Caracas, 3 gennaio 2026 – Un’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela ha causato vittime tra i civili, ma il numero preciso è ancora un mistero. La notizia, diffusa nelle prime ore di oggi dal New York Times, ha già scatenato reazioni contrastanti a Caracas e Washington.
Raid americano in Venezuela, il bilancio è confuso
Secondo il quotidiano americano, l’azione si è svolta nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, colpendo alcune zone periferiche della capitale. Testimoni locali parlano di spari e esplosioni a Petare e El Valle poco dopo le 23.30 ora locale. “Elicotteri che volavano bassi e spari improvvisi”, raccontano chi era lì. Ma le autorità venezuelane non hanno ancora rilasciato dati ufficiali sulle vittime o sulle condizioni dei feriti.
Caracas e Washington in allarme
Il governo di Nicolás Maduro ha convocato d’urgenza il Consiglio di Difesa Nazionale. Il ministro degli Esteri, Yván Gil, ha parlato di “una grave violazione della sovranità venezuelana” e ha chiesto spiegazioni formali all’ambasciata americana a Bogotà, visto che i rapporti diplomatici sono congelati dal 2019. Dall’altra parte, la Casa Bianca tace. Una fonte del Dipartimento di Stato, citata dal New York Times, ha definito l’operazione “mirata contro cellule paramilitari”, senza però entrare nei dettagli o parlare delle conseguenze per i civili.
“Spari e urla per venti minuti”
A Caracas la tensione è alta. “Abbiamo sentito spari e urla per almeno venti minuti”, racconta a alanews.it Maria Fernanda López, che vive a Petare. “Poi sono arrivate le ambulanze, ma nessuno ci ha detto cosa stava succedendo”. Secondo le prime ricostruzioni, alcune case sarebbero state colpite da proiettili vaganti. Al momento, gli ospedali non hanno fornito numeri ufficiali sui feriti.
Un clima già teso fra Washington e Caracas
L’operazione arriva in un momento di forte tensione tra Stati Uniti e Venezuela. Negli ultimi mesi, Washington ha più volte denunciato la presenza di gruppi armati filo-iraniani nel Paese sudamericano. Solo la scorsa settimana, il segretario di Stato Antony Blinken ha ribadito che “gli Stati Uniti non resteranno a guardare di fronte a minacce alla sicurezza regionale”. Da Caracas è arrivata la risposta: accuse di “interferenze ingiustificate” da parte di Washington.
Bilancio provvisorio, ancora troppi dubbi sulle vittime
Il numero esatto delle vittime resta un’incognita. Il New York Times parla di almeno una decina di civili tra morti e feriti, ma non ci sono conferme ufficiali. La Croce Rossa venezuelana ha fatto sapere che “le squadre di soccorso sono ancora al lavoro nelle zone colpite”. Alcuni video sui social mostrano ambulanze e mezzi militari vicino all’ospedale Pérez Carreño.
La comunità internazionale chiede calma
Le prime reazioni dall’estero non si sono fatte attendere. Il presidente colombiano Gustavo Petro ha chiesto “moderazione e rispetto del diritto internazionale”, mentre l’Unione Europea ha espresso “preoccupazione per l’aumento della violenza”. Silenzio invece da parte della Russia, storico alleato di Maduro.
Aspettando risposte, la città resta in ansia
Nei prossimi giorni si attendono dichiarazioni dal governo venezuelano e dalla Casa Bianca. Intanto, la gente di Caracas aspetta notizie certe. “Vogliamo solo sapere cosa è successo davvero”, dice un infermiere dell’ospedale universitario, visibilmente provato dalla notte passata. La situazione è ancora incerta e non si esclude che le tensioni possano crescere ancora.
