Porsche si rinnova: Leiters prende le redini della casa automobilistica

Porsche si rinnova: Leiters prende le redini della casa automobilistica

Porsche si rinnova: Leiters prende le redini della casa automobilistica

Giada Liguori

Gennaio 2, 2026

Stoccarda, 2 gennaio 2026 – Michael Leiters è il nuovo capo di Porsche. Ha preso il posto di Oliver Blume, che continuerà a guidare il gruppo Volkswagen come amministratore delegato. Il passaggio di consegne, annunciato qualche settimana fa e ufficializzato con l’inizio del nuovo anno, segna una svolta importante per la storica casa automobilistica tedesca. Porsche si trova infatti in una fase di grandi cambiamenti e sfide difficili sui mercati internazionali.

Leiters al timone: “Il ruolo più stimolante del settore”

Porsche è un marchio unico, con prodotti straordinari, un design inconfondibile e una storia senza pari”, ha scritto Leiters in un post pubblicato questa mattina su LinkedIn. Nato nel 1971, il manager tedesco ha aggiunto: “Guardando avanti, vogliamo continuare a emozionare le persone in tutto il mondo, con auto sportive e una squadra che ogni giorno dimostra forza e passione”.

Leiters, che ha guidato lo sviluppo tecnico di Ferrari e McLaren negli ultimi anni, non ha nascosto il suo entusiasmo: “Per me è il ruolo più appassionante dell’intero settore automobilistico”.

Il cambio al vertice arriva dopo un periodo in cui Blume aveva il doppio incarico di CEO sia di Volkswagen che di Porsche. Una soluzione temporanea che, secondo alcune fonti interne, aveva complicato la gestione quotidiana di entrambe le aziende. Da oggi, la divisione delle responsabilità dovrebbe aiutare entrambi i manager a concentrarsi meglio sulle loro strategie.

Cina in crisi e mercato del lusso sotto pressione

Il momento in cui Leiters prende il comando non è affatto semplice. Porsche sta vivendo un momento difficile soprattutto in Cina. Secondo i dati dell’associazione dei costruttori locali, nel 2025 le consegne del marchio tedesco sono scese di oltre il 12%. Un dato pesante, visto che la Cina pesa per circa il 30% delle vendite globali del gruppo.

I problemi non vengono solo dalla concorrenza interna, sempre più agguerrita con marchi come BYD e Nio che stanno conquistando clienti premium. C’è anche una crisi strutturale del ceto medio cinese. Ming Zhao, analista di SinoAuto, spiega: “La domanda di auto di lusso è in calo da almeno sei mesi, e Porsche è uno dei marchi più esposti”. Una situazione che obbliga il gruppo a rivedere le strategie di vendita e a cercare nuove formule per il mercato.

Motori a combustione e trattative con i sindacati

Sul fronte industriale, Porsche deve affrontare una doppia sfida. Da una parte, mantenere gli investimenti sui motori a combustione, ancora richiesti da molti clienti storici. Dall’altra, accelerare la spinta verso l’elettrico. Un equilibrio difficile, come ha spiegato un dirigente vicino al consiglio: “Dovremo spostare risorse per tenere attive entrambe le linee produttive almeno fino al 2030”.

C’è anche il nodo del nuovo piano di risparmi, avviato da Blume con i sindacati nel secondo semestre del 2025. L’obiettivo è trovare un accordo entro il primo trimestre del 2026. Secondo fonti sindacali tedesche, la trattativa riguarda soprattutto la riduzione dei costi nelle fabbriche di Zuffenhausen e Leipzig. “Non accetteremo tagli a caso”, ha avvertito ieri sera Uwe Hück, storico rappresentante dei lavoratori Porsche.

Una nuova fase per il marchio che ha fatto la storia

La nomina di Leiters apre quindi una nuova fase per Porsche, chiamata a difendere la propria identità in un settore che cambia rapidamente. Il nuovo CEO eredita una squadra solida, con oltre 36mila dipendenti nel mondo, ma anche diverse questioni aperte che richiederanno decisioni rapide. Solo il tempo dirà se la promessa di “continuare a ispirare le persone” si tradurrà in risultati concreti, tra innovazione tecnologica e fedeltà alle radici sportive del marchio.

Intanto, a Stoccarda si respira attesa. E non manca una certa pressione.