Tragedia in famiglia: bimbo di tre anni perde la vita per intossicazione da monossido in casa

Tragedia in famiglia: bimbo di tre anni perde la vita per intossicazione da monossido in casa

Tragedia in famiglia: bimbo di tre anni perde la vita per intossicazione da monossido in casa

Matteo Rigamonti

Gennaio 2, 2026

Brescia, 2 gennaio 2026 – Un bimbo di tre anni è morto ieri sera a Calvagese della Riviera, in provincia di Brescia, dopo essere stato avvelenato dal monossido di carbonio sprigionato da una stufa guasta in casa. Con lui c’erano la madre, trentenne, e il fratellino di cinque anni: entrambi sono stati soccorsi e portati d’urgenza in ospedale, ma i medici escludono pericoli per la loro vita.

Monossido di carbonio, un pericolo invisibile che miete vittime

L’allarme è scattato intorno alle 18, come racconta il 118. La madre, di origine pakistana, si è accorta che i bambini non rispondevano come al solito. Una vicina ha sentito rumori strani e ha detto: “Ho visto arrivare i soccorsi, c’era confusione. Nessuno capiva cosa stava succedendo”. Solo quando sono arrivati i sanitari è emersa la causa: il gas inodore e velenoso che usciva dalla stufa.

I soccorritori hanno trovato tutti e tre in condizioni critiche. La mamma e il figlio più grande sono stati portati in codice giallo all’ospedale Poliambulanza di Brescia. Per il più piccolo, invece, nonostante i tentativi di rianimazione sul posto e durante il trasporto, non c’è stato niente da fare. “Abbiamo fatto il possibile”, ha detto uno degli operatori.

Stufa difettosa, le prime ipotesi

I carabinieri e i vigili del fuoco hanno iniziato le verifiche: tutto punta al malfunzionamento della stufa di casa. Pare che l’apparecchio abbia cominciato a sprigionare monossido senza che nessuno se ne accorgesse: un gas senza odore né colore, difficile da individuare senza rilevatori.

Le autorità stanno facendo altri controlli per capire esattamente cosa è successo. Vogliono sapere se la stufa era stata controllata regolarmente o se c’erano già segnali di problemi. “Stiamo raccogliendo ogni informazione utile”, ha detto un investigatore. Al momento, non risultano segnalazioni o richieste di intervento nei giorni prima della tragedia.

Il paese sotto choc

A Calvagese della Riviera, poco più di 3.500 abitanti, la notizia ha sconvolto tutti. La comunità si è stretta intorno alla famiglia colpita. I vicini raccontano che la famiglia si era trasferita da pochi anni e che i bambini andavano alla scuola materna del paese. “Non ci sono parole per questa tragedia – ha detto un residente – siamo tutti scioccati”.

Il sindaco, Giovanni Bertoni, ha espresso il suo cordoglio: “Una perdita così ti lascia senza fiato. Siamo vicini alla madre e al fratellino, sperando che si riprendano presto”. Nel frattempo, la scuola ha annunciato che offrirà supporto psicologico a insegnanti e alunni.

Un campanello d’allarme per la sicurezza in casa

Questa tragedia riporta l’attenzione sui rischi legati a stufe e impianti di riscaldamento non controllati. Il monossido di carbonio resta una delle principali cause di avvelenamenti domestici in Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno si contano decine di casi gravi, spesso per apparecchi difettosi o mancanza di aria fresca.

Gli esperti consigliano controlli regolari e l’installazione di rilevatori di gas. “Basta poco per evitare disastri del genere”, dice un tecnico locale. Solo così si potrà sperare di fermare tragedie come quella di ieri a Calvagese.

Le indagini vanno avanti: nelle prossime ore saranno ascoltati i familiari e si faranno nuovi controlli sulla stufa e sull’impianto. La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità.