Palm Beach, 31 dicembre 2025 – Jeffrey Epstein era un ospite abituale di Mar-a-Lago, il club privato di Donald Trump in Florida, fino al 2003. Come riportato dal Wall Street Journal, per anni il club avrebbe mandato alcune dipendenti del centro benessere direttamente nella villa di Epstein per fargli massaggi a domicilio. La vicenda, che si intreccia con le indagini sull’ex finanziere, emerge da testimonianze e documenti interni al club.
Epstein a Mar-a-Lago: una frequentazione che dura fino al 2003
Le visite di Epstein a Mar-a-Lago partono dagli anni Novanta e si sarebbero protratte senza interruzioni fino al 2003. Fonti interne, citate dal quotidiano, raccontano che il finanziere era considerato un ospite fisso. Ma non solo: sempre secondo queste testimonianze, il club avrebbe organizzato per lui servizi di massaggi a domicilio, inviando alcune dipendenti del centro benessere nella sua villa. Un dettaglio che oggi fa luce sui legami tra Epstein e l’ambiente frequentato da Trump.
La denuncia dell’estetista e la rottura con il club
Il caso si complica nel 2003. Una giovane estetista, appena diciottenne, racconta ai manager del club di aver subito pressioni per avere rapporti sessuali durante una visita nella villa di Epstein. La segnalazione arriva subito ai vertici di Mar-a-Lago: uno dei manager manda un fax direttamente a Donald Trump, spiegando cosa era successo e suggerendo di vietare l’ingresso a Epstein. Trump risponde in poche parole: la lettera è “ben scritta” e si può procedere con l’allontanamento.
Da quel momento, Epstein non può più mettere piede né nel club né nel centro benessere. Il Wall Street Journal ricostruisce che lo staff era già a disagio con lui. “C’era qualcosa che non andava”, avrebbe detto una dipendente, secondo le fonti.
Marla Maples: “Non volevo che Trump frequentasse Epstein”
A dare peso ai sospetti sull’ex finanziere ci sono anche le parole di Marla Maples, seconda moglie di Trump. Maples avrebbe più volte manifestato il suo disagio per la presenza di Epstein nel giro di conoscenze del marito. “C’era qualcosa di strano in lui”, avrebbe detto sia ai dipendenti del club che a Trump stesso. Le ricostruzioni parlano di una richiesta esplicita di Maples: niente tempo con Epstein e nessun invito a eventi privati.
La testimonianza di Maples si inserisce in un clima già teso. Diversi membri dello staff si sarebbero lamentati per la presenza di Epstein e per alcune sue richieste ritenute inappropriate. Ma solo dopo la denuncia dell’estetista si è arrivati a una decisione chiara.
La replica della Casa Bianca: “Solo insinuazioni”
Di fronte alle nuove rivelazioni, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha respinto tutto. “Sono falsità e insinuazioni per diffamare il presidente”, ha detto al Wall Street Journal. “Non importa quante volte questa storia venga raccontata: il presidente non ha fatto nulla di male e ha cacciato Jeffrey Epstein da Mar-a-Lago perché era una persona spregevole”.
La versione ufficiale della Casa Bianca vuole chiudere la questione, ma il caso continua a far discutere negli Stati Uniti. I legami tra Epstein e certi ambienti dell’alta società americana restano al centro di attenzione mediatica e giudiziaria.
Un caso che non si spegne
La storia dei rapporti tra Epstein e Mar-a-Lago torna spesso sotto i riflettori. I dettagli sulle visite, le segnalazioni interne e le reazioni dello staff tengono alta l’attenzione su un caso che, a distanza di anni, lascia ancora molti dubbi. Stando alle prime ricostruzioni, all’epoca né il club né le autorità locali avrebbero avviato indagini formali.
Il dato certo è questo: nel 2003, dopo la denuncia della giovane estetista, Epstein non è più stato ammesso a Mar-a-Lago. Un episodio che ha segnato la fine del suo legame con il club di Trump, ma che continua a gettare ombre sul passato recente della Florida più esclusiva.
