Scoperta rivoluzionaria: un sistema robotico per la ricerca di nuovi antibiotici

Scoperta rivoluzionaria: un sistema robotico per la ricerca di nuovi antibiotici

Scoperta rivoluzionaria: un sistema robotico per la ricerca di nuovi antibiotici

Matteo Rigamonti

Gennaio 2, 2026

Londra, 2 gennaio 2026 – In appena una settimana, oltre 700 potenziali antibiotici sono stati creati e messi alla prova grazie a un robot automatico sviluppato dall’Università di York, nel Regno Unito. I risultati, pubblicati su Nature Communications, rappresentano un passo avanti nella lotta contro la resistenza agli antibiotici, un problema che da anni tiene in allarme la comunità scientifica di tutto il mondo.

Un robot che cambia il ritmo della ricerca

Il gruppo guidato da Angelo Frei, ricercatore svizzero e coordinatore dello studio, spiega che questo sistema supera i limiti dei metodi tradizionali, spesso troppo lenti per rispondere alle emergenze sanitarie. “I metodi classici di screening sono lenti”, ha detto Frei, “e l’industria farmaceutica si è in gran parte ritirata da questo campo perché i guadagni sono bassi. Serve un modo diverso di lavorare”. In pratica, grazie al robot si è riusciti a testare in pochi giorni quello che prima avrebbe richiesto mesi di lavoro manuale, esplorando le combinazioni di quasi 200 molecole con 5 diversi metalli.

Complessi metallici: una strada tutta nuova

A differenza degli antibiotici tradizionali, che sono per lo più molecole piatte a base di carbonio, i ricercatori si sono concentrati su complessi metallici tridimensionali. La scelta non è casuale: la forma particolare di questi composti permette di attaccare i batteri in modo diverso rispetto alle molecole abituali. “Non stiamo solo cercando un nuovo farmaco”, ha sottolineato Frei, “ma stiamo mettendo a punto un metodo che ci aiuta a trovare l’ago nel pagliaio molto più in fretta”.

Una molecola promettente a base di iridio

Tra i tanti candidati testati, il sistema ha individuato una molecola con metallo iridio. Secondo i dati pubblicati, questa sostanza uccide diversi tipi di batteri senza danneggiare le cellule umane. Un aspetto cruciale, visto che la tossicità è uno degli ostacoli più grandi nello sviluppo di nuovi antibiotici. Gli autori precisano che si tratta solo di un primo passo, ma la rapidità con cui è stata trovata apre nuove strade alla ricerca.

Una risposta urgente alla resistenza agli antibiotici

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la resistenza agli antibiotici una delle minacce più gravi per la salute globale. Ogni anno, secondo le stime, centinaia di migliaia di persone muoiono perché le infezioni non rispondono più ai farmaci disponibili. “Il composto a base di iridio che abbiamo trovato è davvero promettente”, ha ammesso Frei, “ma il vero punto di svolta è la velocità con cui ci siamo arrivati. Questo metodo potrebbe essere la chiave per evitare un futuro in cui anche le infezioni più comuni diventino pericolose”.

Cosa aspettarsi e quali sono i limiti

Il robot di York non promette soluzioni immediate, ma mette in mano ai ricercatori uno strumento concreto per accelerare la scoperta di nuovi antibiotici. Gli esperti avvertono che serviranno altri studi per confermare l’efficacia e la sicurezza delle molecole, prima sugli animali e poi sull’uomo. Tuttavia, questo sistema potrebbe tagliare di molto tempi e costi, rendendo più sostenibile lo sviluppo di nuovi farmaci anche per le aziende farmaceutiche.

Un cambio di passo nella ricerca farmaceutica

La scelta di puntare sui complessi metallici e sull’automazione mostra una tendenza chiara nel settore: cercare soluzioni nuove a problemi che sembravano senza uscita. “Dobbiamo cambiare approccio”, ha ribadito Frei durante la presentazione. Solo così si potrà invertire la rotta e evitare una crisi sanitaria globale legata alla resistenza agli antibiotici.

Per ora, il laboratorio di York resta un punto di riferimento per chi cerca nuove strade nella lotta contro le infezioni resistenti. E la comunità scientifica segue con attenzione i prossimi passi.