Svelati i misteri dell’eredità Agnelli: 35 quadri scomparsi sotto la lente d’ingrandimento

Svelati i misteri dell'eredità Agnelli: 35 quadri scomparsi sotto la lente d'ingrandimento

Svelati i misteri dell'eredità Agnelli: 35 quadri scomparsi sotto la lente d'ingrandimento

Matteo Rigamonti

Dicembre 30, 2025

Roma, 30 dicembre 2025 – Sono trentacinque i quadri spariti dall’eredità Agnelli, tra cui opere che portano la firma di Monet, Picasso e De Chirico. Lo rivela l’inchiesta della procura di Roma, che nelle ultime settimane ha allargato la lista delle opere finite nel mirino. A guidare le indagini sono il procuratore aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio. Dietro c’è una lunga battaglia legale tra Margherita Agnelli e i suoi tre figli – John, Lapo e Ginevra – per la divisione dell’eredità lasciata da Gianni Agnelli, scomparso il 24 gennaio 2003. Gli investigatori sospettano che molte tele non siano più in Italia: alcune sarebbero passate dalla Svizzera, altre conservate in residenze private della famiglia. Nel frattempo, il Ministero della Cultura non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui trasferimenti.

Quadri spariti, l’indagine si allarga

La storia dei quadri scomparsi si fa sempre più complessa. All’inizio si parlava di tredici opere mancate all’inventario allegato al testamento di Gianni Agnelli. Ora, grazie a documenti forniti dall’avvocato Dario Trevisan, legale di Margherita Agnelli, la procura ha scoperto altri ventidue dipinti. Sono certificati, liste private, bolle di accompagnamento e polizze assicurative che hanno aiutato gli investigatori a seguire le tracce delle opere.

Dalle carte emerge che alcune tele sono state tenute per un certo periodo in zone franche svizzere — aree senza controlli doganali, spesso usate per custodire beni preziosi. Da lì, i quadri sarebbero stati spostati in residenze legate alla famiglia Agnelli. Al momento gli inquirenti ipotizzano i reati di ricettazione e esportazione illecita di opere d’arte.

Le opere nel mirino e le copie al posto degli originali

Tra i quadri spariti ci sono pezzi importanti come “La scala degli addii” di Giacomo Balla, “Mistero e malinconia di una strada” di Giorgio De Chirico e “Glaçons, effet blanc” di Claude Monet. In alcuni casi, invece degli originali sono state trovate copie. Un particolare che ha fatto scattare l’allarme tra gli investigatori: “Abbiamo scoperto riproduzioni dove avremmo dovuto vedere gli originali”, ha raccontato una fonte vicina all’inchiesta.

Il valore complessivo dei dipinti non è ancora stato quantificato con precisione, ma gli esperti parlano di decine di milioni di euro. La presenza di artisti come Picasso e Monet conferma quanto fosse preziosa la collezione Agnelli.

Perché i quadri sono spariti?

Non è chiaro perché i quadri siano stati portati all’estero senza avvisare il Ministero della Cultura. La legge italiana obbliga a segnalare ogni spostamento di opere d’arte di grande valore. Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi: dalla voglia di tenere i beni fuori dalla divisione ereditaria, a motivi fiscali, fino alla possibilità di mettere da parte una sorta di “scorta” per eventuali tempi difficili.

“Non ci è arrivata nessuna comunicazione ufficiale”, confermano dal Ministero. Un dettaglio che complica ancora di più la posizione di chi è coinvolto. La procura è pronta a muoversi per confiscare le opere non appena riuscirà a localizzarle.

La faida in famiglia tra Margherita Agnelli e i figli

L’inchiesta sui quadri scomparsi si incrocia con la lunga battaglia legale tra Margherita Agnelli (69 anni) e i figli John (49), Lapo (47) e Ginevra (46). Da anni litigano sulla divisione del patrimonio lasciato da Gianni Agnelli. Ed è proprio in questa contesa che sono venute fuori le prime stranezze negli inventari delle opere.

L’avvocato Trevisan ha consegnato agli inquirenti tutta la documentazione raccolta nel tempo: “Abbiamo dato ogni documento utile per chiarire la posizione della nostra assistita”, ha dichiarato. Ora tocca agli investigatori ricostruire i movimenti dei quadri e capire se ci sono responsabilità penali.

Cosa succederà ora

Nei prossimi mesi la procura di Roma cercherà di rintracciare le opere mancanti e deciderà se procedere con la confisca. Non è escluso che emergano nuovi dettagli sui passaggi all’estero. Nel frattempo, la vicenda continua a creare tensioni nella famiglia Agnelli e solleva domande sulla tutela del patrimonio artistico del nostro paese.