Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso

Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso

Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso

Matteo Rigamonti

Gennaio 2, 2026

Napoli, 2 gennaio 2026 – Il Capodanno a Napoli si è chiuso con un bilancio più pesante rispetto allo scorso anno: 57 persone ferite per colpa di botti e fuochi d’artificio, secondo i dati della Questura partenopea diffusi nelle prime ore del nuovo anno. Tra i feriti ci sono anche sette minorenni. La maggior parte è già tornata a casa dagli ospedali, ma sedici restano ancora sotto controllo. Fortunatamente nessuno è in condizioni gravi. Un dato che preoccupa, soprattutto se si pensa ai 36 casi dello scorso anno.

Feriti in aumento: cosa dicono gli ospedali di Napoli

La mattina del 1° gennaio, i pronto soccorso di Napoli hanno accolto 42 feriti, tra cui sette minorenni. Tutti i ragazzi sono stati dimessi in poche ore, come ha confermato il personale dell’ospedale Cardarelli. “Abbiamo visto soprattutto ustioni alle mani e qualche piccola lesione agli occhi”, ha raccontato un medico di turno durante la notte di San Silvestro. Nell’hinterland napoletano, invece, si sono registrati quindici feriti, quattro dei quali minorenni. La maggior parte degli incidenti è avvenuta tra le 23 e le 2 del mattino, nei quartieri di Secondigliano, Ponticelli e Fuorigrotta.

Un Capodanno più pericoloso rispetto al 2024

Rispetto al Capodanno 2024, il numero dei feriti è salito in modo netto. L’anno scorso erano 36, quest’anno si è arrivati a 57. Un aumento che fa alzare il livello di allerta tra le autorità locali. “Nonostante le campagne di sensibilizzazione e i controlli, il fenomeno resta difficile da fermare”, ha ammesso un funzionario della Questura. I video che girano sui social mostrano scene di festeggiamenti con fuochi pirotecnici improvvisati in strada, spesso senza alcuna misura di sicurezza. In diversi casi, secondo gli agenti intervenuti, i botti erano di origine illegale.

Vigili del fuoco: meno interventi in Italia, ma non a Napoli

A livello nazionale, la notte di Capodanno ha visto meno interventi dei vigili del fuoco: 770 chiamate per incendi legati ai festeggiamenti, contro le 882 dell’anno precedente. L’Emilia Romagna ha fatto registrare il maggior numero di operazioni (114), seguita da Lombardia (113). In Campania e Toscana gli interventi sono stati 69 ciascuna. Nessuna chiamata invece dalla Sardegna e dal Molise. A Napoli, però, la situazione è stata più intensa: “Abbiamo lavorato senza sosta dalle 19 fino all’alba”, ha raccontato un vigile del fuoco della caserma di via del Macello. Gli incendi hanno riguardato soprattutto cassonetti e auto parcheggiate vicino alle piazze principali.

Milano: tanti interventi ma nessun caso grave

A Milano la notte di Capodanno è passata senza incidenti seri legati ai botti. Il 118 ha ricevuto diverse richieste di soccorso per ferite da petardi e qualche episodio di aggressione, ma tutte le situazioni sono state classificate come codici verdi. “Nessun paziente in condizioni serie”, hanno confermato dal pronto soccorso del Niguarda. I vigili urbani hanno definito la notte “abbastanza tranquilla”, con qualche episodio isolato ma nessuna emergenza vera. Più impegnati i vigili del fuoco, che tra le 19 e le 7 hanno gestito diversi incendi minori.

Le reazioni delle autorità e la sfida della prevenzione

Nonostante i dati nazionali siano in calo, il caso di Napoli riaccende il dibattito sulla sicurezza durante i festeggiamenti di fine anno. Le autorità locali hanno ribadito la necessità di intensificare i controlli e puntare ancora sulla prevenzione. “Serve più responsabilità da parte di tutti”, ha detto il sindaco Gaetano Manfredi durante una breve conferenza stampa a Palazzo San Giacomo. Intanto, nei quartieri popolari si contano i danni: finestre rotte, auto danneggiate e qualche negozio costretto a chiudere per le riparazioni.

Un Capodanno tra tradizione e rischi

A Napoli, la tradizione dei botti resta molto radicata nonostante le campagne contro l’uso di materiale pirotecnico illegale. “È difficile cambiare certe abitudini”, ha confidato un residente di via Foria mentre raccoglieva i resti dei petardi davanti al portone. Eppure, ogni anno il bilancio si aggiorna con nuovi feriti e danni. Solo allora la città si interroga su come mettere insieme festa e sicurezza.