Palmoli (Chieti), 2 gennaio 2026 – Nathan Trevallion, padre dei tre bambini noti come “la famiglia del bosco”, ha potuto vedere i figli solo per un’ora la mattina di Capodanno, nella struttura protetta di Vasto dove sono ospitati insieme alla madre Catherine. L’incontro, previsto dal calendario delle visite stabilito dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, non ha però calmato le preoccupazioni dell’uomo, che ha confidato il suo stato d’animo al sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, durante uno scambio di auguri il 31 dicembre.
Un’ora con i figli, tra attese e tensioni
Come ogni martedì e giovedì, Nathan Trevallion è entrato nella casa famiglia di Vasto poco dopo le 10 del mattino. Ad aspettarlo c’erano i suoi tre bambini – due gemelli di sei anni e una bambina di otto – insieme alla madre. L’incontro, sotto lo sguardo attento degli operatori, è durato appena sessanta minuti. Poco tempo, deciso dal tribunale che lo scorso autunno ha ordinato l’allontanamento dei piccoli dalla casa nel bosco di Palmoli.
“Sono molto demoralizzato, deluso e preoccupato”, ha detto Nathan al sindaco Masciulli, ricevuto nel suo ufficio. “Non mi resta che aspettare”, ha aggiunto, visibilmente provato. Secondo fonti vicine alla famiglia, il padre appare sempre più scoraggiato e amareggiato per una situazione che si trascina da mesi.
Il nodo giudiziario: si attende la perizia
Sul fronte legale, tutto resta in sospeso in attesa della consulenza tecnica d’ufficio ordinata dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. La perizia dovrà valutare le capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion e decidere se è possibile un ricongiungimento familiare. Nel frattempo, il giudice ha confermato la permanenza dei tre bambini nella casa famiglia di Vasto e ha respinto per ora le richieste di modifiche urgenti presentate dai genitori.
La decisione definitiva arriverà solo dopo la perizia. Fino ad allora, la coppia deve rispettare le regole imposte: visite protette e limitate, niente festività o momenti privati senza supervisione.
Tra il bosco e la comunità: la vita di Nathan
In attesa di novità, la vita di Nathan Trevallion si divide tra la cura degli animali nella casa nel bosco e un soggiorno temporaneo da un amico a San Buono, paese vicino a Palmoli. Ogni mattina torna nella casa immersa nei boschi per occuparsi del cavallo, dell’asinello, delle galline e dei cani che fanno parte della famiglia. Poi si sposta a San Buono, dove un membro della comunità neo-rurale gli offre ospitalità.
La sera torna nel bosco, nella casa della famiglia Carusi – concessa in comodato gratuito fino a fine febbraio 2026. Oggi, poco prima della visita ai figli a Vasto, Nathan si è fermato a Palmoli per salutare il sindaco e alcuni conoscenti. Un gesto semplice, quasi un rito: “Abbiamo scambiato gli auguri per il nuovo anno”, raccontano i presenti.
Le richieste della madre e le tensioni con la tutrice
Nel frattempo, anche Catherine Trevallion ha avanzato nuove richieste. In particolare, ha chiesto una seconda visita pediatrica per la figlia maggiore, sostenendo che non soffra di bronchite come diagnosticato. La tutrice nominata dal tribunale ha però respinto la richiesta, lasciando aperti alcuni dubbi sui tempi e sulle modalità delle cure.
Attorno alla vicenda si è creato un clima di solidarietà, ma anche di tensione. Alcuni in paese hanno manifestato sostegno alla famiglia Trevallion: “I figli non sono dello Stato”, hanno detto più volte. Tuttavia, la decisione finale spetta ai giudici e ai periti incaricati.
Un’attesa che pesa su tutti
Per ora resta solo l’attesa. Un’attesa che grava su tutti: sui genitori separati dai figli, sui bambini lontani dalla loro casa nel bosco, sulla comunità che segue con ansia ogni passo. Solo la fine della consulenza tecnica potrà dire se e quando la famiglia potrà tornare insieme. Fino ad allora, i martedì e i giovedì mattina saranno appuntamenti fissi – brevi e sorvegliati – tra un padre e i suoi bambini.
