Mosca difende il Venezuela: una risposta all’aggressione armata

Mosca difende il Venezuela: una risposta all'aggressione armata

Mosca difende il Venezuela: una risposta all'aggressione armata

Matteo Rigamonti

Gennaio 3, 2026

Mosca, 3 gennaio 2026 – Il ministero degli Esteri russo ha lanciato una dura condanna contro quella che definisce una vera e propria “aggressione armata degli Stati Uniti contro il Venezuela”, avvenuta nelle prime ore di oggi. La nota ufficiale, diffusa tramite il canale Telegram del ministero, esprime la “profonda preoccupazione” di Mosca per l’accaduto. Il messaggio arriva in un clima di tensione sempre più alto tra Washington e Caracas, con la Russia che si schiera apertamente dalla parte del governo venezuelano.

Mosca punta il dito contro Washington: “Aggressione armata”

Nel comunicato diffuso alle 9:30 ora locale, il ministero degli Esteri russo non usa mezzi termini: parla di un “atto di aggressione armata” da parte degli Stati Uniti contro il Venezuela. “Questa mattina gli Stati Uniti hanno compiuto un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Questo provoca profonda preoccupazione e condanna”, si legge nel testo. Mosca però non ha fornito dettagli su come si è svolto l’intervento statunitense, né sulle conseguenze immediate sul terreno.

Fonti diplomatiche russe, contattate da alanews.it, confermano che la linea del Cremlino è di “totale solidarietà con il popolo venezuelano e con il presidente Nicolás Maduro”. La Russia, da tempo alleata strategica di Caracas, ha più volte criticato le pressioni occidentali sul governo venezuelano, definendole “interferenze negli affari interni”.

Tensione alta, reazioni a catena nel mondo

La notizia dell’intervento militare statunitense in Venezuela ha fatto rapidamente il giro delle capitali principali. A Mosca, la risposta è stata immediata: il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha ribadito che “azioni unilaterali come questa rischiano di far saltare ulteriormente la stabilità nella regione sudamericana”. Fonti diplomatiche russe riferiscono che nelle prossime ore è previsto un incontro urgente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

A Caracas, la situazione resta delicata. Secondo le prime ricostruzioni dei media locali, durante la notte ci sarebbero stati movimenti insoliti vicino all’aeroporto internazionale Simón Bolívar e in alcune basi militari a sud della capitale. Il governo venezuelano non ha ancora rilasciato una versione ufficiale, ma fonti vicine al ministero della Difesa parlano di “attacco esterno” e invitano la popolazione a mantenere la calma.

La Russia e il suo peso in America Latina

Da anni la Russia ha una presenza importante in Venezuela, sia sul piano economico che militare. Nel 2019, Mosca aveva mandato consiglieri militari e forniture tecniche per sostenere il governo Maduro, provocando le proteste di Washington. Oggi, la condanna dell’“aggressione armata” americana rientra in una strategia più ampia di supporto ai partner latinoamericani considerati “bersagli delle pressioni statunitensi”.

“Non resteremo a guardare davanti a queste provocazioni”, ha detto una fonte del ministero degli Esteri russo, chiedendo una risposta comune da parte dei paesi non allineati. Secondo alcuni esperti, la posizione di Mosca punta anche a rafforzare i legami con altri governi della regione – come Cuba e Nicaragua – che negli ultimi mesi hanno stretto rapporti più stretti con la Russia.

Cosa ci aspetta? Scenari e dubbi diplomatici

Al momento, dalla Casa Bianca non arrivano prese di posizione ufficiali. L’ambasciata americana a Mosca si è limitata a dire che “gli Stati Uniti stanno seguendo da vicino la situazione in Venezuela”, senza né confermare né smentire l’operazione militare segnalata dalla Russia. Mancano ancora dettagli chiari su quanto è successo, e restano molte domande sulle reali dimensioni dell’intervento e sulle conseguenze per la stabilità dell’area.

Nelle prossime ore sono attese dichiarazioni sia dal presidente Maduro che dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Intanto, la comunità internazionale guarda con attenzione a quello che accade tra Washington, Caracas e Mosca, consapevole che ogni mossa potrebbe avere effetti ben oltre i confini venezuelani.