Ue: von der Leyen e i leader europei in un’importante call con Zelensky e Trump

Ue: von der Leyen e i leader europei in un'importante call con Zelensky e Trump

Ue: von der Leyen e i leader europei in un'importante call con Zelensky e Trump

Matteo Rigamonti

Dicembre 27, 2025

Bruxelles, 27 dicembre 2025 – Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, parteciperà oggi a una conferenza telefonica con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l’ex presidente statunitense Donald Trump e altri leader europei. Lo ha confermato una portavoce dell’esecutivo comunitario questa mattina, durante un briefing a Bruxelles. L’incontro, previsto per il pomeriggio, arriva in un momento delicato per gli equilibri internazionali e per il futuro della guerra in Ucraina.

Vertice telefonico in un momento decisivo

La chiamata, ha spiegato la portavoce, è stata organizzata per discutere della situazione in Ucraina, della sicurezza in Europa e delle relazioni tra Europa e Stati Uniti. Von der Leyen si collegherà dal suo ufficio al Berlaymont, mentre Zelensky parteciperà da Kiev. Donald Trump, che negli ultimi mesi ha intensificato i contatti con vari leader europei in vista delle presidenziali americane del prossimo anno, sarà in collegamento dagli Stati Uniti. Non sono stati diffusi i nomi degli altri leader europei coinvolti, ma fonti diplomatiche parlano di una presenza “ampia e rappresentativa”.

Il momento scelto non è casuale. Solo ieri il Consiglio europeo ha ribadito il sostegno “pieno e convinto” all’Ucraina, mentre a Washington si discute ancora sul rinnovo degli aiuti militari a Kiev. In questo quadro, la presenza di Trump – che non ha incarichi ufficiali ma resta figura centrale nel dibattito americano – viene vista come un segnale di attenzione verso i futuri rapporti tra Stati Uniti ed Europa.

Trump nel mirino e le reazioni europee

L’invito a Donald Trump ha diviso le cancellerie europee. Alcuni diplomatici, contattati da alanews.it, si sono detti sorpresi. “Trump ha sempre avuto un approccio pragmatico, a volte spiazzante”, ha detto un funzionario del Ministero degli Esteri francese. “Ma la sua influenza sulla politica americana è forte, non si può ignorare”.

D’altra parte, la sua partecipazione potrebbe essere un modo per prepararsi a possibili scenari futuri. Se dovesse tornare alla Casa Bianca nel 2026, il dialogo con l’Europa e con l’Ucraina potrebbe cambiare radicalmente. “Non possiamo permetterci di arrivare impreparati”, ha confidato un diplomatico tedesco, che ha preferito restare anonimo.

Zelensky e la pressione sul campo

Per Volodymyr Zelensky la chiamata arriva in un momento di forte pressione. L’offensiva russa avanza nel fronte orientale e le risorse militari ucraine si stanno assottigliando. Nelle ultime settimane il presidente ha intensificato i contatti con i partner occidentali, cercando nuove forniture di armi e garanzie finanziarie. “Ogni giorno senza aiuti è un giorno perso”, ha detto Zelensky in una recente intervista alla tv pubblica ucraina.

Fonti vicine al governo di Kiev raccontano che Zelensky chiederà un impegno concreto per il 2026, sia sul fronte militare che su quello umanitario. La presenza di von der Leyen – che ha promosso nuovi pacchetti di sanzioni contro Mosca nei mesi scorsi – è vista come un segnale chiaro di continuità nel sostegno europeo.

Cosa aspettarsi dalla conferenza

Non sono previsti annunci ufficiali alla fine della chiamata, almeno stando a quanto detto dalla Commissione europea. Ma l’incontro servirà a fare il punto sulle strategie comuni e a rafforzare il coordinamento tra Bruxelles, Washington e Kiev. “In questo momento serve unità”, ha ribadito la portavoce durante il briefing mattutino.

Il vertice telefonico si inserisce in una serie di consultazioni avviate nelle ultime settimane tra i principali attori internazionali. Solo una settimana fa, von der Leyen aveva avuto un colloquio riservato con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Ora, con Trump e gli altri leader europei in campo, la partita si allarga.

Uno scenario ancora tutto da scrivere

Resta da vedere quale sarà l’effetto reale di questa chiamata sugli equilibri geopolitici. Gli analisti invitano a non farsi illusioni: “Molto dipenderà dalle scelte americane nei prossimi mesi”, osserva una fonte del Parlamento europeo. Intanto, a Bruxelles si respira una certa tensione: la guerra in Ucraina resta la priorità assoluta per le istituzioni europee.

Solo nelle prossime ore sapremo se dal confronto usciranno nuove strategie o se prevarrà la prudenza. Per ora, una cosa è chiara: la diplomazia europea non vuole restare ferma. E il dialogo con Washington – a prescindere da chi è al comando – rimane fondamentale per il futuro del continente.