Il gas ad Amsterdam: un rialzo del 0,7% dopo un calo del 43% nel 2025

Il gas ad Amsterdam: un rialzo del 0,7% dopo un calo del 43% nel 2025

Il gas ad Amsterdam: un rialzo del 0,7% dopo un calo del 43% nel 2025

Matteo Rigamonti

Dicembre 31, 2025

Milano, 31 dicembre 2025 – Il prezzo del gas ha aperto in rialzo questa mattina sul mercato di Amsterdam, chiudendo l’ultimo giorno dell’anno con un dato che non passa inosservato: i future Ttf, punto di riferimento per il metano in Europa, hanno guadagnato lo 0,7%, arrivando a 27,72 euro al megawattora. Un segnale importante, soprattutto dopo un 2025 segnato da forti alti e bassi e da un netto cambio di rotta rispetto ai livelli record del biennio precedente. Nel corso dell’anno, infatti, il prezzo del gas è sceso del 43,3%. Un calo che racconta molto sulle mosse fatte dall’Unione Europea per far fronte alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina e dalle interruzioni delle forniture russe.

Gas in calo nel 2025: cosa dicono i numeri di Amsterdam

Questa mattina ad Amsterdam, cuore dello scambio energetico europeo, i future Ttf hanno aperto in leggero rialzo. Alle 9:00, il prezzo segnava un +0,7%, toccando i 27,72 euro al megawattora. Un dato che, messo a confronto con quello di inizio anno, mostra un mercato profondamente cambiato. Nel gennaio del 2025, il gas viaggiava sopra i 48 euro al megawattora. Da allora, è stata tutta discesa: secondo Refinitiv e ICE Endex, la flessione complessiva è del 43,3%.

Gli esperti del settore sottolineano che la volatilità resta alta, ma la direzione è chiara. “Il mercato ha trovato un nuovo equilibrio dopo le turbolenze del 2022 e 2023”, spiega un trader della City di Londra contattato telefonicamente. “Le scorte sono abbondanti e la domanda dall’industria è rimasta sotto controllo”.

La svolta europea: puntare su fornitori diversi

Il punto di svolta è arrivato soprattutto con la diversificazione delle forniture. Dopo lo stop ai gasdotti russi – che aveva fatto temere blackout e razionamenti – Bruxelles ha accelerato sugli accordi con nuovi partner. Norvegia, Algeria e Stati Uniti sono diventati fornitori chiave. Il gas naturale liquefatto (GNL), trasportato via nave e rigassificato nei porti europei, ha coperto una fetta sempre più grande del fabbisogno.

La Commissione Europea segnala che nel 2025 il GNL ha rappresentato oltre il 35% delle importazioni totali di gas dell’UE. “Abbiamo imparato a non dipendere più da un solo Paese”, ha detto Kadri Simson, commissaria europea all’Energia, in un’intervista recente a Politico. “La sicurezza energetica resta una priorità”.

Bollette più leggere per famiglie e imprese

Il calo dei prezzi ha avuto un riflesso diretto sulle bollette di famiglie e imprese. In Italia, secondo Arera, la spesa media annua per il gas è scesa del 28% rispetto al 2024. Un vero sollievo per molte aziende energivore – dalla chimica alla ceramica – che negli ultimi anni avevano dovuto fare i conti con costi alle stelle.

“Finalmente respiriamo”, racconta Marco Ghirardi, titolare di una vetreria nel Bresciano. “L’anno scorso pagavamo fino a tre volte tanto rispetto ai tempi pre-crisi. Ora possiamo guardare avanti e pianificare gli investimenti senza paura di rincari improvvisi”.

Cosa aspettarsi nel 2026: prudenza e incognite

Nonostante il clima più tranquillo, gli analisti mettono in guardia. Le tensioni geopolitiche non sono sparite e il mercato resta molto sensibile a ogni notizia su forniture e infrastrutture. “Basta un guasto a un gasdotto o uno sciopero nei porti per far volare i prezzi”, avverte Simone Tagliapietra, ricercatore del Bruegel.

Per il 2026 le previsioni sono caute: la domanda globale di gas potrebbe risalire se l’industria europea riprendesse a pieno ritmo o se l’inverno fosse più rigido del previsto. Intanto, però, la fine di questo anno vede l’Europa più solida sul fronte energetico rispetto ai timori di due anni fa. E ad Amsterdam, stamattina, si respirava finalmente un’aria di normalità ritrovata.