Guterres avverte: la cattura di Maduro segna un pericoloso precedente globale

Guterres avverte: la cattura di Maduro segna un pericoloso precedente globale

Guterres avverte: la cattura di Maduro segna un pericoloso precedente globale

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

New York, 3 gennaio 2026 – Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato un forte segnale di allarme sulla maniera in cui gli Stati Uniti hanno portato a termine la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro. In una nota diffusa dal portavoce Stéphane Dujarric, Guterres ha sottolineato che “il diritto internazionale non è stato rispettato” nell’operazione condotta nelle prime ore del 2 gennaio a Caracas da forze americane. Un’azione che, secondo il Segretario, può aprire la strada a “un pericoloso precedente” nelle relazioni tra Paesi e nelle crisi internazionali.

Guterres: “Serve dialogo, non colpi di mano”

Il comunicato dell’ONU è arrivato poco dopo le 20, ora italiana, quando la notizia della cattura di Maduro aveva già fatto il giro del mondo. “Chiedo a tutti in Venezuela di sedersi intorno a un tavolo e avviare un dialogo aperto e inclusivo, rispettando sempre i diritti umani e lo stato di diritto”, ha detto Guterres, ribadendo che solo soluzioni politiche e negoziate possono portare a una pace duratura. “Interventi unilaterali come questo rischiano di destabilizzare l’intera regione e di minare la fiducia nelle istituzioni internazionali”, ha aggiunto.

Fonti diplomatiche a New York raccontano che la nota è stata preparata dopo un confronto tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Gli Stati Uniti, invece, non hanno rilasciato commenti ufficiali, ma nelle ultime ore hanno difeso l’operazione definendola “necessaria per riportare la democrazia in Venezuela”. Nel frattempo, diversi Paesi sudamericani, tra cui Messico e Brasile, hanno chiesto chiarimenti sulle modalità dell’intervento.

Un precedente che scuote la comunità internazionale

La cattura di Maduro, avvenuta intorno alle 5 del mattino ora locale nella residenza presidenziale di Miraflores, ha sollevato molte domande tra giuristi e osservatori. “Non si era mai visto un’azione così diretta contro un capo di Stato in carica senza un mandato delle Nazioni Unite”, ha spiegato ieri Richard Gowan, analista dell’International Crisis Group. Al centro del dibattito ci sono la violazione della sovranità nazionale e il rispetto delle regole che governano i rapporti tra Stati.

In Venezuela la situazione è tesa. Le opposizioni hanno accolto con favore la rimozione di Maduro, accusato da anni di repressione e corruzione. Ma migliaia di sostenitori del presidente deposto si sono radunati davanti a Miraflores e nelle piazze di Caracas, chiedendo a gran voce il suo rilascio. “Questa è un’invasione mascherata”, ha urlato una donna al megafono, mentre la polizia cercava di contenere la folla.

Le reazioni nel mondo e il rischio di una nuova crisi

Durante la giornata, i governi hanno preso posizioni diverse. L’Unione Europea ha chiesto “moderazione” e rispetto delle procedure legali internazionali. La Russia ha definito l’azione americana “una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite”, mentre la Cina ha invitato a “evitare passi che possano peggiorare la crisi”. Domani a Washington il Consiglio Permanente dell’Organizzazione degli Stati Americani si riunirà per discutere quanto accaduto.

Intanto, il futuro politico del Venezuela resta incerto. Secondo fonti locali, la vicepresidente Delcy Rodríguez avrebbe assunto temporaneamente la guida del Paese, ma la situazione è ancora molto fluida. Le ambasciate straniere a Caracas hanno aumentato le misure di sicurezza e invitato i propri connazionali alla massima prudenza.

Il nodo giuridico e cosa potrebbe succedere

Dal punto di vista legale, il caso apre scenari complicati. “Se si accetta che uno Stato possa intervenire militarmente per arrestare un leader straniero senza l’ok della comunità internazionale, si rischia una deriva pericolosa”, ha spiegato il costituzionalista argentino Juan Pablo Bohoslavsky. Al momento, nessun mandato di cattura internazionale era stato emesso dalla Corte Penale Internazionale contro Maduro.

Nel suo appello finale, Guterres ha chiesto che “ogni passo futuro sia guidato dal rispetto delle regole condivise”. Solo così – ha lasciato intendere – si potranno evitare nuove crisi e garantire stabilità in America Latina. La comunità internazionale guarda con attenzione: il caso Venezuela potrebbe segnare un punto di svolta nei delicati equilibri tra diritto e potere globale.