Roma, 27 dicembre 2025 – Nove persone sono state arrestate in Italia con l’accusa di aver finanziato Hamas per oltre sette milioni di euro. L’operazione, portata a termine nelle ultime ore, è stata guidata dalla Procura di Genova insieme alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. A dare la notizia è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha espresso “apprezzamento e soddisfazione” per il risultato, sottolineando la “complessità e l’importanza” delle indagini.
Blitz antiterrorismo: cosa è successo
Tra gli arrestati c’è anche Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia. Secondo gli investigatori, Hannoun è “membro della rete estera di Hamas” e “capo della cellula italiana dell’organizzazione”. I fermi sono scattati all’alba in tre città: Roma, Milano e Genova. Sul campo c’erano oltre cento agenti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Le accuse sono pesanti: finanziamento del terrorismo internazionale, riciclaggio e associazione a delinquere.
L’indagine, partita più di un anno fa, ha smascherato una rete di associazioni che si spacciavano per benefiche. Secondo gli inquirenti, queste realtà raccoglievano fondi con la scusa di progetti umanitari, ma in realtà i soldi finivano nelle casse di Hamas. Più di sette milioni di euro sono stati tracciati grazie a bonifici internazionali e conti correnti intestati a prestanome. “Abbiamo seguito con attenzione i movimenti di denaro – ha spiegato un investigatore della Guardia di Finanza – e solo dopo mesi di lavoro siamo riusciti a ricostruire il percorso dei fondi”.
Il Governo e le istituzioni: ringraziamenti e impegno
Poco dopo gli arresti, la premier Meloni ha diffuso una nota da Palazzo Chigi, ringraziando “a nome personale e di tutto il Governo” chi ha reso possibile l’operazione. Ha citato in modo preciso: la Procura di Genova, la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza. Un ringraziamento particolare è andato anche all’AISE, l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, che ha dato un contributo decisivo nelle ultime fasi delle indagini.
“Questa operazione dimostra che lo Stato italiano è in grado di fermare ogni forma di finanziamento al terrorismo internazionale”, ha detto Meloni. Fonti del Ministero dell’Interno parlano di “un lavoro di squadra”, con riunioni operative anche nella notte tra il 26 e il 27 dicembre. Nella sede della Direzione nazionale antimafia, in via Panisperna, si è lavorato fino a tardi per coordinare i blitz.
Eco internazionale e prime reazioni
La notizia degli arresti ha avuto risonanza anche all’estero. Fonti diplomatiche riferiscono che l’operazione è stata seguita da vicino da diversi Paesi europei, preoccupati per la presenza di reti di finanziamento di Hamas sul territorio europeo. In Israele, il quotidiano Haaretz ha riportato la notizia parlando di “una risposta decisa delle autorità italiane”.
Nel pomeriggio, alcune associazioni della comunità palestinese in Italia hanno diffuso un comunicato in cui si dichiarano “estranee a qualsiasi attività illecita” e chiedono che “sia fatta piena luce sui fatti”. La Procura di Genova, intanto, ha confermato che le indagini continueranno per scoprire eventuali altri coinvolgimenti.
Cosa succederà adesso
Gli arrestati sono stati portati nelle carceri di Marassi (Genova), San Vittore (Milano) e Regina Coeli (Roma). Nei prossimi giorni saranno interrogati dai magistrati per l’interrogatorio di garanzia. I legali difensori hanno già annunciato ricorsi, sostenendo che “le attività delle associazioni erano esclusivamente umanitarie”.
Ora resta da capire se questa rete abbia ramificazioni anche in altri Paesi europei. Gli investigatori non escludono sviluppi nelle prossime settimane. Intanto, la premier Meloni ha ribadito che “la lotta al terrorismo resta una priorità assoluta per il Governo italiano”.
