, 26 dicembre 2025 – Mentre a Miami si tengono i colloqui di pace tra delegazioni internazionali, da Bruxelles arriva un messaggio chiaro: al momento, la Russia non sembra disposta a prendere in considerazione una tregua o un accordo di pace. A dirlo oggi è stata Arianna Podestà, portavoce della Commissione europea, durante la conferenza stampa mattutina nella sede di Rue de la Loi. “L’Europa ha un doppio obiettivo: da una parte continuiamo a sostenere l’Ucraina, dall’altra facciamo pressione sulla Russia perché si sieda davvero al tavolo dei negoziati”, ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
Europa in campo: sostegno a Kiev e pressione su Mosca
Secondo Podestà, l’Unione europea mantiene “contatti costanti con i partner ucraini” per arrivare a una “pace giusta, duratura e globale”. La linea non cambia: aiuti militari e finanziari a Kiev, insieme a un impegno diplomatico per spingere verso un accordo. “Parliamo ogni giorno con il governo ucraino”, ha aggiunto, sottolineando che la priorità resta la sovranità e l’integrità territoriale di Ucraina.
Intanto, a Miami, le delegazioni occidentali e alcuni rappresentanti di paesi terzi tentano di riaprire uno spiraglio per il dialogo. Ma, secondo fonti europee, “non ci sono segnali concreti dalla Russia” che facciano sperare in una svolta. Il clima resta teso. Solo pochi giorni fa, il 23 dicembre, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha parlato al telefono con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Una chiacchierata definita “cordiale e costruttiva” durante la quale Bruxelles ha ribadito il suo sostegno “senza esitazioni”.
Trump in campo: la proposta americana e il ruolo dell’Europa
Sul tavolo dei negoziati è arrivata anche la proposta di Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, che ha avanzato un piano per la pace in Ucraina. La Commissione europea, tramite la sua portavoce, ha accolto “con favore” l’iniziativa americana. “Ogni tentativo di riportare la pace è benvenuto”, ha sottolineato Podestà. Ma ha anche precisato: “Perché un piano funzioni, serve il sostegno dell’Europa”.
Dietro le quinte, i diplomatici europei lavorano per mantenere un fronte unito tra i 27 Stati membri. Non mancano le divisioni: alcuni governi spingono per un approccio più dialogante con Mosca, altri vogliono invece rafforzare le sanzioni. Ma la linea ufficiale resta quella della Commissione: “Serve fermezza e coerenza”, ha ribadito una fonte vicina al dossier.
Pace lontana: i nodi che bloccano i negoziati
Il punto chiave resta la disponibilità della Russia a sedersi con vere intenzioni negoziali. Secondo i primi resoconti dei diplomatici a Miami, la delegazione russa ha mantenuto una posizione rigida su tutti i temi chiave: confini, sicurezza e status dei territori occupati. Nessuna apertura significativa. “Per ora non vediamo segnali di cambiamento”, ha ammesso un funzionario europeo che segue da vicino i colloqui.
Sul campo, invece, la guerra continua senza sosta. Nelle ultime 24 ore nuovi bombardamenti hanno colpito l’area di Kharkiv e il Donbass. Le autorità locali parlano di almeno sette civili morti e decine di feriti. La popolazione soffre tra blackout e mancanza di beni essenziali. A Kiev si seguono con attenzione gli sviluppi diplomatici, ma – come ha spiegato ieri un consigliere di Zelensky – “la fiducia nei negoziati resta bassa finché Mosca non darà segnali veri”.
L’Europa tra sostegno militare e fermezza diplomatica
In questo scenario complesso, l’Unione europea procede su due fronti: rafforzare l’aiuto all’Ucraina – con nuovi pacchetti di sostegno militare e finanziario – e tenere alta la pressione su Mosca. “Non possiamo permetterci passi falsi”, ha confidato un eurodeputato della commissione Esteri. Ma nelle cancellerie cresce la consapevolezza che solo un’intesa comune potrà portare a una pace stabile.
La prossima settimana sono in programma nuovi incontri tra i rappresentanti dei Paesi Ue e gli alleati della NATO. Sullo sfondo restano le incognite legate alle elezioni americane del prossimo anno e alle mosse del Cremlino. Per ora, come ripetono a Bruxelles, “la strada verso la pace è lunga e piena di ostacoli”.
