Milano, 3 gennaio 2026 – Le principali Borse europee hanno aperto il nuovo anno con il segno più, chiudendo la prima giornata di gennaio in territorio positivo. Parigi, Francoforte, Londra e Madrid hanno tutte registrato rialzi, mentre gli operatori hanno tenuto d’occhio i primi movimenti dopo la pausa natalizia.
Parigi spinge la ripresa: Cac 40 a 8.195 punti
A fare da traino è stata Parigi, che ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,56%, portando il Cac 40 a quota 8.195 punti. Secondo alcuni esperti locali, il dato riflette la fiducia degli investitori nella ripresa dell’economia francese e l’attesa per i dati macro in arrivo nei prossimi giorni. “C’è prudenza, ma anche voglia di rimettersi in gioco dopo le festività”, ha detto un trader di La Défense, sottolineando però che il clima resta ancora guardingo.
Francoforte e Londra: passi lenti ma sicuri
Anche Francoforte ha segnato un rialzo, seppur più contenuto, dello 0,2%. Il Dax ha chiuso a 24.539 punti. Gli operatori tedeschi preferiscono aspettare, in attesa dei dati sulla produzione industriale di dicembre e delle mosse della Banca Centrale Europea. “Il mercato tedesco avanza a piccoli passi”, ha commentato un analista di Commerzbank, “ma la direzione è positiva”.
A Londra, il Ftse 100 ha messo a segno un +0,2%, chiudendo a 9.951 punti. La City ha risentito solo marginalmente delle incertezze legate alle trattative post-Brexit e alle tensioni in Medio Oriente. “Gli investitori britannici stanno ancora cercando di capire l’impatto delle nuove regole doganali”, ha spiegato un broker di Canary Wharf, “ma per ora l’umore è positivo”.
Madrid accelera: Ibex-35 oltre 17.400 punti
Tra le piazze europee spicca Madrid, che ha registrato un balzo dell’1,07%. L’Ibex-35 ha chiuso a 17.492 punti, spinto soprattutto dai titoli bancari e dal settore energia. Fonti vicine al mercato spagnolo parlano di un clima favorevole anche grazie alle ultime dichiarazioni del governo Sanchez sulla stabilità fiscale e sulle misure a sostegno delle imprese. “C’è fiducia nelle riforme annunciate”, ha detto un gestore di fondi di Madrid, “e questo si vede anche nei volumi scambiati”.
Prudenza in attesa delle decisioni delle banche centrali
Nonostante il segno positivo, gli investitori restano cauti. Il 2026 si apre con molte incognite: dall’andamento dell’inflazione nell’Eurozona alle prossime mosse delle banche centrali, senza dimenticare le tensioni geopolitiche che continuano a pesare sui mercati. “Il vero banco di prova saranno le prime riunioni di BCE e Fed”, ha spiegato un economista di Société Générale, “solo allora capiremo se questa ripresa ha gambe per andare avanti”.
Molti guardano con attenzione all’evoluzione dei tassi d’interesse e alle possibili revisioni delle stime di crescita per i principali Paesi europei. Le prime settimane dell’anno saranno cruciali per capire se il trend positivo continuerà o se prevarranno i dubbi.
Scambi ancora sotto la media, volumi contenuti
I dati raccolti nelle principali piazze mostrano che i volumi di scambio sono rimasti sotto la media annuale, complici le ultime festività e l’assenza di alcuni grandi operatori istituzionali. “Molti desk sono ancora ridotti all’osso”, ha ammesso un responsabile trading di Piazza Affari, “ma dalla prossima settimana ci aspettiamo una ripresa più decisa”.
In attesa dei dati macro di gennaio e delle prime trimestrali, i mercati europei sembrano aver scelto la prudenza. Non rinunciano però a qualche segnale di ottimismo. La vera sfida, dicono gli addetti ai lavori, si giocherà nelle prossime settimane, quando torneranno sotto i riflettori inflazione e crescita.
Per ora, però, il 2026 parte col segno più sulle principali Borse europee: un passo avanti che gli investitori accolgono con una moderata soddisfazione.
