Il gene segreto per una mente serena e una concentrazione potenziata

Il gene segreto per una mente serena e una concentrazione potenziata

Il gene segreto per una mente serena e una concentrazione potenziata

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

New York, 3 gennaio 2026 – Un team di ricercatori della Rockefeller University ha scoperto un gene, chiamato Homer1, che funziona un po’ come un “calmante naturale” per la mente. Questo gene aiuta a migliorare la concentrazione e a ridurre il cosiddetto “rumore di fondo” nella corteccia prefrontale del cervello. Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience, si è basato su quasi 200 topi e apre nuove piste per curare i disturbi dell’attenzione, come l’Adhd.

Homer1: il filtro che spegne le distrazioni

Dalla ricerca emerge che il gene Homer1 ha un ruolo centrale nel filtrare le distrazioni e nel mantenere la mente focalizzata. “Abbiamo notato che i topi più concentrati hanno livelli più bassi di Homer1 nella corteccia prefrontale”, spiega il neuroscienziato Nathaniel Heintz, che ha guidato lo studio. In pratica, meno Homer1 significa una mente più calma, meno soggetta a stimoli inutili.

Lo studio è partito analizzando quasi 200 topi, frutto di incroci tra otto linee diverse – alcune con antenati selvatici – per ricreare la varietà genetica tipica degli esseri umani. I risultati mostrano che la presenza di Homer1 spiega circa il 20% della differenza nella capacità di concentrazione tra i vari esemplari. Un dato che, secondo gli esperti, potrebbe avere un peso importante anche nelle persone.

Un’alternativa ai farmaci stimolanti

Oggi, le terapie per i disturbi dell’attenzione puntano a stimolare i circuiti cerebrali con farmaci specifici. La scoperta su Homer1 apre una strada diversa: “Abbiamo visto che abbassare l’attività di questo gene nei topi giovani migliora in modo netto la precisione e la velocità nei compiti mentali”, racconta Heintz. Gli animali erano meno facilmente distratti e più veloci nei test.

Un dettaglio importante è quando si interviene: la modifica funziona solo in una finestra precisa dello sviluppo, cioè durante la prima infanzia dei topi. Negli adulti, la stessa operazione non ha effetti visibili. “Questo suggerisce che c’è un periodo critico in cui il cervello può essere ‘riprogrammato’ per filtrare meglio le informazioni”, aggiunge il ricercatore.

Come funziona: più Gaba, meno confusione

Dal punto di vista biologico, ridurre Homer1 spinge i neuroni nella corteccia prefrontale a produrre più recettori per il neurotrasmettitore Gaba, che ha un ruolo inibitorio sul sistema nervoso. Così i neuroni restano più calmi a riposo e rispondono solo agli stimoli importanti. “Abbiamo visto una riduzione dell’attivazione nervosa casuale: il cervello resta più ‘silenzioso’ e preciso”, spiegano gli autori.

Due varianti del gene – Homer1a e Ania3 – sembrano essere particolarmente decisive. Gli esperimenti mostrano che agire su queste forme porta ai migliori risultati in termini di attenzione e controllo delle distrazioni.

Nuove speranze per l’Adhd e oltre

Questa scoperta potrebbe cambiare il modo di affrontare i disturbi dell’attenzione. Oggi si cerca di “accendere” il cervello con farmaci; la nuova pista punta invece a “calmare” i circuiti nervosi, come fanno la meditazione o gli esercizi di respirazione. “Non si tratta solo di stimolare, ma anche di imparare a spegnere il rumore inutile”, sottolinea Heintz.

Gli stessi autori mettono però in guardia: i risultati arrivano da modelli animali e serviranno altri studi per capire se vale anche per l’uomo. Ma la strada è tracciata: intervenire su Homer1 potrebbe offrire una nuova speranza a chi soffre di Adhd o fatica a mantenere la concentrazione nella vita di tutti i giorni.

Per ora, la ricerca continua nei laboratori della Rockefeller University. Solo allora – forse – si potrà davvero parlare di una svolta nelle cure per l’attenzione.