L’euro si stabilizza: scambiato a 1,1744 dollari

L'euro si stabilizza: scambiato a 1,1744 dollari

L'euro si stabilizza: scambiato a 1,1744 dollari

Giada Liguori

Gennaio 2, 2026

Roma, 2 gennaio 2026 – L’Euro apre il 2026 con passi cauti sui mercati valutari. Questa mattina la moneta unica si è fermata a 1,1744 dollari, praticamente invariata rispetto alla chiusura di ieri, con una variazione minima dello 0,02% in meno. Diversa la situazione contro lo yen giapponese, dove l’euro guadagna terreno, arrivando a 184,36 yen (+0,13%). Un avvio di giornata che rispecchia la prudenza degli operatori, ancora alle prese con incertezze economiche globali e in attesa delle mosse delle banche centrali.

Euro-dollaro: mercato fermo, tutti in attesa

Gli esperti di Intesa Sanpaolo segnalano un cambio euro-dollaro stabile dopo le feste, con scambi ancora bassi e pochi dati macro interessanti nelle ultime ore. “Gli investitori aspettano di capire cosa faranno la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea nel 2026”, racconta un operatore a Londra, contattato alle 9.30. La leggera flessione dello 0,02% sul dollaro sembra solo un normale aggiustamento dopo la volatilità di dicembre, quando le dichiarazioni di Christine Lagarde e Jerome Powell avevano agitato i mercati.

In questo quadro, l’euro resta incollato a una fascia di valori che non si muove da settimane. “Non c’è stato nulla di nuovo capace di far cambiare direzione al mercato”, confida un trader romano che segue da vicino il settore valutario. Solo i dati sull’inflazione americana, attesi per venerdì, potrebbero dare una spinta più decisa al cambio.

Euro in crescita sullo yen: segnali dall’Asia

Più dinamico il rapporto tra euro e yen. Nelle prime ore, la moneta europea ha guadagnato lo 0,13%, toccando quota 184,36 yen. Dietro questo movimento c’è sia la debolezza dello yen, messo sotto pressione dai dubbi sulla ripresa economica giapponese, sia la relativa forza dell’eurozona in questa fase.

Un analista di Nomura Securities a Tokyo spiega che “gli investitori stanno riducendo la loro esposizione allo yen, in attesa di capire se la Banca del Giappone interverrà sui tassi nelle prossime settimane”. Il governatore Kazuo Ueda ha ribadito di voler mantenere una politica monetaria morbida almeno fino a primavera. Questo approccio continua a indebolire lo yen rispetto alle principali valute globali.

Cosa dicono gli operatori e cosa aspettarsi

Nei principali istituti finanziari europei la giornata è partita senza grandi scossoni. A Milano, in Piazza Affari, diversi operatori hanno sottolineato come “il clima sia ancora prudente”, soprattutto per la scarsità di dati macro in questo periodo dell’anno. La maggior parte degli scambi resta tattica, senza grandi scommesse.

“Il mercato è in cerca di nuovi stimoli”, commenta un gestore di portafoglio di una banca italiana di primo piano. “Solo quando arriveranno, vedremo movimenti più decisi”. Intanto, tutti gli occhi sono puntati sulle prossime riunioni di BCE e Fed: ogni parola dei banchieri centrali viene passata al setaccio.

Scenario globale e possibili sviluppi

Il quadro generale resta segnato dalle incertezze sull’inflazione, sia in Europa che negli Stati Uniti. Gli ultimi dati Eurostat mostrano un aumento dei prezzi più contenuto del previsto, mentre la Federal Reserve ha fatto capire che un taglio dei tassi è improbabile prima della primavera.

In Asia, il rallentamento della crescita giapponese pesa ancora sullo yen. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il PIL del Giappone crescerà meno dell’1% nel 2026. Un dato che spinge molti investitori a preferire valute più solide, come euro e dollaro.

Per ora, quindi, il mercato valutario procede con prudenza. Gli operatori attendono segnali più chiari dalle banche centrali e dai dati economici in arrivo nei prossimi giorni. Nel frattempo, l’euro resta stabile sul dollaro e guadagna qualcosa sullo yen: piccoli movimenti che raccontano un avvio d’anno all’insegna della cautela.