Media, la fuga di Maduro: un’uscita di scena orchestrata?

Media, la fuga di Maduro: un'uscita di scena orchestrata?

Media, la fuga di Maduro: un'uscita di scena orchestrata?

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

Caracas, 3 gennaio 2026 – Nicolas Maduro è stato catturato nelle prime ore di ieri a Caracas, ma dietro l’arresto non ci sarebbe un colpo di mano improvviso. Fonti vicine all’opposizione venezuelana raccontano a Sky News che si tratta di un accordo trattato tra l’ex presidente e alcuni settori contrari al chavismo, aprendo un nuovo capitolo in una delle crisi più delicate della storia recente del Sud America.

Caracas spaccata sull’arresto di Maduro

A sentire chi conosce bene le dinamiche politiche venezuelane, la fine di Maduro non è arrivata con una sommossa o un colpo di stato, ma con una trattativa tenuta segreta. “Non è stato un gesto brusco, ma un’uscita negoziata”, confida un membro del partito Voluntad Popular, che ha chiesto di restare anonimo per sicurezza. La voce, partita dai corridoi del Parlamento, ha trovato riscontro anche tra diplomatici europei presenti in città.

Dietro le quinte: le trattative segrete

Negli ultimi giorni, si sono moltiplicate le voci su incontri riservati tra rappresentanti del governo Maduro e delegati dell’opposizione. Spesso si sono svolti in ambasciate straniere o in appartamenti nei quartieri di Altamira e La Castellana. “I segnali erano chiari: la pressione internazionale era diventata troppo forte”, spiega un diplomatico spagnolo che ha seguito da vicino la crisi. Solo così, dicono le fonti, si è arrivati alla decisione di evitare una possibile violenza.

La reazione della gente e dei militari

La notizia ha acceso reazioni diverse tra la gente. In Plaza Bolívar, nel cuore antico della città, piccoli gruppi si sono radunati già all’alba con bandiere e canti. C’è chi ha festeggiato, chi è rimasto in silenzio, incredulo. “Non pensavo sarebbe mai successo”, confessa a bassa voce Maria Fernanda Ruiz, insegnante di 42 anni. Tra i militari, invece, tutto sembra sotto controllo: nessun segno di ribellione o tensione nei principali presidi dell’esercito. “Ci hanno ordinato di mantenere la calma”, dice un ufficiale contattato telefonicamente.

La spinta della comunità internazionale

Dietro questa svolta c’è anche la pressione di Stati Uniti, Unione Europea e alcuni Paesi dell’America Latina. A dicembre Washington ha imposto nuove sanzioni economiche, mentre Bruxelles ha chiesto un “rapido ritorno alla democrazia”. Fonti diplomatiche italiane confermano che negli ultimi due giorni i contatti tra Caracas e le capitali occidentali si sono fatti più intensi. “L’obiettivo era evitare un’escalation violenta”, spiega un funzionario del Ministero degli Esteri italiano.

Che ne sarà del Venezuela?

Ora resta da capire cosa succederà al Paese. L’arresto di Maduro apre scenari nuovi: si parla di un possibile governo ad interim nominato dal Parlamento già nei prossimi giorni. Juan Guaidó, leader dell’opposizione riconosciuto da parte della comunità internazionale come presidente ad interim nel 2019, non ha ancora parlato pubblicamente. Ma alcuni suoi collaboratori descrivono questo momento come “decisivo per la democrazia venezuelana”.

Dubbi e paure per il futuro

Non mancano però le preoccupazioni. Alcuni esperti temono che la transizione possa essere più difficile del previsto. “Il rischio è che si apra una fase di instabilità”, avverte Rafael Uzcátegui, direttore dell’ONG Provea. In città si respira una calma tesa: negozi aperti a singhiozzo, traffico ridotto su Avenida Libertador, controlli più rigidi agli ingressi dei ministeri.

Le parole dell’opposizione

“Non vogliamo vendette, ma giustizia”, ha detto ieri sera Henrique Capriles, uno dei leader storici dell’opposizione. “Il Venezuela deve voltare pagina senza ripetere gli errori del passato”. Parole che rispecchiano l’umore di un Paese sospeso tra speranza e paura.

Mentre la sera scende su Caracas, resta l’immagine di una città in attesa. Il destino di Maduro – e quello del Venezuela – si deciderà nei prossimi giorni, tra trattative nascoste e piazze che chiedono risposte vere.