Aversa, 2 gennaio 2026 – Un bambino di 9 anni si è fatto male alla mano durante i festeggiamenti di Capodanno ad Aversa, ma – contrariamente a quanto si pensava all’inizio – non è stato colpito da un proiettile vagante. A chiarirlo sono stati nelle ultime ore i carabinieri della Compagnia locale, dopo una notte di accertamenti e sopralluoghi. L’episodio, avvenuto poco dopo la mezzanotte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, aveva fatto subito temere il peggio: la presenza di una pallottola esplosa vicino al luogo del ferimento aveva fatto pensare a un colpo d’arma da fuoco sparato durante i festeggiamenti.
Bomba scoperta: niente proiettile, solo un petardo
I primi rilievi dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile erano stati rapidi. La zona, una traversa poco lontano dal centro, era stata transennata nelle prime ore del nuovo anno. Tra i resti di botti e cartacce sul pavimento, i militari avevano trovato un’ogiva esplosa, compatibile con una pistola di piccolo calibro. Da qui l’ipotesi iniziale: il bambino sarebbe stato sfiorato da un proiettile vagante, forse sparato in aria per festeggiare il nuovo anno.
Ma qualcosa non tornava. Le ferite riportate dal bimbo – una lacerazione superficiale alla mano sinistra – non sembravano quelle di un colpo d’arma da fuoco. I medici dell’ospedale Moscati, dove il piccolo è arrivato con i genitori intorno all’una di notte, lo hanno medicato e dimesso nel giro di poche ore. “Nessun segno riconducibile a un proiettile”, ha spiegato uno dei sanitari al pronto soccorso.
La verità emerge: è stato un petardo
Solo nella mattinata del 1° gennaio, dopo aver raccolto alcune testimonianze e visto i filmati delle telecamere di sorveglianza, i carabinieri hanno escluso la pista del proiettile. “Dai controlli e dalle dichiarazioni raccolte – ha detto una fonte degli investigatori – è emerso che il bambino è stato colpito da frammenti di un petardo esploso a pochi metri da lui”. L’ogiva ritrovata, secondo gli inquirenti, sarebbe legata a un episodio precedente o comunque non connesso al ferimento.
Quella notte in strada c’erano decine di persone. Qualcuno ha raccontato di aver visto il bambino avvicinarsi a un gruppo di coetanei che stavano accendendo fuochi d’artificio fatti in casa. “Abbiamo sentito uno scoppio più forte degli altri”, ha detto un residente, “poi il bambino ha iniziato a piangere e la madre lo ha portato via di corsa”.
Botti vietati e controlli serrati: la sfida di Capodanno
L’episodio riporta sotto i riflettori i rischi legati all’uso di botti illegali e petardi artigianali durante le feste. Ad Aversa, come in molte città della provincia di Caserta, le forze dell’ordine avevano già intensificato i controlli nei giorni prima del 31 dicembre. La Prefettura ha fatto sapere che sono stati sequestrati oltre 30 chili di materiale pirotecnico non a norma.
Nonostante le campagne di sensibilizzazione e i divieti del Comune, la notte di San Silvestro si è chiusa con diversi feriti lievi in tutta la zona. Il caso del bambino di 9 anni – fortunatamente dimesso senza gravi conseguenze – è tra i più discussi. “Serve più responsabilità dagli adulti”, ha detto il sindaco Alfonso Golia, “non possiamo permettere che una festa diventi un pericolo per i più piccoli”.
La città si stringe intorno alla famiglia
Nelle ore dopo l’incidente, sui social sono arrivati messaggi di solidarietà per la famiglia del bimbo. Alcuni cittadini chiedono pene più severe per chi vende o usa petardi illegali. Altri puntano il dito sulla necessità di maggiori controlli nelle periferie.
Intanto, i carabinieri hanno chiuso le indagini: per ora nessuna denuncia, ma l’attenzione resta alta. “Abbiamo chiarito come sono andate le cose”, ha detto uno degli investigatori, “ma continueremo a vigilare nei prossimi giorni”. La speranza – condivisa da molti ad Aversa – è che simili episodi non tornino più.
