Chigi: la legittima difesa al posto dell’azione militare in Venezuela

Chigi: la legittima difesa al posto dell'azione militare in Venezuela

Chigi: la legittima difesa al posto dell'azione militare in Venezuela

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

Roma, 3 gennaio 2026 – Nel pomeriggio di oggi, Palazzo Chigi ha rilanciato la posizione del Governo italiano sulla crisi in Venezuela, mettendo in chiaro che un’azione militare esterna non è la strada giusta per mettere fine ai regimi autoritari. La nota arriva dopo giorni di tensioni e confronti tra le principali capitali europee, e segna la linea netta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni su un tema ancora caldo nella diplomazia internazionale.

Italia, prudenza e no alle guerre fuori casa

Nel comunicato, Palazzo Chigi richiama la “storica posizione dell’Italia”, fatta di cautela e riserbo quando si parla di interventi militari oltre i confini nazionali. “Il Governo ritiene che l’azione militare esterna non sia la via per far cadere regimi totalitari”, si legge nel testo. Una frase che, secondo fonti vicine al Ministero degli Esteri, serve a chiudere ogni discorso su un possibile coinvolgimento italiano in operazioni armate in Sud America.

Questa posizione arriva in un momento in cui la pressione internazionale si fa più forte, soprattutto da parte degli Stati Uniti e di alcuni Paesi europei, che nelle ultime settimane hanno puntato il dito contro il governo di Nicolás Maduro. Ma da Roma arriva un messaggio chiaro: nessuna partecipazione diretta a missioni militari, almeno per ora.

Difesa e sicurezza, l’Italia non esclude la risposta alle minacce

Nonostante il no all’uso della forza per cambiare governi, il Governo non esclude la possibilità di un intervento difensivo se la sicurezza nazionale dovesse essere minacciata. “Si ritiene legittimo un intervento difensivo contro attacchi ibridi alla sicurezza del Paese”, si legge ancora nella nota. Un chiaro riferimento a nuove forme di aggressione, che non passano solo dalle armi tradizionali.

Il documento parla esplicitamente di “entità statuali che favoriscono e alimentano il narcotraffico”. Un passaggio che, secondo osservatori, è un chiaro rimando alle accuse degli Stati Uniti contro il Venezuela, considerato da Washington un punto chiave nelle rotte della droga verso l’Europa. “Non possiamo accettare che organizzazioni criminali trovino appoggio in governi stranieri”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Interno, restando anonimo.

Bruxelles, Washington e il nodo delle sanzioni

La posizione italiana arriva mentre a Bruxelles si discute una possibile revisione delle sanzioni contro Caracas. Nelle ultime ore il tema è stato al centro di una riunione straordinaria del Consiglio Affari Esteri dell’UE. Fonti diplomatiche riferiscono che l’Italia ha ribadito l’importanza di mantenere aperti i canali di dialogo con il governo venezuelano, evitando escalation militari che rischierebbero di far saltare un equilibrio già fragile.

Intanto a Washington, il Dipartimento di Stato ha accolto con prudenza la dichiarazione italiana. “Rispettiamo la posizione di Roma – ha detto un portavoce – ma crediamo che la comunità internazionale debba restare all’erta davanti alle minacce ibride dal Venezuela”. Nessuna risposta ufficiale dal governo Maduro, almeno fino al tardo pomeriggio.

Narcotraffico e attacchi ibridi: le preoccupazioni di Roma

Il richiamo agli “attacchi ibridi” e al narcotraffico non è casuale. Negli ultimi mesi, le autorità italiane hanno intensificato i controlli nei porti di Gioia Tauro e Genova, dopo una serie di sequestri record di cocaina proveniente dal Sud America. Secondo la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, nel 2025 sono state bloccate oltre 25 tonnellate di droga legate a cartelli venezuelani e colombiani.

“Il pericolo è che le organizzazioni criminali usino le rotte atlantiche per aggirare i controlli europei”, spiega un investigatore della Guardia di Finanza. Da qui la necessità – ribadita anche nella nota di Palazzo Chigi – di rafforzare la collaborazione internazionale in materia di sicurezza.

Una linea che scatena il dibattito politico

La decisione del Governo di seguire una strada autonoma rispetto agli alleati occidentali non è passata inosservata. Nei corridoi del Parlamento, alcuni esponenti dell’opposizione chiedono chiarezza sulla strategia dell’esecutivo. “Serve trasparenza sulle vere intenzioni dell’Italia”, ha detto il capogruppo del Partito Democratico alla Camera.

Nei prossimi giorni si vedrà se la prudenza italiana riuscirà a bilanciare sicurezza nazionale e diplomazia internazionale. Per ora, da Palazzo Chigi arriva un messaggio chiaro: niente avventure militari in Venezuela, ma massima attenzione alle minacce ibride che possono colpire il nostro Paese.