Milano, 2 gennaio 2026 – Intelligenza artificiale, sostenibilità e nuove competenze: sono queste le direttrici che, secondo la Salary Survey 2026 di Michael Page, segneranno le opportunità di lavoro nei prossimi mesi. Dopo un anno di alti e bassi, con cambiamenti improvvisi e incertezze, il mercato del lavoro italiano si prepara a una trasformazione profonda. “Il 2026 si prospetta un anno molto vivace, con l’evoluzione delle competenze e degli stipendi al centro dell’attenzione”, ha spiegato Tomaso Mainini, amministratore delegato di Michael Page Italia. I talenti puntano su flessibilità, riconoscimento e crescita professionale. Le aziende, invece, devono rivedere le loro strategie per attirare e trattenere i migliori.
Trasparenza salariale: la nuova sfida europea
Un cambiamento importante arriva dalla nuova direttiva Ue sulla trasparenza salariale. Le imprese dovranno indicare chiaramente le fasce di stipendio già negli annunci di lavoro. Secondo un’indagine di Michael Page, il 32% dei lavoratori italiani percepisce ancora un divario tra stipendi di uomini e donne. E il 66% delle aziende non ha una struttura salariale trasparente. Questa nuova legge, insieme all’inflazione e alle aspettative di chi cerca lavoro — sempre più attento a benessere e valori — sta già cambiando il modo in cui si costruiscono i pacchetti retributivi. Le aziende devono aggiornare le offerte per non perdere i talenti in un mercato che corre veloce.
Finanza, digitale e sostenibilità: i settori da tenere d’occhio
Il settore finanziario resta uno dei più attivi, spinto dagli investimenti privati e da fusioni e acquisizioni. Nel 2025, l’arrivo dell’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la pianificazione e le previsioni, permettendo decisioni più rapide e basate sui dati. La domanda si concentra su profili misti: controller capaci di gestire grandi volumi di dati, contabili con competenze digitali, CFO con visione d’insieme e abilità relazionali. Anche il settore bancario si sta trasformando, con nuovi attori internazionali e fusioni tra gruppi storici. Gli stipendi per ruoli chiave e specialistici stanno salendo, mentre le aziende investono in tecnologie sempre più avanzate.
Tra i settori più promettenti nel 2026 ci sono Fintech, pagamenti digitali, infrastrutture, energia, real estate e insurance tech. Invece, retail banking e assicurazioni tradizionali mostrano segnali di rallentamento. Tra le figure più richieste spiccano controller e tecnici di business con capacità di programmazione e analisi dati. L’ascesa degli asset digitali e delle stablecoin sta cambiando il mercato: meno spazio per ruoli operativi classici, più opportunità per chi ha competenze in finanza digitale.
Industria: tra solidità e innovazione
L’industria dà segnali di stabilità. Il settore Food & Beverage guida la ripresa, sostenuto da una domanda costante e da una spinta verso la sostenibilità e l’innovazione lungo tutta la filiera, dall’automazione al packaging. Le energie rinnovabili continuano a crescere: il 2026 potrebbe essere l’anno di un’accelerata su fotovoltaico, eolico e idrogeno. La manifattura si muove verso lo smart manufacturing, con investimenti in intelligenza artificiale, sicurezza informatica e cloud. Le aziende cercano profili lean, automation engineer, specialisti ESG e project manager per infrastrutture. Cresce anche la richiesta di manager con una visione ampia, che sappiano unire competenze tecniche a soft skill, attenzione ai dati, alle norme e alle nuove tecnologie.
Il settore automotive soffre ancora per i dazi e le tensioni geopolitiche: gli investimenti sono fermi e i nuovi progetti pochi. Anche il mercato dei trasporti ha rallentato, ma ha fatto emergere nuove esigenze commerciali. Due figure si distinguono per importanza: il Solution Designer Logistica, fondamentale per ottimizzare processi e costi, e il commerciale per trasporti internazionali, chiave per allargare la rete clienti.
Sanità, farmaceutico e ospitalità in crescita
Nel campo sanitario cresce la domanda di profili con competenze in intelligenza artificiale, robotica, genomica e medicina preventiva. Aumenta molto anche la richiesta per la medicina estetica e della longevità: c’è bisogno di medici anti-aging, mentre calano le richieste per ruoli generici come operatori di laboratorio o figure marketing.
Il settore farmaceutico mostra segnali positivi, spinto dal mercato dei biosimilari — dove l’Italia è leader in Europa per volumi — e dall’uso di soluzioni digitali come telemedicina ed e-health. Rimane però la carenza di talenti per i ruoli regolatori. Anche i dispositivi medici crescono, grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo, cloud e GenAI. Le figure più richieste sono esperti in qualità e regolamentazione, profili R&D e venditori con competenze specifiche.
L’ospitalità italiana è in forte crescita, sostenuta da eventi come Olimpiadi Milano-Cortina e Giubileo 2025. L’offerta si sposta verso strutture di alta gamma, con sempre più catene internazionali. La domanda turistica cresce soprattutto grazie al turismo esperienziale e all’interesse per borghi e aree interne, con Puglia, Sicilia e Umbria in prima fila. La tecnologia gioca un ruolo cruciale: strumenti digitali, intelligenza artificiale e realtà aumentata stanno cambiando il modo in cui si vive l’esperienza turistica.
Tecnologia e cybersecurity: il cuore della trasformazione
Nel 2026 saranno intelligenza artificiale e tecnologie predittive a spingere il mercato del lavoro. Cresce la richiesta di profili flessibili, orientati ai progetti e capaci di muoversi in ambienti complessi. Il report Talent Trends 2025 mostra che la soddisfazione professionale nei profili tech è in aumento (57%, +4 punti), spingendo molti a valutare con attenzione nuove opportunità. Le aziende puntano a trattenere i talenti con una cultura interna forte e percorsi di crescita.
La cybersecurity è il settore che cresce di più, con particolare attenzione alla sicurezza dei sistemi industriali (OT Security). Il mercato IT italiano è in positivo: intelligenza artificiale, automazione e cloud sono le parole d’ordine.
Cresce anche la domanda di figure commerciali nel settore dei servizi, nel commercio digitale, nel retail e nell’ospitalità. L’aumento della domanda di servizi, la digitalizzazione dei canali di vendita e la gestione dei clienti richiedono nuove competenze commerciali.
“Il 2026 sarà un anno di svolta per il lavoro”, ha concluso Mainini. “Le aziende dovranno investire in trasparenza, tecnologia e cultura aziendale per attirare i migliori talenti. I professionisti cercheranno ambienti che sappiano valorizzare competenze, crescita e benessere”.
