Napoli, 2 gennaio 2026 – Andrea Buzzi, 24 anni, romano, ha vissuto un Capodanno da incubo, finendo per ben due volte al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli in poche ore. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, tra festeggiamenti e petardi, ha perso tre dita e ora rischia seriamente anche la vista dell’occhio sinistro. Una serie di eventi che, secondo i medici, si poteva evitare.
Primo ricovero: la mano ridotta a un disastro
Appena passata la mezzanotte, nei vicoli affollati del centro di Napoli, Buzzi arriva al pronto soccorso con la mano sinistra gravemente ferita. “Volevo fare festa come si fa qui a Napoli: alla grande”, racconta ai medici mentre lo medicano. L’esplosione di un petardo, uno dei tanti botti della notte di San Silvestro, gli ha tranciato tre dita. I chirurghi non hanno avuto scelta: amputazione immediata per evitare guai peggiori e infezioni.
Gli avevano consigliato di restare in ospedale, c’erano letti disponibili e la mano necessitava di osservazione. Ma Buzzi non ne ha voluto sapere: “Voglio tornare dai miei amici”, ha insistito. Così, dopo le prime cure e una fasciatura che lasciava scoperte solo due dita, ha firmato per uscire. In tasca aveva una prescrizione per le medicine e un chiaro avvertimento: niente rischi, stare calmo. Ma è stato un avvertimento caduto nel vuoto.
Secondo incidente, la festa continua ma finisce male
Non era ancora finita. Pochi minuti dopo aver lasciato l’ospedale, Buzzi torna in strada con gli amici. La notte è lunga, la voglia di botti troppo forte. Alla seconda visita in ospedale, lui racconta di essere stato colpito in pieno volto da un razzo mentre camminava in centro. Ma i carabinieri non sono del tutto convinti.
Dalle prime verifiche emerge un’altra versione: Buzzi si sarebbe chinato su una fontana spararazzi, cercando di accenderla da vicino. Un gesto rischioso, forse dettato dall’euforia o dalla sottovalutazione del pericolo. Solo in quel momento, dicono i militari, il razzo è partito all’improvviso, colpendolo all’occhio sinistro.
Intervento d’urgenza: la vista appesa a un filo
Il giovane torna subito al pronto soccorso del Pellegrini, questa volta con una ferita grave all’occhio. I medici intervenuti d’urgenza cercano di salvargli la vista. “La situazione è delicata”, spiega uno dei chirurghi oftalmici di turno quella notte. L’esito dell’operazione è ancora incerto. Solo nei prossimi giorni si capirà se riuscirà a recuperare almeno un po’ della funzionalità.
Nel frattempo, i genitori di Buzzi arrivano da Roma appena informati. Trovano il figlio provato ma determinato a lasciare l’ospedale ancora una volta. Nonostante le raccomandazioni – “Meglio restare sotto controllo”, gli hanno detto più volte – il ragazzo insiste per dimettersi.
Indagini e bilancio: i carabinieri vogliono chiarire
I carabinieri volevano sentire la sua versione prima che lasciasse Napoli, ma Buzzi è già tornato a Roma con i genitori. Probabilmente sarà ascoltato nei prossimi giorni per chiarire come sono andate davvero le cose. Il suo caso si aggiunge al conto dei feriti per i botti di Capodanno a Napoli: fonti ospedaliere parlano di un aumento degli accessi rispetto al 2025, con almeno sette minorenni coinvolti.
La storia di Andrea Buzzi – tra voglia di festa e imprudenza – riapre il tema della sicurezza durante i festeggiamenti di fine anno a Napoli. “Ogni anno vediamo scene simili”, confida un infermiere del Pellegrini, “ma qui due volte nello stesso ospedale in poche ore è qualcosa che non capita spesso”.
