Roma, 27 dicembre 2025 – Italia e Spagna non sono più le solite “periferie” dell’Eurozona. Negli ultimi mesi, i loro costi di finanziamento sono scesi ai livelli più bassi degli ultimi sedici anni rispetto alla Germania, cambiando radicalmente la percezione degli investitori internazionali. A raccontarlo oggi è il Financial Times, che sottolinea come la disciplina di bilancio adottata da Roma e Madrid venga finalmente premiata dai mercati, mentre cresce la preoccupazione per il debito di Paesi tradizionalmente più solidi.
Spread Btp-Bund: ai minimi dal 2009
Il segnale più chiaro arriva dallo spread tra i Btp italiani a dieci anni e i Bund tedeschi. Il differenziale si è ridotto a circa 0,7 punti percentuali (70 punti base), un livello che non si vedeva dalla fine del 2009. Ancora meglio fa la Spagna, con lo spread sui titoli decennali sceso sotto 0,5 punti percentuali, tornando ai valori di prima della crisi dell’euro. “Si sta verificando una specie di avvicinamento tra la periferia e Paesi tradizionalmente considerati più sicuri, come Francia, Belgio e Austria”, spiega Ales Koutny, responsabile dei tassi internazionali di Vanguard. “I mercati hanno memoria lunga, ma con il giusto incentivo sanno anche cambiare pagina”.
Bilanci più attenti e crescita che spinge
Dietro questa nuova fiducia degli investitori ci sono due fattori chiave: da una parte la crescita robusta dell’economia spagnola, dall’altra le politiche di bilancio più attente del governo italiano. Il Financial Times mette in luce come queste scelte abbiano ridotto la percezione del rischio legato a entrambi i Paesi. A Roma, il Ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha tenuto un approccio prudente nella gestione dei conti pubblici. A Madrid, il premier Pedro Sánchez ha puntato su riforme strutturali e incentivi per gli investimenti.
Francia e Germania scrutano da vicino
Mentre Italia e Spagna migliorano la loro posizione, altri Paesi considerati “core” dell’Eurozona finiscono sotto la lente d’ingrandimento per motivi opposti. In Francia, un deficit pubblico alto e le recenti tensioni politiche hanno fatto salire i costi di indebitamento oltre quelli spagnoli. “Il deficit pubblico enorme e le turbolenze politiche in Francia hanno spinto i costi di indebitamento sopra quelli della Spagna”, si legge nell’analisi dalla City di Londra. Anche la Germania, da sempre rifugio sicuro per gli investitori, è stata rivalutata dopo il lancio di un piano di spesa da mille miliardi di euro.
Cosa ci aspetta nel 2026
Le previsioni di Vanguard dicono che questo trend potrebbe continuare anche il prossimo anno. Gli esperti stimano che lo spread tra Italia e Germania possa calare ancora, fino a quota 0,5-0,6 punti percentuali. Per la Spagna, le aspettative sono ancora più positive: lo spread potrebbe scendere fino a 0,3-0,4 punti percentuali. “Le condizioni macroeconomiche rimangono buone”, racconta un gestore obbligazionario di una grande banca europea, “ma sarà fondamentale non perdere la rotta sulle riforme”.
Il segnale dai mercati
Gli operatori sembrano aver lasciato alle spalle – almeno per ora – l’etichetta di “periferia” che per anni ha accompagnato Italia e Spagna dopo la crisi del debito sovrano. “Non è solo questione di numeri”, dice un trader della City sentito da alanews.it nel pomeriggio. “C’è la sensazione che Roma e Madrid abbiano davvero imparato la lezione”. Tuttavia, come avvertono molti analisti, la situazione resta delicata: le prossime mosse della Banca Centrale Europea e l’andamento delle tensioni geopolitiche potrebbero ribaltare nuovamente la situazione.
In un quadro ancora in movimento, la prudenza è d’obbligo. Ma per ora – con spread ai minimi e giudizi positivi – Italia e Spagna si godono una posizione che fino a pochi anni fa sembrava un traguardo lontano.
