Milano, 3 gennaio 2026 – Adam Mosseri, a capo di Instagram, ha scelto il social Threads per lanciare un messaggio che segna una svolta: la linea tra contenuti veri e quelli creati dall’intelligenza artificiale è sempre più sottile, quasi impossibile da vedere. Nel suo lungo post di ieri sera, Mosseri ha anticipato le sfide che aspettano i social nel 2026, puntando dritto su credibilità e originalità.
L’IA rivoluziona la creatività
“Tutto quello che rendeva speciali i creatori – l’essere autentici, il saper connettersi, avere una voce unica e vera – ora è diventato alla portata di tutti”, ha scritto Mosseri, aprendo un dibattito che coinvolge milioni di utenti e professionisti. Secondo lui, la velocità con cui si stanno evolvendo le tecnologie di IA generativa sta cancellando i confini tra ciò che è reale e ciò che è artificiale: foto, video, persino interi profili possono essere creati da algoritmi sempre più avanzati.
Mosseri non si è fermato a una riflessione teorica. Ha annunciato che Meta, la società madre di Instagram e Threads, introdurrà entro l’anno nuove etichette per i contenuti creati dall’IA, strumenti di controllo più precisi e algoritmi che valorizzeranno l’originalità. “Dobbiamo mettere in chiaro chi pubblica cosa, così le persone potranno scegliere di chi fidarsi”, ha spiegato.
Deepfake e contenuti sintetici: la sfida alla fiducia
Il fenomeno dei deepfake – immagini e video manipolati o fatti ex novo dall’intelligenza artificiale – è il nodo più urgente. “I deepfake stanno diventando sempre più sofisticati. L’IA produce foto e video ormai indistinguibili da quelli veri. Le nostre bacheche si stanno riempiendo di contenuti artificiali”, ha ammesso Mosseri. Un campanello d’allarme confermato dai numeri: una ricerca del Stanford Internet Observatory segnala un aumento del 60% dei deepfake individuati sulle piattaforme social nell’ultimo anno.
Il problema non è solo tecnologico, ma tocca la fiducia nelle istituzioni. “Da decenni la fiducia in governi, media e aziende è in calo”, ha ricordato Mosseri. In questo quadro, il vero valore dei creatori sarà saper restare autentici, anche usando – o evitando – le nuove tecnologie.
Un futuro dominato dall’intelligenza artificiale
Mosseri prevede che nei prossimi anni i contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale supereranno quelli realizzati con metodi tradizionali. Un cambio radicale che mette sulle spalle delle piattaforme social una grande responsabilità: “Le piattaforme saranno sotto pressione per riconoscere i contenuti fatti dall’IA”, ha scritto.
La risposta? Per il manager di Meta, la strada giusta è certificare gli account veri, invece di inseguire i profili falsi. Un modo per aumentare la trasparenza e ridare spazio all’elemento umano nel mondo digitale.
Creatori tra autenticità e algoritmi
In questo nuovo scenario, i creatori di contenuti devono decidere: sfruttare l’innovazione senza perdere la propria voce o rischiare di essere sommersi dai contenuti artificiali. “Avranno successo quelli che riusciranno a restare autentici”, ha sottolineato Mosseri.
Le reazioni non si sono fatte aspettare. Influencer italiani come Chiara Ferragni e Marco Montemagno hanno commentato il post su Threads già nelle prime ore del mattino. “L’autenticità è il vero valore”, ha scritto Ferragni. Montemagno ha aggiunto: “Serve chiarezza per chi ci segue ogni giorno”.
Solo quando le piattaforme riusciranno a distinguere chiaramente tra reale e artificiale, si potrà ricostruire la fiducia degli utenti. Fino ad allora, la sfida tra intelligenza artificiale e autenticità resta aperta.
