Rallentamento della manifattura in Spagna: il Pmi scende a 49,6 a dicembre

Rallentamento della manifattura in Spagna: il Pmi scende a 49,6 a dicembre

Rallentamento della manifattura in Spagna: il Pmi scende a 49,6 a dicembre

Giada Liguori

Gennaio 2, 2026

Madrid, 2 gennaio 2026 – Il manifatturiero spagnolo ha rallentato a dicembre, segnando la prima battuta d’arresto da aprile. A dirlo sono i dati appena pubblicati da S&P Global. L’indice Hcob PMI manufacturing, che tiene d’occhio la salute delle attività industriali, è sceso a 49,6 punti, rispetto ai 51,5 di novembre. Un dato peggiore delle previsioni, che puntavano a quota 51.

Produzione e nuovi ordini in calo: i primi segnali di difficoltà

Il report, uscito alle 9 del mattino, mostra come la flessione dell’indice PMI sia legata sia a una diminuzione della produzione sia a un calo dei nuovi ordini. Le aziende parlano di una domanda interna più debole e di una riduzione degli ordini dall’estero, soprattutto da mercati chiave come Francia e Germania. “Già da fine novembre vediamo meno commesse”, racconta Javier Martínez, direttore commerciale di una media impresa tessile di Barcellona. “I clienti sono più cauti, aspettano di capire meglio come andrà l’economia”.

Sotto quota 50: un campanello d’allarme per il manifatturiero

Il valore di 49,6 punti non è un dettaglio da poco: la soglia dei 50 segna il confine tra crescita e contrazione. Stare sotto vuol dire che il settore sta perdendo terreno. È dal mese di aprile che non si vedeva un dato così basso nel manifatturiero spagnolo. Gli esperti di S&P Global parlano di un “campanello d’allarme”, anche se non di una crisi imminente. “Il rallentamento c’è, ma non è ancora drammatico”, sottolinea Paul Smith, economista che ha curato il report.

Le cause dietro il rallentamento: inflazione, bollette e incertezza globale

Tra le ragioni principali del calo ci sono l’inflazione ancora alta, i costi dell’energia che restano sopra la media e l’incertezza legata al commercio internazionale. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e le tensioni nel Mar Rosso hanno complicato le catene di approvvigionamento. “I prezzi delle materie prime sono stabili rispetto all’estate, ma la logistica pesa ancora molto”, spiega un responsabile acquisti di una fabbrica a Valencia. In questo clima, molte aziende hanno deciso di rallentare la produzione per non ritrovarsi con troppi magazzini pieni.

Le imprese reagiscono con prudenza

Nel distretto industriale di Bilbao, diversi imprenditori confermano un atteggiamento cauto. “Stiamo seguendo la situazione settimana dopo settimana”, dice un manager del settore metalmeccanico. “Non si prevedono licenziamenti o chiusure a breve, ma meglio non abbassare la guardia”. Anche le associazioni di categoria invitano a mantenere la calma: per la Confederación Española de Organizaciones Empresariales (CEOE), questo dato va visto in un quadro europeo, dove anche Francia e Germania segnalano rallentamenti simili.

Il 2026 davanti a noi: attese prudenti

Guardando ai mesi che verranno, gli analisti sono cauti. Il Fondo Monetario Internazionale stima per la Spagna una crescita del PIL intorno all’1,7% nel 2026. Un risultato un po’ sopra la media europea, ma sotto le attese di inizio anno. “Il manifatturiero resta un pilastro dell’economia spagnola”, ricorda Ana López, docente di economia industriale all’Università Complutense di Madrid. “Ma dovrà fare i conti con un mondo sempre più incerto e competitivo”.

Un dato da tenere d’occhio

In breve, il calo dell’indice Hcob PMI manufacturing a dicembre è un segnale da non sottovalutare per il cuore produttivo della Spagna. Le imprese procedono con cautela, tra costi alti e domanda debole. Il governo osserva con attenzione. Solo nei prossimi mesi si capirà se si tratta di un semplice stop momentaneo o dell’avvio di un periodo più complicato per l’industria nazionale.