Ginevra, 3 gennaio 2026 – Ventiquattro pazienti sono stati trasferiti nelle ultime ore dagli ospedali di Crans-Montana verso centri specializzati in Belgio, Francia, Germania e Italia. La Svizzera aveva chiesto aiuto attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea. La notizia è stata confermata ieri sera dalla Commissione Ue, mentre i trasferimenti continuano senza sosta.
Trasferimenti internazionali: una macchina organizzativa in movimento
Da Bruxelles fanno sapere che la logistica per il trasporto medico è stata coordinata da Francia, Italia, Lussemburgo, Romania e Svizzera. Un’operazione complessa che ha coinvolto ambulanze attrezzate e voli sanitari, partiti a scaglioni tra il pomeriggio del 2 e la mattina del 3 gennaio. I pazienti, tutti con ustioni gravi causate dall’incidente di Crans-Montana, sono stati accolti in reparti specializzati di Bruxelles, Parigi, Lione, Monaco di Baviera, Milano e Torino.
Un funzionario della Protezione civile italiana, contattato stamattina alle 8.30, ha spiegato: “La richiesta ci è arrivata nella notte tra il 1° e il 2 gennaio. I nostri mezzi sono partiti da Torino e Milano poco dopo l’alba”. L’Italia ha messo a disposizione quattro posti letto in terapia intensiva per ustionati.
Specialisti europei al fianco dei medici svizzeri
Non solo trasferimenti. Francia e Italia hanno inviato anche team di esperti per le ustioni. Questi gruppi stanno lavorando insieme ai medici degli ospedali svizzeri nel Canton Vallese e a Losanna, offrendo consulenze e supporto diretto. “In situazioni come questa la collaborazione è essenziale”, spiega il dottor Jean-Luc Martin, responsabile del centro ustioni di Lione. “Abbiamo portato protocolli aggiornati e personale con esperienza in grandi emergenze”.
Le fonti ospedaliere svizzere parlano di una situazione ancora critica. “Alcuni pazienti sono ancora molto gravi”, conferma un medico del CHUV di Losanna. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire l’evoluzione clinica.
Solidarietà europea: numeri che raccontano un impegno concreto
Dalla richiesta di aiuto inviata dalla Svizzera il pomeriggio del 1° gennaio, sono stati 21 i paesi europei a offrire aiuto in varie forme: 18 hanno dato disponibilità per curare i pazienti, 9 per il trasporto sanitario e 6 hanno mandato esperti sul posto. La Commissione Ue ha sottolineato come il Meccanismo di protezione civile sia uno strumento fondamentale per rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie che superano i confini.
Il portavoce Johannes Bahrke ha detto: “La solidarietà europea si vede nei fatti. In poche ore abbiamo mobilitato risorse e competenze da tutto il continente”.
Incidente a Crans-Montana: le indagini sono aperte
Le cause dell’incidente che ha colpito decine di persone a Crans-Montana restano da chiarire. Secondo le prime ricostruzioni della polizia cantonale, si tratterebbe di un’esplosione accidentale in una struttura alberghiera nella notte di Capodanno. Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per capire se ci siano responsabilità. Sul posto sono intervenuti anche tecnici dei vigili del fuoco italiani e francesi per aiutare nelle operazioni di messa in sicurezza.
Crans-Montana sotto choc: la vita che cerca di ripartire
A Crans-Montana, località sciistica nel cuore del Vallese, l’atmosfera è ancora tesa. Negozi aperti a singhiozzo, turisti che si fermano davanti alle transenne. “Non abbiamo mai visto niente di simile”, racconta una commerciante del centro. Le autorità locali hanno allestito un punto informativo per i familiari delle vittime nel municipio.
Questa risposta europea – fatta di trasferimenti rapidi, supporto medico e presenza di specialisti – mette alla prova la cooperazione sanitaria internazionale. Sarà nelle prossime settimane che si potrà capire davvero l’impatto di questo intervento su pazienti e comunità coinvolte.
