Londra, 2 gennaio 2026 – L’indice S&P Global PMI della manifattura britannica ha toccato quota 50,6 punti a dicembre, segnando un leggero miglioramento rispetto ai 50,2 punti di novembre. Il dato, diffuso questa mattina dagli analisti di S&P Global, resta comunque al di sotto della stima preliminare di 51,2 punti. È però il livello più alto visto negli ultimi quindici mesi. Un segnale che la ripresa del settore manifatturiero nel Regno Unito continua, anche se a passo lento.
Produzione in crescita: terzo mese di fila
Il rapporto pubblicato alle 9:00 ora locale mostra che la produzione manifatturiera è aumentata per il terzo mese consecutivo. Non è un dettaglio da poco per chi lavora nel settore. “È un segnale incoraggiante, anche se la crescita resta fragile”, ha detto Rob Dobson, direttore di S&P Global Market Intelligence. A dicembre si conferma un trend positivo già emerso nell’ultimo trimestre del 2025, quando diversi stabilimenti tra Birmingham e Manchester avevano segnalato una ripresa degli ordini.
Nuovi ordini in crescita dopo più di un anno
Un altro dato importante riguarda i nuovi ordini, aumentati per la prima volta da settembre 2024. Gli analisti spiegano che questo cambio di passo riflette sia una maggiore fiducia delle imprese sia un miglioramento delle condizioni economiche generali. “Abbiamo visto tornare l’interesse da parte dei clienti europei e asiatici”, ha raccontato un responsabile commerciale di una media impresa nel Kent. Resta però un ritmo contenuto e gli operatori invitano alla prudenza: “Il mercato è ancora molto sensibile ai prezzi dell’energia e alle tensioni geopolitiche”, ha aggiunto Dobson.
Il livello più alto in 15 mesi, ma sotto le aspettative
Il valore di 50,6 punti è il massimo da oltre un anno, ma resta sotto le previsioni degli economisti. A metà dicembre la stima preliminare parlava di un possibile balzo fino a 51,2 punti. “La differenza tra la stima e il dato finale suggerisce che alcune aziende hanno avuto difficoltà nelle ultime settimane del 2025”, ha spiegato James Smith, economista di ING Bank a Londra. In particolare, le imprese più legate all’export hanno segnalato ritardi nelle consegne e costi di trasporto ancora alti.
Occupazione stabile, investimenti in attesa
Sul fronte dell’occupazione, il rapporto S&P Global parla di una situazione sostanzialmente stabile: poche nuove assunzioni, ma anche meno licenziamenti rispetto ai mesi scorsi. “Le aziende sono caute: aspettano di vedere se la ripresa si consolida prima di assumere nuovo personale”, ha detto Smith. Qualche stabilimento, soprattutto nelle Midlands, ha però annunciato piccoli aumenti nei turni produttivi a partire da gennaio.
Reazioni tiepide e prospettive per il 2026
Gli operatori del settore restano prudenti. “Non siamo ancora fuori pericolo”, ha detto il direttore generale di una storica azienda metalmeccanica di Sheffield. “C’è un po’ di ottimismo, ma servono segnali più forti sugli investimenti pubblici e privati”. Anche le associazioni di categoria chiedono interventi mirati: “Il governo dovrebbe aiutare l’innovazione e alleggerire il carico fiscale sulle imprese”, ha detto Make UK, la principale confederazione industriale britannica.
Un quadro internazionale ancora incerto
La situazione fuori dal Regno Unito resta complicata. Le tensioni commerciali con alcuni partner europei e le incertezze sui costi delle materie prime pesano sulle prospettive del settore. Secondo S&P Global, la crescita della manifattura britannica potrà rafforzarsi solo se la domanda interna si manterrà solida e i mercati esteri torneranno a offrire sbocchi stabili. Per ora, il dato di dicembre è letto come un segnale positivo, ma non ancora definitivo: “Serve continuità nei prossimi mesi”, ha concluso Dobson.
In chiusura, la manifattura del Regno Unito chiude il 2025 con qualche segnale di fiducia in più rispetto ai mesi precedenti. Ma la strada verso una vera ripresa resta lunga e piena di incognite.
