Lega intensifica la pressione per la castrazione chimica dopo il tragico caso di Aurora

Lega intensifica la pressione per la castrazione chimica dopo il tragico caso di Aurora

Lega intensifica la pressione per la castrazione chimica dopo il tragico caso di Aurora

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

Milano, 3 gennaio 2026 – La Lega torna a premere sull’acceleratore per l’approvazione della castrazione chimica, dopo il tragico caso di Aurora, la giovane trovata morta pochi giorni fa a Milano. La richiesta arriva a poche ore dal fermo di un uomo sospettato di essere coinvolto nella vicenda e riapre il dibattito infuocato sulla sicurezza e sulle misure da adottare contro i crimini sessuali.

Lega: “Castrazione chimica subito, dopo il caso Aurora”

“Se si confermerà la colpevolezza dell’uomo fermato per la morte della piccola Aurora, ci troveremo davanti a un fatto di una gravità senza precedenti”, ha detto la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente del gruppo leghista al Senato. Bizzotto, prima firmataria del disegno di legge n. 839, ha sottolineato come sia “inaccettabile che un soggetto irregolare, con precedenti per violenza sessuale, abbia potuto agire indisturbato”. Il riferimento è diretto all’uomo sotto indagine, la cui posizione è ancora al vaglio degli inquirenti.

Le prime ricostruzioni della polizia indicano che il sospettato è un cittadino straniero già noto alle forze dell’ordine per reati simili. Un dettaglio che ha riacceso la polemica politica sulla gestione dei soggetti pericolosi e sulla necessità di strumenti più severi per evitare che tornino a delinquere.

Il ddl della Lega: cosa prevede e quali obiettivi

Il disegno di legge promosso dalla Lega punta a introdurre il trattamento farmacologico di blocco androgenico totale per chi è stato condannato per violenza sessuale. L’obiettivo, secondo i promotori, è tagliare drasticamente il rischio che chi ha già commesso questi reati possa farlo di nuovo. “Davanti a tragedie come questa, non si può più tollerare alcuna forma di impunità: il Parlamento approvi subito la nostra proposta”, ha ribadito Bizzotto.

Non è la prima volta che la Lega batte su questo tasto. In passato, altre proposte simili erano state respinte o frenate, sia dall’opposizione che da qualche alleato di governo. Ma questa volta il clima politico sembra cambiato: la vicenda di Aurora ha scosso l’opinione pubblica e riaperto il confronto sulle pene per i crimini sessuali.

Le reazioni in Parlamento: tra consensi e riserve

Anche il deputato Igor Iezzi ha preso posizione, ricordando che “in passato avevamo già fatto approvare un ordine del giorno, a mia prima firma, che impegnava il governo a muoversi in questa direzione, ottenendo pareri favorevoli”. “Bisogna andare avanti senza esitazioni, approviamo subito questa legge”, ha aggiunto.

La proposta della Lega trova sostegno soprattutto tra i partiti di centrodestra, mentre le opposizioni invitano alla prudenza. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno già espresso dubbi sull’efficacia della castrazione chimica e sui rischi legati a un uso troppo ampio del trattamento farmacologico.

Castrazione chimica, sicurezza e diritti: il nodo del dibattito

La castrazione chimica è un tema che da anni divide giuristi e politici. C’è chi la vede come uno strumento indispensabile per proteggere le vittime e fermare nuovi episodi di violenza. Dall’altra parte, si teme che possa portare a abusi e si sottolinea l’importanza di percorsi di riabilitazione e prevenzione più ampi.

I dati del Ministero della Giustizia parlano chiaro: in Italia ogni anno si denunciano circa 4.000 casi di violenza sessuale, con una quota rilevante di recidivi. “Non possiamo permetterci che chi ha già commesso questi reati torni a farlo”, ha confidato un esponente leghista durante una riunione a Montecitorio.

Indagini in corso e la Lega pronta alla battaglia

A Milano intanto gli investigatori continuano a lavorare per chiarire la dinamica dei fatti e il ruolo dell’uomo fermato. Solo alla fine delle indagini si potrà avere un quadro chiaro delle responsabilità.

La Lega, nel frattempo, promette battaglia in Parlamento. “Non ci fermeremo finché non sarà approvata una legge che metta davvero al sicuro le nostre ragazze”, ha concluso Bizzotto. Il dibattito resta aperto, tra chi chiede pene più dure e chi ricorda l’importanza di rispettare i principi fondamentali dello Stato di diritto.