Pechino, 29 dicembre 2025 – La Cina ha annunciato oggi l’inizio di esercitazioni militari congiunte intorno a Taiwan, previste per domani, 30 dicembre, in cinque zone tra mare e cielo che circondano l’isola. L’operazione, chiamata “Justice Mission 2025”, vedrà impegnate le forze di terra, la marina e l’aviazione dell’Esercito Popolare di Liberazione. Una mossa che, secondo il portavoce militare Shi Yi, serve a “difendere la sovranità nazionale” in un momento di tensione sempre più alta nello Stretto di Taiwan.
Justice Mission 2025, manovre su vasta scala
Il comunicato del Comando del teatro orientale dell’Esercito cinese spiega che le esercitazioni partiranno nelle prime ore di domani e si concentreranno in cinque punti strategici attorno a Taiwan. Le coordinate precise non sono state diffuse, ma fonti militari di Pechino confermano che le operazioni riguarderanno sia le acque sia lo spazio aereo. “Le nostre forze sono pronte a reagire a qualsiasi provocazione”, ha detto Shi Yi, aggiungendo che saranno coinvolti navi, aerei da caccia e reparti di fanteria.
La scelta del momento non è casuale: le manovre arrivano a poche settimane dalle elezioni presidenziali taiwanesi, in calendario per il 13 gennaio 2026. Un appuntamento che Pechino segue con molta attenzione, preoccupata da un possibile rafforzamento delle forze indipendentiste sull’isola.
Reazioni da Taipei e dall’estero: cresce la tensione
La notizia delle esercitazioni ha subito acceso le reazioni a Taipei e nelle capitali occidentali. Il ministero della Difesa di Taiwan ha bollato le manovre come “un tentativo di intimidazione”. Le forze armate locali “monitorano costantemente la situazione” e sono pronte a difendere lo spazio aereo e marittimo nazionale. Nel pomeriggio, il portavoce del governo di Taipei ha ribadito che “Taiwan non si farà mettere sotto pressione” e ha chiesto alla comunità internazionale di sostenere la stabilità nella regione.
Anche dagli Stati Uniti sono arrivate parole di cautela. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha detto che Washington “segue con attenzione gli sviluppi” e ha invitato tutte le parti “a mantenere la calma”. L’ambasciata americana a Pechino, contattata nel tardo pomeriggio locale, non ha voluto aggiungere altro.
Lo Stretto di Taiwan sotto la lente
Le esercitazioni di Pechino si inseriscono in un clima di crescente rivalità tra Cina e Stati Uniti nell’Indo-Pacifico. Negli ultimi mesi, lo Stretto di Taiwan è stato attraversato più volte da navi militari americane e dei loro alleati. Secondo il ministero della Difesa di Taiwan, solo a novembre sono stati registrati oltre 30 casi di incursioni di velivoli cinesi nella zona d’identificazione aerea intorno all’isola.
Pechino considera Taiwan una “provincia ribelle” e non esclude di usare la forza per riportarla sotto il proprio controllo. Il presidente Xi Jinping ha più volte ribadito questo concetto, parlando di una “riunificazione inevitabile”. Dall’altra parte, il governo di Tsai Ing-wen insiste per mantenere lo status quo e rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e i partner regionali.
Esercizi passati e cosa aspettarsi
Non è la prima volta che la Cina mette in campo esercitazioni di questo tipo attorno a Taiwan. Già nell’agosto 2022, dopo la visita della speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, Pechino aveva organizzato manovre simili, con lancio di missili balistici e blocchi navali temporanei. Allora, il traffico aereo e marittimo nell’area era stato pesantemente disturbato.
Secondo alcuni esperti citati dalla stampa locale, le esercitazioni di domani potrebbero essere un segnale diretto agli elettori di Taiwan e un messaggio chiaro agli Stati Uniti. “La Cina vuole far capire che è pronta a tutto”, ha spiegato Lin Chong-pin, ex viceministro della Difesa di Taipei. Al momento però non ci sono state restrizioni ufficiali ai voli civili o ai traffici commerciali.
Aspettando le prossime ore
A Taipei la tensione si fa sentire. Nel tardo pomeriggio, nei quartieri centrali della capitale, piccoli gruppi si sono radunati davanti agli schermi nelle stazioni della metropolitana per seguire gli aggiornamenti in tempo reale. “Siamo abituati alle minacce, ma questa volta sembra diverso”, ha raccontato una studentessa dell’Università Nazionale.
Le autorità locali invitano a mantenere la calma e assicurano che tutte le misure di sicurezza sono già scattate. Nelle prossime ore sono attese nuove dichiarazioni da Pechino e Washington. Intanto, lo Stretto resta sotto stretta osservazione: occhi puntati sulle mosse delle flotte e degli aerei cinesi, mentre il mondo segue con apprensione l’evolversi della situazione.
