Catturati e portati via: il clamoroso destino di Trump, Maduro e le loro consorti

Catturati e portati via: il clamoroso destino di Trump, Maduro e le loro consorti

Catturati e portati via: il clamoroso destino di Trump, Maduro e le loro consorti

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

Washington, 3 gennaio 2026 – Nella notte gli Stati Uniti hanno annunciato di aver portato a termine un’operazione militare su vasta scala in Venezuela, conclusasi con la cattura del presidente Nicolas Maduro e della moglie. La notizia è arrivata direttamente dal presidente americano, che su Truth – la piattaforma social che usa per comunicare ufficialmente – ha pubblicato un messaggio breve ma chiaro: “L’operazione è stata condotta insieme alle forze dell’ordine statunitensi. Seguiranno dettagli”.

Colpo lampo: Maduro preso e operazione lampo

Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, l’intervento militare è scattato nelle prime ore del mattino, ora locale di Caracas. Fonti vicine al Pentagono parlano di un blitz veloce, preparato da settimane, con reparti speciali e agenti dell’intelligence coinvolti. “Abbiamo agito per garantire la sicurezza regionale e ripristinare la legalità internazionale”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato, senza entrare nei particolari sull’operazione.

La cattura di Nicolas Maduro, al potere dal 2013 dopo la morte di Hugo Chávez, segna una svolta nella crisi venezuelana. Da mesi gli Stati Uniti avevano intensificato la pressione diplomatica e le sanzioni contro il regime, accusato di violazioni dei diritti umani e repressione dell’opposizione. Solo nelle ultime settimane, secondo fonti diplomatiche, si erano moltiplicati i segnali di un possibile intervento diretto.

Reazioni nel mondo: incertezza e cautela

La notizia dell’arresto ha fatto rapidamente il giro delle capitali. A Bruxelles, l’Alto rappresentante Ue per la politica estera ha chiesto “chiarezza sulle condizioni di detenzione di Maduro” e il rispetto delle norme internazionali. In Sudamerica, invece, le reazioni sono più misurate: il presidente colombiano ha parlato di “evento che cambia gli equilibri”, mentre il Brasile ha convocato una riunione d’emergenza con i ministri della Difesa e degli Esteri.

A Caracas la tensione è palpabile. Testimoni riferiscono di posti di blocco nelle principali vie e di un massiccio dispiegamento di militari attorno ai centri del potere. “Non sappiamo cosa succederà adesso”, racconta una donna vicino a Plaza Bolívar, nel cuore della città. “C’è paura, ma anche speranza che qualcosa possa finalmente cambiare”.

Venezuela, cosa succede ora?

Il futuro politico del Venezuela resta incerto nelle prossime ore. Le prime ricostruzioni parlano di alcuni membri del governo riusciti a fuggire, mentre altri sarebbero agli arresti domiciliari. Non è chiaro chi prenderà il comando ad interim: nelle scorse settimane l’opposizione aveva chiesto più volte l’intervento internazionale per favorire una transizione pacifica.

“È un momento delicato”, ammette un diplomatico europeo a Caracas. “Il rischio è che si apra una fase di instabilità, con conseguenze imprevedibili dentro e fuori dal Paese”. Gli Stati Uniti, da parte loro, assicurano che “vigileranno perché si rispetti la volontà del popolo venezuelano”, ma per ora non sono stati annunciati piani per la ricostruzione delle istituzioni.

Maduro portato in un luogo segreto

Non è chiaro dove sia stato portato Nicolas Maduro dopo la cattura. Fonti americane citate dalla CNN dicono che l’ex presidente e la moglie Cilia Flores sono stati trasferiti fuori dal Venezuela su un aereo militare statunitense. Non ci sono conferme ufficiali sulle loro condizioni o sulla destinazione.

In attesa di nuovi dettagli, promessi dalla Casa Bianca nelle prossime ore, la comunità internazionale segue con attenzione. Il Venezuela, già piegato da anni di crisi economica e sociale, si trova ora a un punto decisivo della sua storia. Solo nelle settimane a venire si capirà se l’intervento americano sarà davvero l’inizio di una svolta o se aprirà scenari ancora più complicati.