Mel Gibson: una vita di sfide e ribellioni a 70 anni

Mel Gibson: una vita di sfide e ribellioni a 70 anni

Mel Gibson: una vita di sfide e ribellioni a 70 anni

Giada Liguori

Gennaio 2, 2026

Roma, 2 gennaio 2026 – Mel Gibson, uno degli attori e registi più discussi e riconoscibili del panorama cinematografico contemporaneo, spegnerà 70 candeline domani, 3 gennaio. E anche questa volta lo troviamo sotto i riflettori, ma non a Hollywood. È a Matera, tra i suoi celebri sassi, dove – secondo fonti vicine alla produzione – sta girando in gran segreto il sequel de “La passione di Cristo”. Il film, intitolato “La Resurrezione”, è atteso nelle sale nel 2027. Un compleanno che arriva come sempre accompagnato da luci e ombre: Gibson resta un artista amato e controverso, capace di dividere opinioni con le sue scelte e il suo carattere.

Sette decenni di cinema e numeri da record

Nato a Peekskill, New York, da una famiglia irlandese-americana, Mel Columcille Gerard Gibson ha vissuto una vita in movimento. Ha il doppio passaporto, americano e irlandese, e anche la cittadinanza australiana, dove si è trasferito con la famiglia a 12 anni. “Oggi il mio cuore batte in Italia”, ha detto più volte negli ultimi tempi, lasciando intuire un legame speciale con il nostro Paese, rafforzato dalle riprese in Basilicata.

I numeri parlano chiaro nella carriera di Gibson. Ha collezionato trenta nomination tra Oscar e Golden Globe, con otto premi vinti. Nel 1995 è arrivato il grande successo con “Braveheart”, che si è portato a casa cinque statuette, tra cui miglior film e miglior regia. Nel 2016 ha bissato con “Hacksaw Ridge”. Nella sua vita privata, invece, è stato il sesto di undici fratelli – incluso il gemello Donal – e ha nove figli da tre relazioni diverse. Non sono mancate le cronache intense: dal costoso divorzio da Robyn Moore nel 2011 (420 milioni di dollari), alla turbolenta storia con Oksana Grigorieva, finita in tribunale, fino alla stabilità ritrovata dal 2014 con Rosalind Ross, madre del suo ultimo figlio Lars.

Dall’Australia a Hollywood: un viaggio tra ruoli iconici e sfide da regista

La sua avventura nel cinema parte dall’Australia: 400 dollari per “Summer City” nel 1977 e 9.000 per il primo “Mad Max” nel 1979. Poi la scalata è stata inarrestabile: arrivando a guadagnare 25 milioni di dollari per “The Patriot” nel 2000. Ma per Gibson non è mai stata solo questione di soldi. Da attore ha dato vita a personaggi diventati icone: Max Rockatansky nella trilogia di George Miller, il detective Martin Riggs in “Arma letale” con Danny Glover, e naturalmente William Wallace in “Braveheart”. “Ho sempre cercato ruoli che avessero qualcosa da dire”, ha raccontato in un’intervista a Variety.

Dietro la macchina da presa ha scelto spesso strade complicate. Film imponenti girati in lingue antiche – aramaico per “La passione di Cristo”, maya per “Apocalypto” – e con una forte impronta spirituale. “Non mi interessa piacere a tutti”, ha detto tempo fa. “Preferisco rischiare.” Il successo commerciale è andato di pari passo con critiche dure e polemiche, soprattutto dopo l’uscita de “La passione di Cristo” nel 2004.

Tra alti e bassi, un artista mai banale

Ridurre Gibson a solo attore o solo regista non basta. È stato anche produttore – la sua Icon Productions è una delle realtà più solide di Hollywood – filantropo e imprenditore immobiliare. Ma ha collezionato anche cadute pubbliche: arresti per guida in stato d’ebbrezza, accuse di violenza domestica, e frasi controverse che gli sono costate l’allontanamento di parte dell’industria. “Ho fatto errori gravi”, ha ammesso nel 2017, “ma non mi sono mai arreso”.

Negli ultimi anni si è fatto vedere meno sul grande schermo. Dopo ruoli d’autore come in “The Million Dollar Hotel” di Wim Wenders (2000), si è dedicato a film d’azione come “I mercenari” o a progetti più intimi come “Il professore e il pazzo” con Sean Penn. In totale, ha recitato in sessanta film, prodotto dieci e diretto sette.

Matera e il futuro: un uomo lontano dai riflettori

Mentre a Matera continuano le riprese di “La Resurrezione”, Gibson sembra aver trovato una nuova dimensione, più defilata rispetto ai riflettori di Hollywood. Ma le polemiche non lo lasciano mai: dal movimento #MeToo alle sue recenti posizioni sulle guerre in Medio Oriente. “Non voglio essere popolare”, ha ribadito pochi mesi fa in un incontro con la stampa locale. “Mi interessa raccontare storie che abbiano un senso.”

A settant’anni, Mel Gibson resta un mistero affascinante nel mondo del cinema: un artista carismatico e divisivo, capace di reinventarsi senza mai perdere se stesso. E mentre Matera si prepara ad accoglierlo per il compleanno – forse come un nuovo messia tra i suoi sassi – il cinema aspetta la sua prossima mossa. Le polemiche sono pronte a seguirlo ancora.