Caracas, 3 gennaio 2026 – Nicolas Maduro, ex presidente del Venezuela, è stato arrestato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio a Caracas. Ora dovrà rispondere a reati penali negli Stati Uniti. La notizia, confermata dal senatore repubblicano Mike Lee grazie a informazioni arrivate dal segretario di Stato Marco Rubio, ha scosso la scena politica internazionale e apre una nuova fase per il paese sudamericano.
Maduro preso di sorpresa: cosa è successo davvero
Secondo quanto racconta Lee alla CNN, l’arresto è stato messo in atto per “proteggere chi stava eseguendo il mandato di cattura”. I dettagli sono ancora pochi e frammentari. Fonti locali parlano di un blitz poco dopo le 23, in una casa nella zona est di Caracas, dove l’ex presidente si trovava insieme ad alcuni collaboratori. Testimoni raccontano di un imponente schieramento di forze armate e blindati lungo Avenida Francisco de Miranda. La zona è rimasta isolata per oltre due ore.
Le accuse contro Maduro e la posizione americana
Maduro dovrà rispondere a delle “accuse penali” negli Stati Uniti, anche se gli specifici capi d’imputazione non sono ancora stati resi noti. Negli ultimi anni, Washington ha più volte puntato il dito contro di lui per traffico di droga, corruzione e violazioni dei diritti umani. “Questa operazione è stata fatta per tutelare la sicurezza degli agenti coinvolti”, ha spiegato Lee, sottolineando come questo arresto sia una tappa chiave nella strategia americana verso il Venezuela.
Caracas e il mondo reagiscono
La notizia si è diffusa velocemente nella capitale venezuelana. Nelle prime ore del mattino, piccoli gruppi di sostenitori di Maduro si sono radunati davanti al palazzo presidenziale di Miraflores, chiedendo notizie sull’ex presidente. “Non ci hanno detto nulla, vogliamo sapere dov’è”, ha detto Ana Rodriguez, una delle manifestanti. Sul fronte opposto, l’opposizione parla di una “svolta attesa”. Il leader Juan Guaidó ha chiesto “un processo chiaro e giusto”.
Venezuela: un momento delicato
L’arresto arriva in un momento molto difficile per il Venezuela, segnato da anni di crisi economica e tensioni politiche. Dopo una rielezione controversa nel 2018, Maduro ha mantenuto il potere tra proteste e pressioni internazionali. Gli Stati Uniti, insieme a molti paesi europei e latinoamericani, non hanno mai riconosciuto il suo secondo mandato. “Questo potrebbe essere l’inizio di una nuova stagione politica”, commenta Rafael Uzcátegui, esperto dell’Università Centrale del Venezuela.
Che cosa succederà adesso
Non è ancora chiaro se Maduro sarà estradato negli Stati Uniti o se il processo si terrà in Venezuela. Le autorità locali non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Fonti diplomatiche sentite dalla CNN parlano di un comunicato congiunto Washington-Caracas in arrivo, per spiegare come si muoveranno sulle modalità della detenzione e sui tempi del trasferimento. Nel frattempo, la comunità internazionale segue con attenzione. L’Unione Europea chiede “il rispetto delle garanzie legali”, mentre Mosca esprime “preoccupazione per le conseguenze sulla stabilità regionale”.
Un arresto che cambia tutto
L’arresto di Nicolas Maduro segna un momento decisivo nella storia recente del Venezuela. In attesa di sviluppi ufficiali, la popolazione resta divisa tra speranze e paure. Solo nelle prossime settimane si capirà davvero quale impatto avrà questa operazione sugli equilibri interni e sul rapporto tra Caracas e Washington. Per ora, una cosa è certa: la lunga stagione politica guidata da Maduro sembra essersi chiusa nella notte del 2 gennaio.
